Il Mel Brooks italiano torna a colpire e ci terrorizza dalle risate ogni mese in edicola. Oggi, giovedì 20 agosto, su Il Fatto Quotidiano c’è “Come non letto”, la mia rubrica che racconta l’attualità attraverso il fumetto. La trovate in edicola ogni settimana, in controcopertina, alle spalle di sua editorialità.
Questa settimana vi parlo de “La conjura del male”, l’ultimo serie a fumetti firmata da Leo Ortolani e pubblicata da Panini.
Potete leggere la puntata completa su Il Fatto Quotidiano, in edicola e online.
Sempre Come Non Letto: autori e storie da non lasciar scorrere via.
Festeggiamo il giorno di San Restuito, protettore dei libri prestati e poi tornati. Oggi, giovedì 9 luglio, su Il Fatto Quotidiano c’è “Come non letto”, la mia rubrica che racconta l’attualità attraverso il fumetto. La trovate in edicola ogni settimana, in controcopertina, alle spalle di sua editorialità.
Questa settimana vi racconto di “Qui“, capolavoro di Richard Mcguire, splendido fumetto che finalmente mi è stato restituito dopo un anno e mezzo.
Potete leggere la puntata completa su Il Fatto Quotidiano, in edicola e online.
Sempre Come Non Letto: autori e storie da non lasciar scorrere via.
In una lista di 32 libri consigliati per l’estate da Il Post ho trovato un solo fumetto: adesso rimedio io. Oggi, giovedì 25 giugno, su Il Fatto Quotidiano c’è “Come non letto”, la mia rubrica che racconta l’attualità attraverso il fumetto. La trovate in edicola ogni settimana, in controcopertina, alle spalle di sua editorialità.
Quest’estate vi consiglio fumetti che non dovete perdervi e oggi cominciamo con “Lo scontro quotidiano”, di Manu Larcenet.
Potete leggere la puntata completa su Il Fatto Quotidiano, in edicola e online.
Sempre Come Non Letto: autori e storie da non lasciar scorrere via.
In edicola, ogni giovedì.
Ecco la mia rubrica “Come Non Letto” pubblicata da Il Fatto Quotidiano venerdì 19 giugno 2026
Cos’è un vignettista sparato in un parcheggio? 𝗨𝗻 𝗯𝘂𝗼𝗻 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼. Ahahaahah! Questa potrebbe essere una storiella buona per questi tempi, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗮 𝗘𝘀𝘁. Ma andiamo ai fatti.
Biala Podlaska, Polonia, al confine con la Bielorussia. Alle dieci meno dieci del 15 giugno, due uomini sparano due colpi di pistola a distanza ravvicinata contro un uomo appena uscito di casa. L’uomo cade morto, altri tre colpi al cadavere e i due si danno alla fuga. 𝗟𝗮 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗲’ 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁 𝗞𝗼𝘂𝘇𝗼𝘃𝗸𝗼𝘃, 43 anni, caricaturista russo noto con lo pseudonimo di Semyon Skrepetsky.
Tre giorni prima, il 12 giugno, 𝗮𝘃𝗲𝘃𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝘂𝗻’𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗺𝗯𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗿𝘂𝘀𝘀𝗮 a Berlino: bardato di colbacco e spillette, aveva esposto un dipinto satirico raffigurante Stalin che culla Putin. Poche ore prima della sua morte aveva denunciato su Telegram di stare ricevendo 𝗺𝗶𝗻𝗮𝗰𝗰𝗲 per quell’azione. Poi lo hanno ammazzato fuori casa.
La notizia, qui da noi, è stata: “𝙐𝙘𝙘𝙞𝙨𝙤 𝙤𝙥𝙥𝙤𝙨𝙞𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙋𝙪𝙩𝙞𝙣”, che è un po’ “𝘤𝘢𝘯𝘦 𝘮𝘰𝘳𝘥𝘦 𝘶𝘰𝘮𝘰”. L’europarlamentare 𝗣𝗶𝗻𝗮 𝗣𝗶𝗰𝗶𝗲𝗿𝗻𝗼 ha scritto su X: “𝘓𝘦 𝘴𝘶𝘦 𝘤𝘢𝘳𝘪𝘤𝘢𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘭𝘱𝘪𝘷𝘢𝘯𝘰 𝘗𝘶𝘵𝘪𝘯, 𝘒𝘢𝘥𝘺𝘳𝘰𝘷 𝘦 𝘓𝘶𝘬𝘢𝘴𝘩𝘦𝘯𝘬𝘰, 𝘵𝘳𝘢𝘴𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘭’𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘪𝘯 𝘶𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘳𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘥𝘦𝘯𝘶𝘯𝘤𝘪𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘭’𝘢𝘶𝘵𝘰𝘳𝘪𝘵𝘢𝘳𝘪𝘴𝘮𝘰 […] . 𝘕𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘶𝘭𝘵𝘪𝘮𝘪 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘢𝘣𝘣𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘢𝘴𝘴𝘪𝘴𝘵𝘪𝘵𝘰 𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘭𝘶𝘯𝘨𝘢 𝘴𝘦𝘲𝘶𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘢𝘷𝘷𝘦𝘭𝘦𝘯𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘰𝘮𝘪𝘤𝘪𝘥𝘪 𝘦 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘰𝘱𝘱𝘰𝘴𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘊𝘳𝘦𝘮𝘭𝘪𝘯𝘰”.
A questa storia, però, 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝘇𝘇𝗼. Vero, Kouzovkov era fiero avversario di Putin, ma non solo: come tutti i veri satirici, era 𝘂𝗻 𝗮𝗻𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝗰𝗼 sul quale nessuno può mettere il cappello (o il colbacco). 𝗖𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮𝘃𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗼𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗿𝘂𝘀𝘀𝗮: Alexej Navalny, il dissidente avvelenato nel 2024, e i suoi sostenitori. E poi, sì, sosteneva la resistenza ucraina, 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗭𝗲𝗹𝗲𝗻𝘀𝗸𝘆, tanto da guadagnarsi un posto nel database ucraino 𝙈𝙮𝙧𝙤𝙩𝙫𝙤𝙧𝙚𝙩𝙨 (“il pacificatore”, nomen omen), un 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗮𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 di persone considerate ostili agli interessi dell’Ucraina.
Un personaggio 𝗽𝗶𝘂’ 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘁𝗼𝗻𝗱𝗼 del “nemico di Putin”, una storia che finisce con il fermo di due cittadini bielorussi accusati dell’omicidio: il nome del mandante probabilmente non lo sapremo mai. 𝗦𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗶’, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗮 𝗘𝘀𝘁. Ma di certo so una cosa. Se un giorno dovessero spararmi in un parcheggio, 𝘁𝗲𝗻𝗲𝘁𝗲 𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗲 𝗹𝗲 𝗣𝗶𝗰𝗶𝗲𝗿𝗻𝗼. Già morire fa schifo, essere sparati è peggio, ma essere 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘀𝗹𝗼𝗴𝗮𝗻 è davvero gramo.
Andate su X, cercate “𝘕𝘢𝘵𝘢𝘯𝘨𝘦𝘭𝘰” e sotto le mie vignette pubblicate dal Fatto Quotidiano troverete decine di commenti come questo. A volte molto peggiori.
Ve lo racconto perché oggi voglio parlare di una vicenda che riguarda 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹 e i social si comportano con noi. 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗚𝗮𝗴𝗻𝗼𝗿 è un apprezzato sceneggiatore che ha collaborato con Topolino per 23 anni, con al suo attivo circa 300 storie. A fine aprile, dei lettori su un forum specializzato stanno 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲 pubblicate dal Topo: Gagnor decide di intervenire, 𝗶 𝘁𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼 e la discussione va fuori strada e tracima anche su altri social.
Insomma: Gagnor rivendica il diritto alla baruffa virtuale; Bertani che tu – collaboratore o dipendente di una testata o di un’azienda – agisci 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗯𝗮𝗱𝗴𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 e devi rispettare sempre tutti.
Il punto è che Internet ci ha convinti che 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗼𝗽𝗶𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝘀𝗼 e richieda una replica.
Le polemiche sono campi minati: se ci entri devi sapere che potresti 𝘀𝗮𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗮𝗿𝗶𝗮 e chiederti se ne vale la pena. Molte polemiche non sono né da vincere né da perdere: sono da 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲. Parlo per esperienza, e neanche ci riesco sempre.
I bambini salveranno il mondo? Oggi, giovedì 4 giugno, su Il Fatto Quotidiano c’è “Come non letto”, la mia rubrica che racconta l’attualità attraverso il fumetto. La trovate in edicola ogni settimana, in controcopertina, alle spalle di sua editorialità.
Questa volta vi racconto di LRNZ e della sua spettacolare trilogia, Geist Machine, appena arrivata al volume due.
Potete leggere la puntata completa su Il Fatto Quotidiano, in edicola e online.
Sempre Come Non Letto: autori e storie da non lasciar scorrere via.
Ecco la mia rubrica “Come Non Letto” pubblicata da Il Fatto Quotidiano giovedì 28 maggio 2026
Altro che José Luis Rodríguez Zapatero, l’ex premier spagnolo che secondo i magistrati avrebbe incassato tangenti: 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗺𝗼𝘁𝗼 𝗶𝗯𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼 è quello che ha travolto l’amministrazione di 𝗦𝗮𝗻 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻 𝗱𝗲 𝗹𝗮 𝗩𝗲𝗴𝗮, piccolo comune di 16.000 anime a sud di Madrid. Al centro della storia c’è 𝗣𝗮𝗰𝗼 𝗥𝗼𝗰𝗮, il più importante fumettista spagnolo contemporaneo.
Il 14 maggio 2026, il municipio pubblica 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗙𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼: un bel disegno in cui il cancello della fiera diventa la copertina di un libro e i visitatori, varcandolo, entrano nel mondo della fantasia. Bello. Molto. 𝗧𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼.
La gente comincia a notare strane similitudini finché il 26 maggio compare un post sui social di Paco Roca, autore che ha vinto praticamente ogni premio vincibile e il cui 𝘼𝙧𝙧𝙪𝙜𝙖𝙨 (in Italia “Rughe”, con Tunué) è ormai un classico stampato e ristampato: insomma, 𝘂𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲 𝘁𝗶 𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲. Roca pubblica il manifesto della Fiera di San Martin accanto al manifesto della Fiera del libro di Valencia 2025, disegnato da lui stesso: 𝗹𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲. Il commento del fumettista: “𝘾𝙤𝙨’𝙚’ 𝙡’𝙄𝙣𝙩𝙚𝙡𝙡𝙞𝙜𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙖𝙧𝙩𝙞𝙛𝙞𝙘𝙞𝙖𝙡𝙚? 𝙎𝙚𝙞 𝙩𝙪, 𝙨𝙤𝙡𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙩𝙞 𝙥𝙖𝙜𝙖𝙣𝙤”.
Roca accusa il Comune di aver usato l’IA per plagiare il suo manifesto: “𝐿’𝐼𝐴 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑎 𝑑𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑎: 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑎 𝑑𝑖𝑟𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑣𝑢𝑜𝑖. 𝐸’ 𝑒𝑣𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑒𝑠𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝑙’𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 𝑚𝑎𝑛𝑖𝑓𝑒𝑠𝑡𝑜”. 𝗡𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗿𝘂𝗯𝗮 𝗮 𝘂𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗣𝗮𝗰𝗼 𝗥𝗼𝗰𝗮 sperando di passare inosservati: “𝘓’𝘶𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘵𝘦𝘤𝘯𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘮𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘪 𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘳𝘦 𝘥𝘢𝘭 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘶𝘪 – denuncia Roca – 𝘦’ 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘧𝘳𝘦𝘲𝘶𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘯𝘦𝘪 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘢. 𝘉𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘢 𝘳𝘪𝘣𝘢𝘥𝘪𝘳𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘴𝘪𝘢𝘴𝘪 𝘪𝘭𝘭𝘶𝘴𝘵𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘴𝘪𝘢𝘴𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘳𝘦𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪𝘨𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘶𝘮𝘢𝘯𝘢 𝘩𝘢 𝘱𝘪𝘶’ 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘦 𝘱𝘪𝘶’ 𝘷𝘢𝘭𝘰𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘴𝘪𝘢𝘴𝘪 𝘪𝘮𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘵𝘢 𝘥𝘢𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪𝘨𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘢𝘳𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦”.
Il 27 maggio arriva 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝘀𝗮 𝗺𝗮𝗿𝗰𝗶𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 del Comune, che in una nota spiega di aver “𝘳𝘪𝘵𝘪𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘭’𝘪𝘮𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘷𝘦𝘯𝘶𝘵𝘪 𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘦 𝘣𝘢𝘴𝘢𝘵𝘢 𝘴𝘶 𝘶𝘯 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝙋𝙚𝙥𝙚 𝙍𝙤𝙘𝙖. 𝘝𝘰𝘨𝘭𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘦𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘴𝘤𝘶𝘴𝘢 𝘢𝘭𝘭’𝘢𝘶𝘵𝘰𝘳𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘢𝘱𝘦𝘷𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘭’𝘐𝘈 𝘴𝘪 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘦 𝘣𝘢𝘴𝘢𝘵𝘢 𝘴𝘶 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭’𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘮𝘢𝘯𝘪𝘧𝘦𝘴𝘵𝘰”.
Un utente, pietoso, commenta: “𝗣𝗮𝗰𝗼, 𝘀𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗮 𝗣𝗮𝗰𝗼”.
Non c’è niente fare: perché ricorrere all’intelligenza artificiale quando tutto può essere spiegato con un po’ di sana, antica, classica deficienza naturale?
Parlare di Paz senza parlare di Paz. Oggi, giovedì 7 maggio, su Il Fatto Quotidiano c’è “Come non letto”, la mia rubrica che racconta l’attualità attraverso il fumetto. La trovate in edicola ogni settimana, in controcopertina, alle spalle di sua editorialità. Questa volta vi racconto di “Sotto il cielo del Brasile” di Andrea Pazienza che ho usato per il corso “Fumetti e giornalismo” organizzato al MAXXI dall’Ordine dei Giornalisti. Potete leggere la puntata completa su Il Fatto Quotidiano, in edicola e online. Sempre Come Non Letto: autori e storie da non lasciar scorrere via.