Se non ci sono
Nuova tavola extra di Cenere: siccome nel mese di Giugno sto girando l’Italia per presentare il mio libro, ho pensato di provare a ritagliarmi del tempo per raccontare ancora qualche storia, più recente o più lontana nel tempo. O forse è solo una scusa per restare ancora un po’ dentro quel mondo lì e questo grande abbraccio che mi stringe a tutti i lettori di quel libro.
Questa tavola si intitola “Se non ci sono”.
Vi ricordo che lunedì 24 giugno sono a San Donà di Piave (libreria Raggiungibile), il 25 giugno a Genova (scuola internazionale di Comics) e il 26 a Imperia (libreria Ragazzi).
Cenere lo trovate in libreria e su amazon, prendetene una copia, leggetelo e scrivetemi a dimmidicenere[chiocciola]gmail[punto]com e segnatevi le date degli incontri così potremo vederci di persona.


Qualcuno per cortesia mi traduce?
È una stupenda canzone che dice le luci ti guideranno e infuocheranno le tue ossa e io cercherò di consolarti
Comunque Nat vuoi sempre farmi piangere! Ovviamente questa canzone in questo caso è rivolta a mamma e fa struggere di malinconia nostalgia dolore incolmabile ma è certamente una dichiarazione di amore😘
Coldplay, bellissima.
Belli i colori e insoliti.
Hai rappresentati il prosieguo del cammino
e l’assetto interiore dopo l’oltre di vostra madre.
Non sono i colori né delle luci né dei fiori di marzo,ma quelli delle luci d’estate e delle petunie di adesso, dall’odore vellutato che emanano tutta la notte.
Sembrano foto fuori fuoco con impressi disegni così realistici da far “sentire” il dolore e le lacrime. Non so con che tecnica sia stato realizzato questo tuo lavoro, ma a me pare un capolavoro..
Direi che potremmo considerarlo un effetto “bokeh”
https://it.wikipedia.org/wiki/Bokeh
https://youtu.be/fcfAimX0rIg?si=-PPo_HO-wpKpnJHt
Io invece così mi sento ogni volta che penso a mio padre che non c’è più
Se non ricordo male la canzone è stata scritta da Chris Martin per la moglie quando morì suo padre.
In questa versione diventa una bellissima dedica di un fratello alla sorella, un tenero conforto alla perdita della loro madre.
Ma forse un pochino anche per farsi perdonare di disegnarla bruttarella. 🙃
Adesso pensare che queste vignette siano un capolavoro d’arte mi sembra un po’ troppo. E soprattutto anche basta. Ha venduto il libro? ha raccolto quei quattro soldi che doveva prendere? Soprattutto dai suoi seguaci? Poverino ha girato tutt’Italia.
E chi lo fa lo stesso per lavoro prendendo molto meno. Un lutto? mai successo a nessuno di perdere un caro. Ma mica tutti sfondano i maroni degli altri per vendere sta roba.
Che persona estremamente sensibile sei. Se non ti interessa perché lo leggi e lo commenti, leggi il giornale o libero e così non ti sfondi i maroni
E insomma tutto il prurito che senti addosso e che neanche puoi grattare, hai provato a buttarlo fuori eh Marcoli’? Frustrante, lo capisco. Ma non è così che passa. Passa, un po’, se lo nomini. Ti aiuto (gratis): si chiama INVIDIA.
Scusi egregio Marco, ma il suo commento appare incomprensibile, e anche un po’ deprimente per la sua rappresentatività di un modo di pensare purtroppo non raro. Come già fatto notare, la promozione di questo libro e la partecipazione a questo blog sono basate sull’adesione, ossia sull’esplicita e deliberata volontà di accedere e seguire gli argomenti. Non si arriva qui per caso, non è uno spot televisivo somministrato a sorpresa mentre si segue tutt’altro. Lo spazio ospita anche voci dissonanti e critiche, più o meno strutturate o sensate, ma in genere, tranne pochi eccessi, liberamente espresse. Una delle poche argomentazioni, forse l’unica, insensate è proprio quella di trovare noioso (“sfondare i maroni” suppongo significhi quello) l’ambito. È già stato fatto notare: è sufficiente evitarlo. Il calcio mi annoia, e non lo guardo. La TV generalista mi annoia, e non la guardo. Quando posso: in certe occasioni conviviali mi trovo in compagnie che invece seguono queste trasmissioni, e se non altro colgo l’occasione di far notare (ogni tanto qualche sviolinata) di apprezzare talmente la compagnia da sopportare calcio e (p.e) Domenica in. È questo il suo caso? Apprezza talmente Nat come vignettista da seguire il blog anche quando l’argomento è l’elaborazione di un lutto che le sfonda (va beh, ci siamo capiti)? Anche perché gran parte delle canzoni che si sentono più o meno casualmente (e meno volontariamente rispetto alla partecipazione a un blog), o una parte non trascurabile della cinematografia, o anche qualcosa sulla letteratura, parla di pene personali, in genera amori non corrisposti, ma anche lutti o altri problemi del genere. È un aspetto che mi incuriosisce: passa la sua esistenza a cercarli e a commentare con tutti quelli che conosce (e sarebbe interessante capire quanto a loro volta siano interessati a questi commenti) di come tutte queste espressioni la annoino (sfondino etc.)?
Lo stai sopravvalutando. Il galan-tomo ha semplicemente la sindrome di Loki
Marco… tu i maroni te li scassi da solo…
Hello Marco, dall’ umore come i temporali di questi giorni, lei è benvenuto dal padrone di casa e da noi ospiti ( obbligati )se riuscisse a stare sul punto,anche se in disaccordo con Nat,senza tirare in ballo patologie relative al disfacimento scrotale di cui rivela l’affezione, incompatibile a reggere l’atteggiamento del disegnatore, il quale normalmente dissacrante e tagliente, ha dovuto anche elaborare il proprio lutto, da artista intelligente ,rimanendo sulla scena del suo lavoro, e parlandone qui,in casa sua.
Vignette satiriche bellissime come quest’anno,
meritano parole di elogio.
Qualcuno del blog vuole esagerare?
Con che diritto lei lo stronca?
L’account di questo grande coglio mi puzza…..
Ora venire a cercare appositamente su un sito specifico i post e poi fare un sacco di critiche, basta, mica tutti sfondano i maroni e via discorrendo mi sembra quantomeno masochista. Basta non cercare http://www.natangelo.it e il gran problema è risolto, più chiaro di così!
Ma quel link ce lo hanno tra i preferiti come valvola di sfogo, quando la giornata va storta un click e via per sentirsi meglio. 🙂
Se ci fossero stati i social nell’ottocento, ci sarebbe stato senza dubbio pure chi andava a inveire contro Munch per i dipinti sulla morte della sorella!
👏 👏
Sensibile,di sentimenti delicati ed empatico,
Grazie Donatella! Gentile Marco: mi spiace, e assai, che i tuoi Maroni siano così delicati!
https://images.app.goo.gl/MppETAULEH3GhJvo7 Gocciadichina,che non è questo? Questo si riferisce ad un’esplosione nucleare?
No infatti Cosimo, quello è il più famoso di Munch. Io mi riferivo a dipinti tipo ‘Morte nella camera della malata’ e ‘La fanciulla malata’.
Il primo mi è venuto in mente guardando la raffigurazione di Natangelo nella scena del rosario, per quello che evocano entrambi di quei primi momenti.
Mentre il secondo me lo ha ricordato la scena dell’ospedale, quando lui è solo accanto alla madre e lei gli racconta cio che ha detto ai medici.Stessa intensità.
Grande intensità! Con ciò che hai detto mi hai fatto ricordare che il racconto della madre che, ricoverata all’ospedale, disse: “L’ho detto ai medici che mio figlo lavora al Fatto Quotidiano” l’aveva ricordata Nesi nell’incontro di Prato. A me ha fatto sempre venire il magone e anche in quell’occasione mi vennero i lucciconi (ed un po’ anche a Nat mentre ne parlava) 😢
Intendevo proprio quella! Eh sì, non mi stupisce che Nesi ne abbia parlato, è da magone come dici tu. Il dolore del figlio in penombra e che per un momento sembra crollare, è toccante…
Ma giusto il tempo di voltare pagina e dopo il graffio immancabilmente arriva la carezza, perché si ride con la scenetta di lui in smoking e di come la racconta alle ‘cene chic in terrazza’. M’ha fatto ammazzare 😄
Io penso che una madre non possa desiderare di più, alla sua memoria, di tutto ciò.
Sei un grande Nat.
Ora dovrebbe provare a dargli dei nipotini, anche postumi va bene.
Perché la vita è un’eredità.
(sentita in un film).
Ma…saranno cavolacci suoi?
🤦🏼♀️
Alessandra OO: Anche la vignetta di Dio un po’ scocciato! E impagabile! “Sissignora abbiamo capito che suo…”
.
😂 Davvero Cosimo! E quando lei gli dice “favcio vedere la foto da piccolo”.. tenera e da ridere..