Su Il Fatto Quotidiano ieri in edicola ho raccontato di aver letto un libro bellissimo: si intitola “Hypericon”, è pubblicato da Coconino ed è un grandissimo ritorno di Manuele Fior. Non perdetevelo! Ah, e recuperatevi anche ‘5000 km al secondo’ se lo avete perso! Ah, e se ieri non avete letto Il Fatto Quoitidiano il mio articolo è anche sul sito da qualche parte!
Il sindaco di Lacco Ameno (comune di Ischia) Giacomo Pascale ha annunciato querela per la mia vignetta sulla frana di Ischia pubblicata in prima pagina da Il Fatto Quotidiano: “A costo di mettere in campo i migliori legali – scrive il sindaco – non vi consentiremo più di monetizzare col sangue dei nostri cari, di associare la nostra immagine a quella di un’isola criminale, di fare vignette che ledono la dignità di un’isola che è stata la culla dell’Occidente. Ora basta”.
Non so, ma troverei più profittevole che i soldi e le energie delle amministrazioni locali fossero spesi non per “mettere in campo i migliori legali” a combattere vignettisti e chi denuncia i problemi dell’isola ma – magari – per mettere in campo i migliori geologi e esperti a combattere 1) abusivismo 2) incuria del territorio 3) cattiva manutenzione delle infrastrutture e 4) imperfetto utilizzo dei fondi per la tutela del territorio e così evitare che simili tragedie tornino a ripetersi. Però vabbè. Come diciamo a Napoli: facimmo ammuina.
Il coordinatore nazionale reparti mobili FSP della Polizia di Stato, Pasquale Alessandro Griesi, ha scritto una lettera al giornalista Nicola Porro. Nella lettera racconta di una chiacchierata avuta con suo figlio. Chiacchierata a proposito della mia vignetta (già querelata dai colleghi sindacalisti del SAP).
Io, come sempre, non commenterò nulla del testo. Vi metto il link alla lettera completa. Tenete presente che non ho modificato nulla del testo (eccetto i tagli, evidenziati nei punti in cui sono avvenuti, e i neretti, che sono miei) e che tutte le virgolette sono opera dell’autore.
Ecco la lettera:
[…] Un bel giorno mio figlio (6 anni) utilizzando un dispositivo elettronico, vede la vignetta di “Natangelo”, dove un poliziotto del reparto mobile con “casco” indossato e “manganello” in mano, massacra un ragazzino intento a chiedere il “dolcetto o scherzetto ” […] Ed è così che l’articolo 21 della Costituzione più bella del mondo, l’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e l’articolo 10 della della Cedu, fanno davvero pensare se tutto sia davvero lecito e se quello che un tempo era “buon costume” sia ancora una regola della “buona” attività di informazione! Per farla breve, mio figlio mi chiede il perché di tutto quel sangue, il perché è stato disegnato un ragazzino massacrato da un poliziotto. Con non poco imbarazzo, senza sottrarmi ai doveri di padre, di cittadino, di poliziotto e sindacalista, ho dovuto spiegare a mio figlio che nella vita purtroppo dovrà confrontarsi con persone che la pensano diversamente da noi, che ogni testa è un mondo diverso e che tutte queste teste fanno parte della “società”. [… ] purtroppo “Natangelo” che sino a ieri non sapevo chi fosse, evidentemente ha un pensiero distorto di società, ho dovuto spiegare al mio bambino che la polizia non va in giro a picchiare la gente, che i poliziotti ormai quasi tutti “quarantenni e cinquantenni” sono padri, mariti, cittadini, non massacrano bambini ma continuano nonostante il vignettista ad aiutare chi ha bisogno e cercano di fare il possibile a volte con sacrifici personali[…] Questa era diventata la nazione di chi pensa di marchiare i rappresentanti delle forze dell’ordine e non isolare i manifestanti violenti, questa è la nazione dove si preferiva premiare chi va contro le regole e punire chi garantisce la pubblica sicurezza, i cittadini ora sono più consapevoli, hanno contezza di ciò che è! Non so se mio figlio abbia compreso questa chiacchierata così complessa, anche perché alcune “teste” che dovrebbero comprendere, non vogliono farlo, non gli conviene ascoltare, sicuro alla fine mi ha detto che “non tutti i disegni sono belli e questo in particolare è da cestinare, racconta falsità!”.
Questa era la lettera. Ringrazio Pasquale Alessandro Griesi, Coordinatore nazionale reparti mobili FSP Polizia di Stato, per il contributo.
Ora i titoli di coda.
Curo questo blog da dodici (edit: quattordici) anni, ma in modo serio da – forse – cinque o sei.
Lo considero uno spazio importantissimo per il mio lavoro, tanto quanto lo sono i social network.
Anzi: i social vanno e vengono (e bannano e censurano), questo spazio invece rimane e qui resto libero.
Perciò nel 2020 ho deciso di lasciare i temi free di wordpress e investire. Ho cercato (tramite questo stesso sito) un professionista che 1) conoscesse il mio lavoro e 2) potesse mettere in piedi una struttura adatta ad esso. Ho incontrato così Diego (Favaretto), bravissimo web developer: abbiamo lavorato insieme e insieme abbiamo pensato questo sito. Volevo che fosse come un bar in cui gli avventori potessero gustarsi serenamente una vignetta, standosene in silenzio o discutendo tra loro. Un posto piacevole e tranquillo in cui i lettori potessero godere del mio lavoro e io trarre profitto dal loro contributo, i loro commenti e anche le loro (pure accese) discussioni.
Diego ha fatto un ottimo e bellissimo lavoro e questo lavoro è sotto gli occhi di tutti già da un paio d’anni.
Intanto, la community è cresciuta esponenzialmente: evviva! Moltissimi sono solo lettori regolari che vengono, vedono che c’è, e vanno via. Molti altri amano scrivermi cosa pensano del mio lavoro in un commento. Tutto molto bello. Poi, purtroppo, la situazione è degenerata.
Nei commenti hanno iniziato a nascere discussioni sterili e personali infinite, condite da offese e polemiche inutili. Roba nella quale io non riuscivo in nessun modo a capire non dico chi avesse ragione o torto ma almeno di che cazzo stessero parlando. Persone incapaci di godere di uno spazio libero: hanno iniziato a spegnere le cicche nelle piante, a scrivere sui muri, a mettere i piedi sui tavoli. Insomma, sarò brusco: uno schifo. Ho perso il piacere di leggere cosa scrivessero i miei ospiti così come molti ospiti semplicemente ignoravano il mio lavoro e litigavano tra di loro chiamando poi me in causa come arbitro di non so quale discussione. Questo bar era diventato un bordello.
Conclusione: la politica nei commenti è cambiata drasticamente e così resterà. Chi vuole commentare deve registrarsi a wordpress.
Questo forse non arginerà troll o polemisti, ma almeno farà una scrematura. E io mi ripropongo di intervenire con durezza e sul nascere semmai le cose dovessero degenerare ancora.
Preferisco che i post abbiano magari solo 5 commenti. Ma che siano commenti di persone che rispettino il mio lavoro, rispettino gli altri commentatori e rispettino questo spazio.
Il Sindacato Italiano Militari (SIM) ha definito “spazzatura” la mia vignetta sulla stretta ai rave party pubblicata in prima pagina da Il Fatto Quotidiano e mi ha attaccato qualificandomi come uno che “preferisce chi delinque” e che “si sente autorizzato a puntare l’indice” e danneggiare l’immagine di una categoria solo per “gli errori di pochi, spesso malgiudicati, agenti“.
Io dico solo che sono gli “errori di pochi, spesso malgiudicati, agenti” a danneggiare l’immagine delle forze dell’ordine, non la mia “spazzatura” che li prende in giro.