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Intanto, al Salone del Libro…

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Mi piace che al Salone del libro di Torino il mio libro sia insieme a (nell’ordine): Renzi, Bonaccini, Zan, Casalino, Belpietro, Capezzone e Staino. Il libro si intitola “i peggio stronzi”.

Di |2021-10-16T16:37:11+02:0016 Ottobre 2021|Categorie: news|13 Commenti

Una risata sicura

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Una risata sicura – da “I peggio stronzi – la mia guerra quotidiana tra satira, giornalismo e politica”, il mio ultimo libro (senza vignette) edito da Edizioni Piemme, adesso in libreria e online qui

Di |2021-10-06T17:55:48+02:006 Ottobre 2021|Categorie: news|Tag: |14 Commenti

Non fumo

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Quando fumavo mi capitava spesso di stare senza accendino e chiederne a qualche passante. Se il malcapitato mi rispondeva “no, non fumo” mi chiedevo a che cazzo servisse quella postilla: “basta un no, a che serve specificare che non fumi?”.
In questo stesso giorno di due anni fa, la sera del cinque ottobre 2019, un’ambulanza mi stava portando d’urgenza all’ospedale perché mi era scoppiato un polmone. Ho fumato la mia ultima sigaretta quel 5 ottobre.
Oggi sono due anni che ho smesso: in mezzo è successo di tutto ed è stato tutto molto complicato, ma nemmeno nei momenti peggiori è mai successo che io abbia ripreso a fumare.
Domenica sera una tizia al bar mi ha bussato una spalla e mi ha chiesto un accendino.
Ho risposto “no, non fumo”.

(La tavola qui in apertura è presa da “Morfina”, il fumetto in cui ho raccontato questa storia. Ecco il link)

Di |2021-10-05T18:20:23+02:005 Ottobre 2021|Categorie: news|15 Commenti

I peggio stronzi – le prime pagine

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Questa che segue si chiama – tecnicamente – anticipazione: cioè un quotidiano, per fare pubblicità segnalare ai lettori l’arrivo di un libro sugli scaffali, ne pubblica un piccolo estratto (non troppo esteso sennò l’editore si incazza si rovina la sorpresa). E questa è l’anticipazione che Il Fatto Quotidiano ha dedicato al mio libro lo scorso martedì 28 settembre. Sono le prime pagine, e secondo me danno abbastanza bene l’idea di come proseguono le altre 230 pagine.
La stessa anticipazione è anche disponibile sul sito de Il Fatto Quotidiano, ma se la state leggendo qui non serve vi rimandi lì. Ringrazio gli amici del Fatto per lo spazio datomi, anche perchè a occhio e croce in questo libro non mi faccio molti amici e dubito che altri media gli diano spazio. Giusto Il Fatto, perchè sono coglioni amici.
Intanto buona lettura e vi ricordo che, se vi dovesse venire voglia, il libro si intitola “I Peggio Stronzi”, è edito da Piemme e lo trovate in tutte le librerie. (Questo è il link Amazon).



«Vorrei tanto condividere con tua madre questo momento!».
Questo è il messaggio che ricevo via WhatsApp il 27 maggio 2019, la mattina dopo le elezioni europee. A mandarmelo è un candidato che ha appena avuto dal suo staff la conferma di essere stato eletto. No, non è un vecchio amico di mia madre e il messaggio significa proprio quello che sembra. Vi chiederete: chi è questo neorappresentante delle istituzioni, questo figlio del Manifesto di Ventotene, che vorrebbe condividere con la mia mamma la sua elezione? Non è così importante ma ve lo racconterò comunque più avanti. Perché è incazzato, invece, ve lo dico subito. È incazzato perché l’ho preso per il culo con un disegnetto: sono un vignettista satirico, è il mio lavoro. Qualcuno ride, qualcun altro si incazza. E io ora vi racconterò le storie di alcuni di quelli che si sono incazzati.

Partiamo dall’inizio. Sono nato nel dicembre del 1985 a Napoli e sono cresciuto a Scampia. Non so se siete di quelli che hanno sempre sognato di vivere in un posto da film: be’, io ci ho vissuto in un posto da film e il fatto che quel film fosse Gomorra di Matteo Garrone è un dettaglio.
Dal 2007 disegno vignette di satira politica. Ho iniziato come autore professionista a 21 anni ma non ho mai fatto il boom: non si fa il boom con la satira politica, anche se da ragazzino mi sembrava una prospettiva plausibile. Cosa che potrà sembrare bizzarra per uno che si occupa ogni giorno di satira: la politica non mi appassiona, quasi meno del calcio; sono solo sport truccati, ma magari sul calcio mi sbaglio ed è solo un pregiudizio. Non ho mai neanche avuto la tessera di un partito. A qualcuno pare strano che si possa fare il mio lavoro senza militare in un partito: devi avere una tessera in tasca, e se non risulta è perché la tieni nascosta. Tipo i tatuaggi: oggi tutti devono averne uno e se non ce l’hai sei strano. Io non ne ho, di tatuaggi. Quando qualcuno – una ragazza al primo appuntamento, magari – mi chiede: «Hai tatuaggi?» rispondo «Ancora non sono stato in galera» e rido. È una battuta che fa ridere solo me, e finisce che non si scopa.
Ma tanto sono un vignettista, non si sarebbe scopato lo stesso.

Nel 1985 sono appena nato e già al governo c’è uno tipo Bettino Craxi, mentre al Quirinale Sandro Pertini sta lasciando il posto a uno come Francesco Cossiga: avremmo dovuto capirlo che sarebbe finita una merda.
Nel 1992 ho sei anni e scoppia Tangentopoli.
Ho 8 anni quando Silvio Berlusconi fonda Forza Italia e “scende in campo”. È il 1994. I miei nonni non amavano Berlusconi: ogni volta che sui canali dell’allora Fininvest partiva la pubblicità, mio nonno diceva: «Berlusconi! Sempre a far soldi!».
Nel 2003 non ho idea di cosa fare nella vita e – come tutti quelli che non hanno idea di cosa fare nella vita – mi iscrivo a giurisprudenza. Trovo un lavoretto che mi permette di guadagnare due soldi: la domenica mattina vado a vendere copie del quotidiano cattolico «Avvenire» fuori dalle chiese. Sono gli anni in cui esplode la “freepress”: quotidiani distribuiti gratis perché inzeppati di pubblicità. Per me è dura spiegare alla gente che mi sfila «Avvenire» di mano pensando sia gratis che invece devono pagarlo e finisce che mi bestemmiano addosso accusandomi di truffa. È stato il mio primo lavoro nel campo editoriale. Davvero, avrei dovuto capirlo che sarebbe finita una merda.
Ho 20 anni nel 2006, sotto il governo Prodi: un apostrofo rosa tra due governi Berlusconi. In quell’anno le mie vignette compaiono su importanti quotidiani nazionali vicini alla sinistra, come «l’Unità» e «Liberazione». Entrambi falliti e chiusi, come la sinistra.
Nel 2009 ne ho 23 di anni e trovo il mio primo e unico lavoro: vignettista in un nuovo quotidiano nazionale che vede la luce il 23 settembre di quell’anno. Si chiama «Il Fatto Quotidiano» e sarà molto amato e molto odiato, spesso dalle stesse persone in diverse fasi lunari. Siamo in epoca berlusconiana e io sorrido sereno: ho davanti un ventennio buono di vignette facili con il Silvio nazionale. Ma tre anni dopo, nel 2011, il Berlusconi politico si suicida con un cocktail di crisi economica e scandali sessuali. Ho solo 26 anni. Sono rovinato.
I 30 anni li ho compiuti nel mezzo degli anni fratricidi: prima i tecnici di Monti e poi il triplete Letta-Renzi-Gentiloni. Un turbinio di violenza e caos degno delle lotte tra gli eredi di Carlo Magno. Solo che quelli si litigavano il Sacro Romano Impero, questi il Pd.
Compio i 33 anni sotto il governo Conte sostenuto da M5«-Lega. I 34 sotto il governo Conte sostenuto da M5«-Pd. I 35 sotto il governo Conte sostenuto dal Coronavirus, poi sostituito in corsa dal “Governo dei migliori” di un tizio che si chiama Mario Draghi.
Ho paura del futuro, come tutta la mia generazione, finché faccio due conti e mi rendo conto che il futuro è già finito.

Di |2021-09-30T08:42:07+02:0030 Settembre 2021|Categorie: news|30 Commenti

Nuovo libro: titolo e cover

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Ecco la copertina e il titolo del mio libro in uscita martedì 28 settembre per Piemme. Non è un libro a fumetti: diciamo che sono sei racconti che finiscono male più uno a lieto fine. Potete ordinarlo su amazon ma mi diverte l’idea di immaginarvi chiederlo in libreria

Di |2021-09-24T11:33:23+02:0024 Settembre 2021|Categorie: news|15 Commenti

Un nuovo libro: qualche news

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Annuncio importante (che gli iscritti e alla newsletter hanno già avuto settimane fa).

Il giorno prima di partire per Capo Nord ho consegnato le bozze del mio nuovo libro che troverete in libreria dal 28 settembre. La casa editrice sarà Edizioni Piemme  e quest’immagine è un dettaglio della copertina. Per ora sottolineo tre cose: 1) ha un titolo scurrile 2) 230 pagine e non c’è nemmeno un disegno: non sarà un libro a fumetti 3) nonostante parlino di cose del tutto diverse (e usino un mezzo espressivo diverso: uno è un fumetto online, l’altro un testo stampato) “Ghiaccio”, il mio  diario di viaggio norvegese, inizia e nasce dal finale di questo libro. E, a rivedere tutto ora, non poteva essere altrimenti.

Di |2021-09-22T10:02:50+02:0022 Settembre 2021|Categorie: news|6 Commenti

Smemo 2022!

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È il mio momento dell’anno preferito, quello della Smemoranda nuova! Certo, sono ormai undici o dodici anni che il diario più figo del paese è pieno pieno pieno di mie vignette ma stavolta c’è una novità: in questa edizione I miei disegni saranno A COLORI! (gli altri anni erano grigiolini) così potrete chiedermi ancora “perché i capelli sono blu?”! Ma ora basta parlare di me, perché su Smemo 2022 c’è un sacco di bella gente tipo Altan, Maicol&Mirco, Licia Troisi, Guarnaccia, Fraffrog, Giacomo Bevilacqua, Dado’s Stuff, Daw, il compianto Gino Strada, il non compianto Amleto de Silva e poi ci sono io e se non vi basto allora non mi meritate. Viva settembre, viva la smemo nuova, viva la scuola che ricomincia (✌️) e viva chi non ha mai smesso di usare il diario!

Di |2021-08-30T11:29:53+02:0030 Agosto 2021|Categorie: news|20 Commenti
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