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Beetlemme, 2019 anni dopo

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palestina.jpgDicono che a Betlemme sia Natale ogni giorno. Magari, rispondono gli operatori turistici della città situata nei Territori palestinesi. Infatti, Betlemme è in pieno boom turistico ma è un turismo drogato dal Natale: alberghi, ristoranti e negozi svolgono la loro attività in questo periodo, mentre durante il resto dell’anno faticano a far quadrare i conti.
E inaspettatamente un aiuto arriva dal simbolo più triste del conflitto arabo-israeliano: il muro costruito da Israele ai confini dei Territori palestinesi.
Sempre più turisti arrivano a Betlemme per vedere i graffiti dipinti sul muro, specialmente quelli dell’artista inglese Banksy. La città ospita anche un albergo completamente ideato dal writer: definito ‘l’albergo con la vista peggiore al mondo’, il Walled Off Hotel sorge esattamente davanti al muro e – oltre a un’esposizione dei lavori di Banksy – offre delle suite con affaccio su quello che i palestinesi definiscono ‘muro dell’apartheid’. Dormire una notte in una camera di questo albergo costa sui 100 euro. Ma la vista li vale.
Questo è il mio reportage pubblicato il 24 dicembre da Il Fatto Quotidiano.

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Di |2019-12-27T10:04:27+02:0027 Dicembre 2019|Categorie: reportage|Tag: , |14 Commenti

Povero Rudolph

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Gente senza senso dell’umorismo
#ditomedio #natale #christmas #renna #rudolph #salvini #cartoon #natangelo

P.s.

Scusate la temporanea assenza ma sto preparando il racconto speciale di natale. Dovreste trovarlo in edicola col Fatto il 24 dicembre, se tutto va bene!

Di |2019-12-22T15:12:32+02:0022 Dicembre 2019|Categorie: satira, vignetta|Tag: , , , |3 Commenti

Benvenuti a Chernobyl – diario dalla zona di alienazione

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La centrale nucleare ‘Vladimir Il’ič Lenin’ di Chernobyl esplose il 26 aprile 1986, sprigionando nell’atmosfera una nube radioattiva che invase l’europa occidentale arrivando addiritture a toccare le coste nordamericane.

Io ero nato da pochi mesi ma sono certo di ricordare – chissà come – la paranoia radioattiva delle mamme di fine degli anni ’80 (o, almeno, della mia mamma).
Trent’anni dopo, eccomi qui, nell’area intorno alla centrale di Chernobyl (cittadina al confine tra Ucraina e Bielorussia), ancora oggi uno dei posti più letali al mondo: viene definita ‘zona di alienazione’, è quasi del tutto disabitata, completamente chiusa e militarmente controllata. Ma è anche un inaspettato business per l’economia della regione: checkpoint militari e rischi per la salute non bloccano il flusso di visitatori (la parola ‘turista’ non è gradita, a Chernobyl) attratti dal fascino postapocalittico di questa Disneyland all’incontrario. L’unico modo per accedere a quest’area è affidarsi a una guida autorizzata. A Kiev – capitale ucraina e base imprescindibile per raggiungere Chernobyl, a circa 2 ore di auto di distanza – ci sono molte agenzie che offrono ‘pacchetti’ per tour nei luoghi del disastro: da quelli di un giorno solo (90€ circa) a quelli con pernotto in piena zona radioattiva, da tour per i fotografi a quelli che ricreano l’atmosfera sovietica con tanto di spostamenti a bordo di un bus dei tempi dell’Urss.
Insomma, a ciascuno la sua Chernobyl. Questo è il mio reportage pubblicato da Il Fatto Quotidiano

Di |2018-12-29T05:34:47+02:0029 Dicembre 2018|Categorie: reportage|Tag: , , , |18 Commenti
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