Come non letto: le marmotte di Charlie Hebdo
Ecco la mia rubrica “Come Non Letto” pubblicata da Il Fatto Quotidiano giovedì 15 gennaio 2026
La storia si ripete prima come tragedia e poi come farsa. Se va bene. Alcune storie, invece, nascono già farsa e continuano così: 𝐟𝐚𝐫𝐬𝐚, 𝐟𝐚𝐫𝐬𝐚, 𝐟𝐚𝐫𝐬𝐚. 𝐶ℎ𝑎𝑟𝑙𝑖𝑒 𝐻𝑒𝑏𝑑𝑜 è stato querelato per una vignetta su una tragedia con dei morti (esistono tragedie senza morti?). Dove l’abbiamo già sentita? Rigopiano? Amatrice?
Capodanno 2026: incendio in un locale a Crans-Montana, in Svizzera. 𝟒𝟕 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢, oltre cento feriti. Il rogo, innescato da candele d’artificio, si propaga grazie a 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨𝐜𝐡𝐞’ 𝐨𝐫𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢. Il 9 gennaio – giorno di lutto nazionale – Charlie pubblica una vignetta con due sciatori carbonizzati che sfrecciano su una pista. La didascalia: “𝐺𝑙𝑖 𝑢𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑎𝑡𝑖 𝑣𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑎 𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑒”, gioco di parole con il titolo di una specie di 𝑉𝑎𝑐𝑎𝑛𝑧𝑒 𝑑𝑖 𝑁𝑎𝑡𝑎𝑙𝑒 francese che non farò finta di conoscere.
𝐒𝐝𝐞𝐠𝐧𝐨, 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚 𝐦𝐢𝐚. Un avvocato svizzero ha presentato contro Charlie una denuncia penale per 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐭𝐚’ 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐚 e di rappresentazione di immagini violente. lo me lo immagino, quest’avvocato, quando esce di casa la mattina e dice “𝒄𝒂𝒓𝒂, 𝒗𝒂𝒅𝒐 𝒂 𝒅𝒆𝒏𝒖𝒏𝒄𝒊𝒂𝒓𝒆 𝑪𝒉𝒂𝒓𝒍𝒊𝒆 𝑯𝒆𝒃𝒅𝒐” e la moglie alza gli occhi al cielo.
Charlie risponde con una vignetta in cui due balestrieri svizzeri – 𝐬𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐆𝐮𝐠𝐥𝐢𝐞𝐥𝐦𝐨 𝐓𝐞𝐥𝐥 – assaltano la redazione trucidando i disegnatori a colpi di frecce. Il titolo: “𝑆𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑢𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑣𝑖𝑧𝑧𝑒𝑟𝑖?”, con riferimento alla strage jihadista del 2015.
Eccolo qui, 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐞𝐧𝐧𝐞 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐦𝐨𝐭𝐭𝐚: il vignettista pubblica, gli indignati si indignano, la politica tuona, l’avvocato querela, l’intellettuale tuona “𝙀’ 𝙨𝙖𝙩𝙞𝙧𝙖 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙖?!”. E via da capo. 𝐈𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐚 𝐬𝐚𝐭𝐢𝐫𝐚 e cosa non lo sia. So solo che avevo disegnato anche io una vignetta sulla strage svizzera e poi non l’ho pubblicata. Non per paura o censura. Ma perché 𝐦𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐨𝐢𝐚𝐯𝐚 già in partenza la ripetizione sempre uguale del copione. La verità è che 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐭𝐢𝐫𝐚 𝐞’ 𝐮𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨 che purtroppo vale sempre meno la candela. E le marmotte hanno rotto il cazzo.
Leggo polemiche per l’ultima vignetta pubblicata da Charlie Hebdo sui social dedicata al disastro di Crans-montana. Ancora una volta, come per Rigopiano o Amatrice, ci si indigna per la satira sulla tragedia e non per chi avrebbe dovuto impedirla. Giovedì 8 gennaio, nella mia newsletter dedicata alla satira “la settimana Nat”, ho mandato una mia vignetta “autocensurata” dedicata alla tragedia e disegnata il primo gennaio spiegando perché ho scelto di non pubblicarla.




