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Oggi in edicola!

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Oggi su Il Fatto Quotidiano in edicola c’è una bella paginata in cui vi racconto com’è stato leggere lo (straordinario) libro di Isabella Di Leo “Si può fare!” mandato in libreria da BeccoGiallo!
Recuperatelo, poi ne parleremo per il club del libro!

Di |2021-03-24T15:24:38+02:0024 Marzo 2021|Categorie: news|0 Commenti

Ritornano le tette!

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Tempo fa (ecco il post) vi ho parlato di un megazine che si chiama Megazinne. Vi ho raccontato che è stato pensato per cambiare la percezione del corpo femminile, che è fatto molto bene da delle professioniste in gamba e che raccoglieva fondi per la Lega Italiana per la lotta contro i tumori.
Ebbene: il primo numero di Megazinne ha raccolto quasi 12.000 euro! Quindi: perchè fermarsi se l’idea funziona? E’ in arrivo un nuovo numero, stavolta molto più grande (‘maggiorato’ lo definiscono le spiritosone che ci lavorano), io lo sto leggendo in anteprima e ci sono tante tette, foto, fumetti e approfondimenti molto seri. Il ricavato di questo numero andrà all’associazione D.I.Re, Donne in rete contro la violenza: se volete accaparrarvene un numero, la versione cartacea è in preorder su www.megazinne.it
(p.s. c’è anche un mio contributo, stavolta, ma il prezzo del biglietto lo fa l’ensamble)

Di |2021-03-22T14:42:06+02:0022 Marzo 2021|Categorie: news|1 Commento

Buona festa dell’Amato Padre

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Oggi è la festa del papà. Quindi riecco uno degli episodi di ‘Somewhere in Italy’, il diario che ho disegnato lungo il viaggio a piedi che io e Amato Padre abbiamo fatto quest’estate attraverso l’Italia. E’ stato difficile – tra più di 60 episodi – scegliere quale episodio riproporre e alla fine ha vinto questo perchè è puro distillato di AP.
Per il resto, a questo link trovate tutta la storia.
Intanto, un augurio a tutti i padri,
che possiate essere amati anche voi.
#festadelpapà #somewhereinitaly #natangelo

Di |2021-03-19T17:24:44+02:0019 Marzo 2021|Categorie: news|1 Commento

Un caro prezzo, ma per cosa?

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Da Il Fatto Quotidiano – 14 marzo 2021

Non è facile parlare di un libro come A caro prezzo, scritto e disegnato dal francese Baru e pubblicato in Italia da Oblomov. Come non sono mai “facili” i libri di questa casa editrice fondata da Igor Tuveri, in arte Igort e a sua volta fumettista dei più raffinati e complessi (Quaderni ucraini, Quaderni russi, 5 è il numero perfetto). In un mercato in crescita come quello del graphic novel in Italia, bulimico spesso a discapito della qualità, Oblomov è un angolo tranquillo in cui le storie sono scelte con cura e in cui puoi trovare libri come A caro prezzo. Ma quindi: un “caro prezzo” per cosa?
La risposta non è “facile”. In questo libro, primo di una trilogia, ci sono storie che si svolgono su piani temporali diversi e si affastellano senza costrutto, proprio come fanno i ricordi. La prima è un episodio di sangue avvenuto nel 1893 in Francia, quando un gruppo di immigrati italiani fu lapidato da lavoratori francesi furibondi con gli stranieri “ladri di lavoro”. Le storie successive hanno per protagonisti le seconde generazioni; c’è la storia che dà il titolo all’edizione francese del libro, Bella ciao, che ricostruisce le origini di questo canto di rivolta e c’è la storia del nonno dell’autore, emigrato dall’Italia e che acconsentì alla naturalizzazione francese solo per non dover servire nell’esercito fascista di Mussolini; c’è la storia del comunista bambino, zio dell’autore, che da grande morì partigiano in Spagna nel 1938 e c’è – in chiusura, disegnata quasi come un appunto preso al volo su un quaderno – la “ricetta dei cappelletti”.Il segno grafico cambia continuamente: l’episodio del 1983 è in bianco e nero e ha ampie inquadrature, con scene in cui la dinamicità della rissa e degli inseguimenti sono così nitidi da farti sentire in bocca il sapore del sangue. Le storie successive sono invece ambientate in case più o meno borghesi e raccontate con colori tenui: la violenza è passata, i personaggi sono attorno a una tavola imbandita, litigano e discutono in francese ma cantano in italiano, la loro lingua d’origine. In alcuni momenti la violenza della guerra traspare ancora, intrecciata alla malinconia per le origini, e quindi i toni virano sul grigio ma sono sprazzi, sempre più radi, man mano che si stemperano nella serenità della vita nuova.
Quindi, alla fine, qual è questo “caro prezzo” e chi lo paga? Lo si capisce conoscendo meglio Baru: pseudonimo di Hervé Barulea, nato da padre italiano e madre bretone, vincitore nel 2010 del Grand Prix de la ville d’Angoulême (insieme ad autori come Moebius, Pratt, Eisner e Spiegelman). Figlio di emigrati, ha fatto di questa tematica la colonna della sua intera produzione (basti leggere Gli anni Sputnik, Quequette blues e Verso l’america). E forse è questo il “caro prezzo”: quello che uno straniero, in ogni epoca, deve pagare per costruire una nuova identità in una cultura diversa, cercando di non dimenticare le proprie origini. Il prezzo pagato per non essere più straniero, ma senza perdere la propria ricetta per i cappelletti.

Di |2021-03-17T22:53:32+02:0017 Marzo 2021|Categorie: news, recensione|2 Commenti

L’angolo del lettore

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Oggi voglio rispondere pubblicamente a un commento ricevuto su questo blog.
Lo firma Emanuele Perrotta e mi scrive:

“Salve, non la conosco e non so se prenderà in considerazione il mio parere.
Le volevo dire che sembra ossessionato dal PD e da Renzi.
Raramente riesco a sorridere alle sue vignette.
Mi auguro per il suo futuro professionale trovi altri soggetti come fonti di ispirazione per il suo lavoro”

Caro Emanuele,
grazie per la tua opinione che per me conta molto, insieme a quella di tutti quelli che mi leggono! (Eccetto il commentatore che si firma Dedication)(no, scherzo) Non so da quanto segui il mio lavoro (probabilmente non molto) ma se avrai più pazienza con il tempo ti renderai conto di come funziona: scoprirai che – occupandomi della stretta attualità politica – in precisi momenti ci sono argomenti che tengono banco per periodi più o meno lunghi. Poi, sta alla bravura e alla professionalità dell’autore sapere variare anche in un contesto politico piuttosto ristretto. Se gli ingredienti in cucina sono sempre gli stessi, non è detto possa cucinarsi un solo piatto, credo.
Ho comunque deciso di riguardare tutte i post pubblicati da oggi 15 marzo fino al 15 gennaio e considera che si parla di un periodo di piena crisi politica (crisi della quale, senza dubbio, il protagonista è stato Renzi ed è fisiologico che i miei commenti si siano concentrati molto su di lui).
Ecco il risultato della mia ricerca, fatta a spanne e senza alcune pretesa di scientificità:

2 vignette su Berlusconi.
2 vignette su Salvini (che vergogna! devo recuperare!)
4 vignette sul Pd
11 vignette sul Covid
12 vignette su temi vari (da Cane Cattivo a San Valentino, per intenderci)
12 vignette su Draghi
13 vignette su Conte
23 vignette su Renzi
24 vignette su M5s

Con questo non voglio avvalorare la tesi di quelli che pretendono di misurare l’equidistanza di un autore dal numero di vignette dedicate a un partito o un leader piuttosto che a un altro. Anzi spero ti renderai conto, leggendolo, di quanto sia risibile elenco e forse anche di quanto siano sbagliati gli occhiali coi quali leggi il mio lavoro.
Ad ogni modo, pur se non ti faccio ridere spesso, ogni giorno sai dove trovarmi.
Buona continuazione,
Nat

Di |2021-03-15T12:09:39+02:0015 Marzo 2021|Categorie: news|28 Commenti

Oggi in edicola

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Su Il Fatto Quotidiano oggi in edicola niente vignetta ma vi racconto com’è stato leggere l’ultimo libro di Baru, “A caro prezzo”, pubblicato in Italia da Oblomov Edizioni

Di |2021-03-14T14:08:43+02:0014 Marzo 2021|Categorie: news|1 Commento

‘Il gioco del Covid’ è in edicola

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Stufi delle serate in lockdown? Avete finito il catalogo Netflix? Oggi, in occasione del compleanno del DPCM #iorestoacasa del 9 marzo 2020, in edicola con Il Fatto Quotidiano troverete “Il Gioco del Covid”: un gioco di società a tema pandemia scritto e disegnato da me casella per casella.
Non fatevelo sfuggire!
(P. S. Pedine e dadi non inclusi!)
#giocodelcovid #ilfattoquotidiano #natangelo

Di |2021-03-09T09:06:58+02:009 Marzo 2021|Categorie: news|5 Commenti

Salviamo Mimì

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Diamo una mano a ENPA Reggio Emilia- nuova per salvare la cagnetta Mimì?

Servono 1000 euro per operarla. Chi volesse contribuire, anche solo con pochi euro, può farlo con bonifico bancario alle seguenti coordinate:
IBAN IT19W0707212803066200164264
intestato a: E.N.P.A. – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI ONLUS con causale: “Salviamo Mimì”

C’è anche la possibilità di donare a Enpa Reggio Emilia sull’app satispay cliccando qui: https://tag.satispay.com/dk_LxEoXjtiBGiwtVdxMbvJ

Se poi voleste adottare Mimì, scrivete una mail a amicidelcaniledicella[chiocciola]gmail[punto]com

(grazie a Cane Cattivo e a Dario De Lucia per avermi segnalato la storia)
#enpa #shitzu #tumore #reggioemilia #aiuto #dona #aiuto #dona

Di |2021-03-02T08:20:56+02:001 Marzo 2021|Categorie: news|Tag: |6 Commenti
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