La mia vergogna

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Non mi sono espresso sull’ultima questione sollevata dalla vignetta Charlie Hebdo, reputandola una questione stupida e discussa in modo stupido perlopiù da stupidi. Ma gli amici di c4comic mi hanno chiesto un parere – suppongo in quanto stupido esperto – insieme a Daniele Fabbri e Nebo quindi ho risposto a tre domande. per leggere tutto l’articolo potete andare a questo link

by |Published On: 30 Gennaio 2017|Categorie: news|6 Commenti|

Falla girare!

6 Comments

  1. ninopiana 30 Gennaio 2017 at 16:50

    Bene Nat, purtroppo si sta perdendo sempre più, grazie a servi sciocchi e ignoranti che hanno zero cultura, la funzione dell’antica arte satirica, magistrale nei tempi arcaici greci e poi latini ( inutile rammentare il nome, tra i tanti, per esempio di Marziale, probabilmente si penserebbe a qualche marcetta musicale).
    Ma grazie a coraggiosi come quei di Charlie, e insieme a loro anche tu, possiamo sperare che questa sacrosanta funzione della satira continui a vivere.

  2. ricco&spietato 31 Gennaio 2017 at 10:15

    “la reazione di questa massa di pecore è proprio il carburante del lavoro satirico.”

    ben spiegato.
    ho isolato la citazione per tornare a cercarla quando – presto, immagino – mi servirà.

    • Udippuy 31 Gennaio 2017 at 20:43

      Interessante, ero venuto qui proprio per commentare quella frase. Anch’io mi vergogno della stupidita’ di chi se la prende a morte per una vignetta, fra l’altro neppure particolarmente crudele, e il gusto di provocare una reazione scomposta nel popolo imbecille. E pero’, volevo far notare, provocare una reazione scomposta nel popolo imbecille non e’ una definizione di satira. E’ una definizione di trolling: “a troll (/ˈtroʊl/, /ˈtrɒl/) is a person who sows discord on the Internet by starting arguments or upsetting people, by posting inflammatory, extraneous, or off-topic messages in an online community […] with the intent of provoking readers into an emotional response […] often for the troll’s amusement”. (da Wikipedia, mi sembra una buona definizione). La satira e’, in buona parte, qualcos’altro. (E per carita’, dato che ci siamo, evitiamo anche quella baggianata che la satira sia farsi beffe del potere: il potere e’ sempre qualcun altro, cosi’ e’ troppo comodo…)

  3. […] Scusate, chiedo io scusa: a voi che leggete qui, perchè la faccenda dei Censori Democratici ha stufato anche me figurarsi voi che venite qui – spero – magari per farvi una risata, vedere una vignetta, leggere una storia o quelle cose con la quali ci divertiamo ogni giorno da tanti anni. Più tardi posterò qualche nuovo disegno. Ma almeno vedete anche qual è l’altra faccia di questo lavoro. Devo solo dire due cose. Ieri, a Pomeriggio 5, è andato in onda un siparietto vergognoso tra l’intrattenitrice Tv Barbara D’urso e dei tizi collegati da Rigopiano. Io non faccio commenti sul video, perchè non troverei le parole adatte e le parole che meritano le lascio in bocca ai Democratici. Vi metto però il link al video perchè guardandolo – cliccando qui o sull’immagine qui sotto – possiate farvene un’idea. A chi mi sta dicendo di vergognarmi per il mio lavoro rispondo che sì, mi vergogno. Ma per voi. (Del resto, lo avevo già detto in questa intervista su Charlie Hebdo.) […]

  4. […] Natangelo, vignettista per Il Fatto Quotidiano. Di seguito il link alla sua riflessione – https://natangelo.it/2017/01/30/la-mia-vergogna/ – e un omaggio alla riapertura del giornale poco dopo la strage del 2015 – […]

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