Come non letto: Topolino, Gagnor e la mosca della merda

Ecco la mia rubrica “Come Non Letto” pubblicata da Il Fatto Quotidiano giovedì 11 giugno 2026
“𝙉𝙖𝙩𝙖𝙣𝙜𝙚𝙡𝙤, 𝙡’𝙖𝙣𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙢𝙖𝙣𝙘𝙖𝙣𝙩𝙚 𝙩𝙧𝙖 𝙡𝙤 𝙨𝙩𝙚𝙧𝙘𝙤𝙧𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙚 𝙡𝙖 𝙢𝙤𝙨𝙘𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙢𝙚𝙧𝙙𝙖”.
Andate su X, cercate “𝘕𝘢𝘵𝘢𝘯𝘨𝘦𝘭𝘰” e sotto le mie vignette pubblicate dal Fatto Quotidiano troverete decine di commenti come questo. A volte molto peggiori.
Ve lo racconto perché oggi voglio parlare di una vicenda che riguarda 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹 e i social si comportano con noi. 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗚𝗮𝗴𝗻𝗼𝗿 è un apprezzato sceneggiatore che ha collaborato con Topolino per 23 anni, con al suo attivo circa 300 storie. A fine aprile, dei lettori su un forum specializzato stanno 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲 pubblicate dal Topo: Gagnor decide di intervenire, 𝗶 𝘁𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼 e la discussione va fuori strada e tracima anche su altri social.
Un mese dopo, il 3 giugno, lo sceneggiatore annuncia su Facebook: “𝘐𝘭 𝘋𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘩𝘢 𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘯𝘢𝘵𝘰 𝘭𝘢 𝘮𝘪𝘢 𝘤𝘰𝘭𝘭𝘢𝘣𝘰𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 […] 𝘜𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘤𝘪𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘯𝘢𝘵𝘢 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘴𝘤𝘦𝘭𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘪𝘷𝘪𝘭𝘦𝘨𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘰𝘱𝘪𝘯𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘰𝘯𝘭𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘢𝘭𝘤𝘶𝘯𝘪 ‘𝘧𝘢𝘯’, 𝘤𝘩𝘦 […] 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘭𝘢 𝘮𝘪𝘢 𝘳𝘪𝘮𝘰𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘥𝘰𝘱𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘰, 𝘯𝘦𝘭 𝘮𝘪𝘰 𝘱𝘪𝘦𝘯𝘰 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘶𝘵𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭, 𝘩𝘰 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘪𝘳𝘰𝘯𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘦 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘰𝘴𝘴𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘦 𝘩𝘰 𝘱𝘰𝘪 𝘤𝘩𝘪𝘢𝘳𝘪𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘮𝘪𝘰 𝘨𝘪𝘶𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰 𝘴𝘶 𝘥𝘪 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘪𝘯 𝘮𝘢𝘯𝘪𝘦𝘳𝘢 𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘵𝘳𝘢𝘯𝘤𝘩𝘢𝘯𝘵, 𝘮𝘢 𝘭𝘦𝘨𝘪𝘵𝘵𝘪𝘮𝘢”.
Alex Bertani, direttore di Topolino, replica: “𝘈𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘪 𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘳𝘪𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘪𝘶’ 𝘢𝘴𝘱𝘳𝘦, 𝘩𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘢𝘪 𝘮𝘪𝘦𝘪 𝘤𝘰𝘭𝘭𝘢𝘣𝘰𝘳𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘭𝘪𝘮𝘪𝘵𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘢 𝘤𝘩𝘪𝘢𝘳𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘦 𝘴𝘱𝘪𝘦𝘨𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪, 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘦𝘯𝘵𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘭 𝘤𝘭𝘪𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘦𝘯𝘯𝘦 𝘻𝘶𝘧𝘧𝘢 𝘵𝘪𝘱𝘪𝘤𝘰 𝘥𝘪 𝘢𝘭𝘤𝘶𝘯𝘪 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘢. […] 𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘰𝘯𝘰 𝘭𝘪𝘮𝘪𝘵𝘪 𝘪𝘮𝘱𝘰𝘴𝘵𝘪 𝘥𝘢𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘳𝘶𝘰𝘭𝘰. […] 𝘛𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘛𝘰𝘱𝘰𝘭𝘪𝘯𝘰, 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘴𝘪 𝘦𝘴𝘱𝘳𝘪𝘮𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘶𝘣𝘣𝘭𝘪𝘤𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦, 𝘷𝘦𝘯𝘨𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘦𝘱𝘪𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘳𝘢𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘯𝘵𝘪 […] 𝘥𝘪 𝘶𝘯𝘢 𝘳𝘦𝘥𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦”.
Insomma: Gagnor rivendica il diritto alla baruffa virtuale; Bertani che tu – collaboratore o dipendente di una testata o di un’azienda – agisci 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗯𝗮𝗱𝗴𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 e devi rispettare sempre tutti.
Il punto è che Internet ci ha convinti che 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗼𝗽𝗶𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝘀𝗼 e richieda una replica.
Le polemiche sono campi minati: se ci entri devi sapere che potresti 𝘀𝗮𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗮𝗿𝗶𝗮 e chiederti se ne vale la pena. Molte polemiche non sono né da vincere né da perdere: sono da 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲. Parlo per esperienza, e neanche ci riesco sempre.
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗱𝗼𝘃𝘂𝘁𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗚𝗮𝗴𝗻𝗼𝗿, prima. 𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗱𝗼𝘃𝘂𝘁𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗕𝗲𝗿𝘁𝗮𝗻𝗶, dopo.
E ora scusatemi, ma vado su X a 𝗶𝗻𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗺𝗺𝗮 di quello stronzo che mi ha definito “𝘮𝘰𝘴𝘤𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘦𝘳𝘥𝘢”.


Sono d’accordo con il direttore: la mannaia calata dall’ alto ha un effetto recidente molto più devastante rispetto ai fendenti menati orizzontalmente tra gli utenti
Mie (trascurabili) riflessioni sul “Fatto Quotidiano” di oggi Domenica (giorno del Signore) 14 Giugno, pag.3 “caso Minetti” ostrega! l’esimia Camera penale si straccia la sua solenne toga perché un tal Travaglio si è permesso dire che il re è nudo! “Chi mi frena in i tal momento…” Pag.8 e 9 l’inferno vomitato sulla terra! “Piazza Grande” Roberto Bontempi: lei ha tutta la mia stima! Giuseppe Miete: “Mattarella, Meloni, Nordio dovrebbero dimettersi…” Le sembra questo il momento ti spaventarci!? Dolentissimo il senza rete del dr.Padellaro, ogni giorno recito per quegli sventurati fratelli
la mia povera preghiera di suffragio; posto che per chi lavora nei campi nulla mai verrà fatto per loro! Visto che abbiamo ministri che dalle loro immonde bocche non sanno che balbettare: “non sentiremo la loro mancanza.” Chissà se quegli sventurati facessero come quando in America le persone di colore non presero più gli autobus, povere fragole, povero pomodoro,come faremmo a fare gli spaghetti all’ assassina? Con stoc…! Padre Spadaro: o già un’ armata Brancaleone ma che ha incendiato il mondo!
Questa incredibile vicenda mi porta a fare una principale e inquietante riflessione: i social hanno davvero troppo, troppo potere.
Il virtuale prevale sul reale, la quantità sulla qualità, i numeri sui neuroni.
Sono appena andato a controllare il profilo di natangelo per curiosità, su quello che un tempo si chiamava twitter e che oggi è X… sono rimasto agghiacciato e senza parole dalla mole di insulti e commenti di gente che sta sicuramente male. Che vita miserevole si deve avere per arrivare a tanto? Ma il detto “Vivi e lascia vivere” che fine ha fatto? Perché sono arrivati a questo. Che tristezza.😞
Dai diamanto non nasce niente, dal letame nascono i fior.. comunque aveva ragione Umberti Eco sui social. D’altra parte se è impossibile, appena si raggiunge un minimo di notorietà, sottrarsi alla curiosità del pubblico, è anche vero che difendersi da commenti malevoli ed insulti è difficile. Ne farei una materia di insegnamento scolastico. Educazione civica e nei social, . Ah, già dimenticavo. Nelle scuole non insegnano nemmeno la costituzione. Per fortuna io non sono sicial. No Facebook, no instagram no ti tok.
Chiedoscusa per gli errori ortografici. Scrivere dalla spiaggia è faticoso. 😎
Vai, vai pure Nat a posarti sulla testa di quel lettore 😄
I social li evito come il covid. Se devo parlare di qualcosa lo faccio in modo chiaro, rispettoso e convincente, cerco un confronto costruttivo e cerco di capire il pensiero dell’altra persona, è bello farlo di persona. Posso non essere d’accordo ma mai abbassarsi a livello dell’interlocutore, se di bassa “lega”. I famosi leoni, che io chiamo mosche da tastiera, senza offesa per le mosche, se presi di persona non potrebbero far altro che balbettare suoni gutturali che farebbero uscire dal loro orifizio facciale. Mai dare corda a questi soggetti, si rischierebbe di abbassarsi al loro livello e non è una buona cosa per nessuno, vanno ignorati. E comunque una risposta tagliente, concisa ma non volgare non gliela toglie nessuno.
Sono appena andato a controllare il profilo di natangelo per curiosità, su quello che un tempo si chiamava twitter e che oggi è X… sono rimasto agghiacciato e senza parole dalla mole di insulti e commenti di gente che sta sicuramente male. Che vita miserevole si deve avere per arrivare a tanto? Ma il detto “Vivi e lascia vivere” che fine ha fatto? Perché sono arrivati a questo. Che tristezza.😞
Sono completamente e assolutamente d’accordo
Confermo il mio commento di 3 giorni fa, i social troppo spesso diventano latrine purtroppo.
Gentile corrado cugno: dovremmo leggere più spesso la favola della rana e del toro di Esopo,e capiremmo perché tanto livore.Ha visto il vespaio provocato dagli ultimi fatti? Fossimo in Korea del Nord potrei capire.Speriamo non ci si metta anche Leone 14.Manca solo lui, se lo immagina in un Angelus accusare il “Fatto Quotidiano?” Soccia!
“La rana e il bue
Esopo
C’era una volta una rana che si vantava di essere la più grande dello stagno. Un giorno arrivò un bue ad abbeverarsi. Gli altri ranocchi cominciarono a dire: «Com’è grande quel bue!»
La rana vanitosa non poteva sopportare che ci fosse un animale più grande di lei e cominciò a gonfiarsi, aspirando aria dalla bocca.
«Vi farò vedere che posso diventare grande come quel bue, e anche di più» disse agli altri.
Ad ogni respiro, la rana domandava: «Sono grande come il bue?»
«No» rispondevano i ranocchi in coro. E la rana vanitosa continuava a gonfiarsi.
Si gonfiò così tanto, che alla fine scoppiò.”
Non buttarti giù, Nat, non ti hanno definito “mosca della merda’, ma un anello di congiunzione tra quest’ultima e lo stercorario! Un gradino più in su, molto meglio, direi!
Ma invece “mosca della merda” è molto bello e ci sta, peccato ‘sta storia dell’ anello di congiunzione e dello stercorario perché complica inutilmente.
Mi affaccio spesso a questo spazio che Nat ha messo a disposizione, ma non frequento altri luoghi virtuali se non qualche chat dove tutti si conoscono di persona. Io penso che rispondere agli insulti (specialmente per una persona nota) sia sbagliato e inutile. Non è proprio possibile dialogare con persone che sicuramente hanno una vita privata disastrosa e senza un affetto e per questo non sanno fare altro che vomitare livore sugli altri. Mi tornano in mente le parole di un vecchio collega, esperto nuotatore, che un giorno disse: “se devi aiutare uno che sta annegando, lanciagli qualcosa e trascinalo a riva ma non andargli troppo vicino, altrimenti ti trascina sotto con lui”. Ecco, io sono convinta che non bisogna lasciarsi trascinare sotto.
Non capisco la necessità di frequentare i social generalisti. Posti in cui gli adoratori dei Vannacci e dei Salvini abbondano. Meglio leggere i giornali o le community dove almeno le opinioni tendono a concordare. Sarebbe opportuno che, in questi media, un sistema di moderazione delle offese personali o gratuite fosse attivo e soprattutto funzionale. Si possono esprimere opinioni, anche molto negative, con un linguaggio educato e con sintassi e termini corretti, credo che sarebbe il migliore filtro per bloccare gli ignoranti, i troll e molti leoni da tastiera.
Mi mancava questa prospettiva, hai ragione da vendere.
Sui social media la rabbia tira più del sesso.
A questo proposito mi allaccio al decreto Valditara sulla educazione sessuale, per impararla a scuola da un insegnante, occorre il permesso dei genitori. Impararlo su Xfeed basta un telefono.
Il poveretto che ti ha insultato forse non sa che lui stesso condivide il 70% del suo dna con quella mosca e che in Australia allo stercorario hanno dedicato statue perché li ha letteralmente salvati dalla merda
Sulla vicenda di Gagnor, non saprei cosa dire. Provo a ricordare cosa fosse per me Topolino nei primi anni di scuola, ben oltre mezzo sec …, ehm, un po’ di anni fa. D’accordo, non distinguevo con chiarezza (anzi per niente) i contributi di testi e disegni, né seguivo molto le dinamiche redazionali e editoriali. Topolino (e in misura inferiore il Corriere dei Piccoli) era qualcosa che esisteva, si presentava con cicli settimanali che facevano parte dell’ordina naturale, e basta. Evitava qualunque forma di polemica, di critica, era molto prudente nelle affermazioni. Sarei rimasto molto male se avessi assistito a qualche sfogo polemico da parte di qualche autore associato alla testata, anche se in risposta a quale fastidioso critico. Ma era un’epoca diversa, non esistevano social, e i canali di comunicazione erano la televisione e i giornali, tipo broadcast, quindi, con una strettissima banda di feedback, per di più fortemente presidiata. In quell’ottica, remota, posso capire Bertani. Ma probabilmente ragiono con una logica di altri tempi …
Nel buon vecchio internet c’era la netiquette che diceva, fra l’altro, “don’t feed the troll”.
@Massimiliano
Infatti il Direttore ragiona in quel senso lì, e io gli do ragione perché chi scrive a proposito di Topolino potrebbe avere anche 13 anni e scrivere ca77ate compatibili con i suoi 13 anni.
Se tu adulto rispondi a un 13enne con il suo stesso linguaggio, ti rendi ridicolo e non dai il buon esempio.
Vi ricordate di quando Salvini è stato fotografato da una 16enne che gli faceva il dito medio, e dal suo account istituzionale le ha scatenato contro una shitstorm con migliaia di utenti?
Ecco capisco che il Direttore di Topolino voglia distanziarsi dal modello Salvini
No si licenzia una risorsa preziosa per una cazzata del genere….vedrà che fra qualche tempo viene fuori la vera ragione…evidentemente fra i due c’era qualche cosa che non andava…
Qui c’è un comunicato del forum accusato da Gagnor:
https://www.papersera.net/forum/index.php/topic,20580?fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMjU2MjgxMDQwNTU4AAGnnSwWJ7Fjtkn1dt8iQhKp46ZVrLGD2–uwAgT4YYVSXyt1xALlmzS8XUmJ4o_aem_9DjdHOfulkOqr9u7aN_xtg
Grazie Nat. In effetti è vero, non ho letto nessuna citazione verbatim. Ma c’è un thread visibile dove si è svolto questo “alterco”?
Salve a tutti, intervengo perché sono un utente (anche ) del forum Papersera, luogo che ha originato lo sfogo di Gagnor. Inizio col precisare che il forum non è gestito o popolato “da 13enni” (@ Close The Door ) , anzi, gli utenti adulti sono la maggioranza e sono tutti competenti, giudiziosi e appassionati del mondo Disney. Il Papersera ha una notevole autorevolezza in materia di fumetto Disney e la validità delle sue pubblicazioni originali è riconosciuta dalla stessa redazione di Topolino, con la quale il confronto su svariati temi c’è sempre stato.
In questa specifica circostanza, Gagnor è intervenuto per difendere Tito Faraci, aspramente criticato nel Papersera per una recente storia di Paperinik-Pk, riuscita molto male nonostante la caratura dell’autore e davvero poco difendibile.
Dunque le critiche non erano state rivolte a Gagnor, il quale, però, anni fa aveva già ricevuto dal medesimo Papersera commenti poco lusinghieri riguardo a delle sue storie sempre con Pk e quindi , esaminando il suo proposito di difesa di Faraci, sembra che non avesse dimenticato l’onta subita e abbia voluto cogliere l’occasione per rivolgere il proprio livore covato verso gli utenti del Papersera.
E’ stato Gagnor a esprimersi per primo con toni da sub-adolescente sulla propria pagina Facebook, delegittimando il pensiero degli utenti del Papersera e sminuendoli come lettori, come fossimo davanti a una sorta di reato di “lesa maestà autoriale”.
Andate a leggere i commenti che hanno scatenato la furia di Gagnor, non hanno nulla di sovversivo o di offensivo, fanno parte della normale, civile dialettica di un legittimo dibattito tra utenti di un forum privato-pubblico, dove, tra l’altro, Gagnor avrebbe potuto intervenire. Invece
si è sfogato sulla propria pagina Facebook. Credo sia giusto che Bertani abbia interrotto la collaborazione con lui, sia per i toni sprezzanti verso i propri lettori che non possono provenire da un autore Disney, sia per la pochezza e volgarità degli argomenti che Gagnor ha usato per difendere la storia di Faraci.
Non c’era necessità alcuna di dare risalto alle critiche comparse sul Papersera ed è evidente che Gagnor l’ha fatto solo per senso di rivalsa verso quel forum, ma se fai parte della galassia Disney, non puoi conservare uno spirito vendicativo verso i tuoi stessi lettori.
Grazie per l’intervento, Maurizio. Aiuta a dare più tridimensionalità alla storia.
Non trovo nulla di strano nel comportamento del Direttore, la mia azienda ci fa fare periodicamente corsi sui social e ci ricorda che potremmo essere passibili di licenziamento a loro discrezione per quanto dovessimo esprimere sui social stessi…
Tanti anni fa, ricordo il commento ricorrente pronunciato da una maestra alquanto alternativa (ed estremamente in gamba, anche allora): “Quello è uno stronzo, con tutto il rispetto per gli stronzi che sono di grande utilità come forma di concime, mentre lui neanche quello”…
Secondo me essere una mosca della merda non è male _in sé_, (a parte che capire che una mosca è “da merda”, secondo me, è come pretendere di dire che un essere umano qualunque è intelligente solo perché respira), e come mostrato in Ant Bully la cacca di un animale può essere molto utile a un’altra. Una zanzara è molto peggio, e anche uno stercoraro nella cacca fa buon uso. Chi offende spesso ha bisogno di qualcosa che non ha. Magari il soggetto ha bisogno di un lassativo? Per lo meno l’augurio _ci sta_ 🙂
M’è saltata una parola: “a un’altra *specie*”, e “stercoraro nella” dovrebbe essere “stecorario della”. Vado a fare esercizi di correzzzione dibbozze…