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Nuova Smemo

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Anche quest’anno le mie vignette arrivano sulla Smemoranda. È il 14° anno di fila (dopo Il Fatto Quotidiano la mia collaborazione più longeva: e questo dice molto…), sono contento di esserci perché è un’edizione importante: quella della rinascita. Ci sono stati momenti (molto) burrascosi negli ultimi anni ma poi Smemo ha fatto punto e a capo e mi ha chiesto di mettere da parte tutto e scommettere con lei. E io, che mi ricordo quando a 24 anni hanno scommesso su di me, non potevo non accettare.
Quindi riparte Settembre, riparte Smemo, riparto io con loro e spero che anche voi ripartirete con questa mitica agenda.
Buona vita nuova, nuova Smemo.

(p.s. le mie vignette sono davvero tante)

Di |2024-09-03T16:11:42+02:003 Settembre 2024|Categorie: news|Tag: |6 Commenti

Cenere, appunti da un tour: Fano

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Buio: questo potrebbe essere il titolo dell’ultima puntata di “Cenere, appunti da un tour”, il diario fotografico del tour auto-organizzato per portare Cenere, il mio libro, alla mia amata community. Siamo a Fano, secondo appuntamento nelle Marche dopo Ascoli (un saluto alla mia cara amica Eleonora Tassoni della Libreria Rinascita , che ne ha bisogno specialmente in questi giorni). Sono stato ospite del Passaggi Festival e voglio ringraziare tutta l’organizzazione, il direttore Giovanni Belfiori per l’invito e per il tanto spazio concesso a Cenere con un doppio incontro sia al pomeriggio che alla sera, il caro Giovanni (che NON si tinge la barba) che si è preso cura di me, dei miei incontri, è stato attento che non mi perdessi al mare e mi ha recuperato il portafogli che ho abbandonato in taxi. Grazie sempre alla mia amata Elena Giacchino, che mi ha aiutato a strutturare questa importante giornata finale. Grazie chi è passato a farsi firmare una copia del libro nei giardini Pier Maria Amiani, in un clima tropicale, e ha sudato con me. E grazie a tutte le persone venute ad ascoltarmi la sera: eravate non tanti ma TANTISSIMI e saluto più emozionante per Cenere non potevate regalarmelo. A parlare con me c’erano Virginia Tonfoni e Alessio Trabacchini, che ringrazio di cuore.
E’ stato strano perché in ogni presentazione ho sempre potuto vedere le vostre facce, i visi di chi mi ascoltava, ma stavolta mentre io ero illuminato la platea era completamente al buio ed è stato come parlare a una tenda nera: davanti a me c’erano un centinaio di persone sedute (la pessima foto che pubblico si spiega con la pochissima luce). Vi sentivo, sentivo le vostre reazioni, ma non vi vedevo e mi è mancato un pezzo. E in quel buio ci ho messo tutte le persone incontrate in questi tre mesi di tournè. È stato bello, e triste, pensare che quella era l’ultima data, che non avrei avuto un altro treno, un altro albergo, un’altra città. Ma come ho ripetuto in ogni tappa – e saranno state una trentina – altro giro, altro regalo. Non vi saluto ora, non vi ringrazio ora: pubblicherò altre due tavole extra di saluto. Intanto, grazie Fano. È stato buio e bello.

Di |2024-07-20T15:36:39+02:0020 Luglio 2024|Categorie: news|Tag: |9 Commenti

Una nuova censura

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Purtroppo mi debbo ritrovare nuovamente a denunciare uno spiacevole episodio di censura. Come sapete, lavoro al Fatto Quotidiano fin dalla sua fondazione e saranno quindici anni questo settembre: ho potuto sempre godere delle più alta libertà espressiva, almeno fino all’ultimo tentativo della direzione di influenzare il mio lavoro (dopo quello spiacevole intervento su come disegno la Ferragni di qualche mese fa e già denunciato sui social). Il direttore, uomo che si fa vanto di libertà e indipendenza, è intervenuto nuovamente per manomettere una mia vignetta. Nello specifico: avevo disegnato Meloni che esclama “mi hanno acciaccato ‘a ‘recchia” ed esso, Giuseppe Gioacchino Belli redivivo ma sabaudo, con tutto il peso censorio di cui è capace ha detto che avrei dovuto scrivere “cioncare” e non “acciaccare”. Io, vignettista dalla schiena dritta, solo dopo verifica su google ho acconsentito alla correzione ma spero francamente che episodi del genere non si verifichino più. Allego screenshot della censura e – siccome al Fatto anche la censura la facciamo per bene, non come in Rai – documento probante con vignetta incriminata e certificazione della avvenuta censura con firma del vignettista e del direttore.

Di |2024-07-19T17:23:26+02:0019 Luglio 2024|Categorie: news|28 Commenti

Cenere, appunti da un tour: Milano 3

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Questo capitolo del mio diario fotografico “Cenere, appunti da un tour” lo intitoliamo “fare pace”. Sono per la terza volta a Milano, ospite della Fondazione Feltrinelli: l’evento è in contemporanea con la partita dell’Italia e con il gay pride, ma ormai ci ho fatto pace. L’invito mi arriva da Beppe Cottafavi che è presidente del Premio Satira forte dei Marmi, il premio più importante per un lavoro come il mio, ed è anche una delle figure più rispettate dell’editoria italiana e nella sua vita professionale ha messo mano ai più importanti successi degli ultimi trent’anni. Ed è anche un irresistibile buontempone e quando mi chiama per dirmi “vieni in fondazione a parlare di Cenere” (esatto, non era una domanda) come potevo dirgli di no? D’altronde, la fondazione è un posto splendido da visitare (consiglio l’ultimo piano!). Ringrazio tantissimo la terrona emigrata Rosaria e Luigi, Rossella, Giulia e tutto lo staff della Fondazione per l’ospitalità. Grazie mille a Beppe per le parole che ha avuto per me e per Cenere: dette da uno come lui sono un diploma e io, che fino a quel momento ho sempre parlato di questo lavoro come di un diario, ho fatto pace col fatto che sia un libro e “i libri, vuoi o non vuoi, hanno sempre seguiti”. Grazie alle persone venute ad ascoltarci, nonostante una Milano bloccata dal pride e afosissima, come Francesco in prima fila per la terza volta (due Milano e una Torino)(Martina rimane imbattuta con cinque presenze). Grazie a tutta la community che è venuta ad abbracciarmi, alla cara Micol Beltramini che finalmente ci siamo conosciuti, alla signora che si è alzata in piedi random e ha chiamato un applauso per Luttazzi, alla ragazza che dopo il firmacopie ha chiesto se poteva darmi un bacio su una guancia e io che sono un’educanda sono arrossito, a tutti i regalini e le storie che mi avete lasciato (ormai la quantità di caramelle Frisk per amato padre non si contano), a chi non ha mancato di farsi firmare una copia di Cenere o della locandina che ho disegnato per l’evento. È stato bello, Milano, però con questi tre appuntamenti mi hai creato un incidente diplomatico con Roma (città in cui vivo) e Napoli (mia città di origine) dove c’è stato un solo evento: recupereremo. E faremo pace anche noi.

Di |2024-07-18T14:55:54+02:0018 Luglio 2024|Categorie: news|Tag: |9 Commenti

Cenere, appunti da un tour: Imperia

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Io a Imperia – diciamolo – non ci volevo andare. Ero ormai alla fine del tour, ero partito dalla Sicilia, m’ero attraversato tutto il nordest fino al nordovest: ero stanco. Ma la community non molla! E così “Cenere, appunti da un tour” arriva alla seconda tappa ligure grazie a Stefano della Libreria Ragazzi: occhiali da sole, cappellino da baseball, barba folta, la mia età, sembra uno di quelli che non ti stupiresti di vedere su un tetto con un AR15 pronto a sparare al presidente. E invece è una mente eccezionale con la presa di un pitbull: mi ha azzannato alle caviglie e mi ha mandato tante mail proponendomi date su date finché non ho detto “ok, salgo a bordo”. La libreria Ragazzi, andateci: un posto come ce ne sono pochi e a gestione familiare. C’è Stefano, sua sorella, il suo babbo, un magnifico bassotto cattivissimo che si chiama bizet e poi c’è la “capa”, al secolo la signora Tiziana. Questi tirerebbero un trattore senza ruote! Devo ringraziarli: raramente ho visto tanto amore e dedizione dietro una libreria a conduzione familiare. Voglio ringraziare Sara Serafini, persona intelligente e colta, per la chiacchierata fatta insieme (e per il libro del suo babbo!). Grazie a Marcella Roggero, assessrice (io dico così) alla cultura del comune di Imperia che era in prima fila a ridere di tutte le mie cazzate. A Gigia Perfetto, figlia del fondatore dello storico Salone dell’umorismo di Bordighera, per avermi regalato il catalogo del salone: molto onorato. E grazie grazie grazie per tutte le persone venute: tantissime, chi se lo aspettava! Come dice Stefano “qui siamo ai confini dell’impero” e intanto ci ho trovato il mondo e abbiamo passato una bellissima serata. La Capa mi ha detto guardando la piazza piena “ho messo cento sedie e sono tutte piene” e chi se lo credeva che a Imperia tutta quella gente sarebbe venuta a sentirmi! Grazie alla libreria Rafazzi per non aver mollato e per avermi regalato questa serata. Davvero spero di riuscire a tornare quando il prossimo anno la libreria Ragazzi compirà 20 anni: dobbiamo aver cura di questi piccoli centri culturali, senza saremmo più poveri e di sicuro io non mi sarei innamorato degli imperiesi/imperiani/abitanti di Imperia.

Ultima nota, ma questa solo per Instagram: nel mio taxi da Imperia all’aeroporto di Genova, concluso il giro ligure, parte una canzone e io chiedo al tassista, Mauro, di alzare il volume e vado via piangendo. Vi posto il video lì.

Di |2024-07-17T15:30:48+02:0017 Luglio 2024|Categorie: news|Tag: |6 Commenti

Cenere, appunti da un tour: Genova

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Il mio diario fotografico “Cenere, appunti da un tour” arriva alla prima data ligure: Genova. Inizia con la libreria “Sulla strada” gestita dai simpaticissimi Valentina e Matteo che – con un reel su instagram – sono fra le prime librerie indipendenti a invitarmi per presentare il libro, quando nemmeno avevo idea che sarei andato in tour. Quello che ha reso possibile tutto è stato il mio amico Manfredi Toraldo, raccontatore di storie incredibili e direttore della Scuola Internazionale di Comics di Genova, col quale da anni progettiamo di “fare qualcosa insieme” e finalmente l’occasione viene con l’inaugurazione della nuova sede della Scuola. Insomma, si unisce Luca Baino, sceneggiatore e docente nonché membro attivo della bellissima realtà che è Gigaciao, e ci siamo tutti. L’incontro alla scuola è stato figo, ho adorato chiacchierare con Luca e Manfredi non solo di Cenere ma anche del mondo dell’editoria e del fumetto. Poi: mi hanno portato a conoscere Genova, sotto una mezza pioggia, e abbiamo mangiato e bevuto all’osteria come vecchi amici. Quindi grazie alla libreria Sulla Strada per aver portato le copie di Cenere (e tipo mezzo chilo di focaccia). Grazie a Manfredi, Luca, Amalia, Arianna e tutto lo staff della scuola internazionale di Comics, una realtà magnifica fatta di belle persone e grandi professionisti. E poi ringrazio le persone venute ad ascoltarmi: non eravamo tantissimi, forse, a differenza delle altre date del tour, pochi ma buonissimi (sono venuti anche il mio amico Fabio e la moglie: quando li ho visti mi è preso un colpo!). Ringrazio sia la libreria che la scuola per aver promosso molto l’appuntamento, con tanto di articoli sulla stampa locale e un enorme cartellone a led sul tetto: mi avete mostrato che la buona riuscita di un evento non si misura dalle copie vendute (che sticazzi) o il numero di persone presenti ma sull’affinità e l’energia che si crea con chi viene ad ascoltarti e a portarti un saluto. E a Genova ce n’era, di energia! È stato un piacere, un vero piacere, stringere la mano a tutte le persone venute e ringrazio tutti per l’ospitalità: una promessa per tornare presto!

Di |2024-07-16T21:34:03+02:0016 Luglio 2024|Categorie: news|Tag: |12 Commenti

Cenere, appunti da un tour: San Donà di Piave

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Riprendiamo con le ultime puntate di “Cenere, appunti da un tour”, il diario della tournè per portare Cenere, il mio ultimo libro, ai lettori: San Donà di Piave, la mia seconda tappa veneta, è stato un ampliamento di vita. Come ormai sapete, questo tour è stato organizzato da me con i lettori senza intermediari e davvero credo che questa sia una cosa più unica che rara. Quindi quando mi ha scritto Tania Bettiol, straordinaria amica della community e crowdfunder dei miei viaggi, proponendomi di presentare Cenere in una libreria di San Donà ho accettato con piacere. Ci incontriamo al mio arrivo: non ci conosciamo, pranziamo insieme e passato l’impaccio iniziale finiamo dopo qualche ora ad aspettare che una lavanderia a gettoni finisca di lavare il mio bagaglio sporco da giorni di tour e io che provo la sua sedia a rotelle sulla strada e ridiamo come scemi quando rischio di rompermi la testa perchè non son capace e poi a piegare lì in vetrina le mie mutande finalmente pulite. San Donà è stato un regalo del quale ringrazio molto anche la libreria @raggiungibile, con la cara Azzurra e la sua amica Isabella con cui abbiamo brindato con l’erbaluce fino all’ora di ritirarci. E poi ringrazio tutti voi che siete venuti, in tantissimi, anche da tante città intorno: un lunghissimo firmacopie in cui mi avete raccontato storie, stretto abbracci e portato una quantità di regali tale che mi ha costretto a spedire un pacco a casa per poter continuare il tour. Ho conosciuto tantissimi di voi e in tanti mi avete scritto per ringraziarmi di essere passato. No, amici e amiche: sono io a dirvi grazie. Vi voglio bene a tutti, anche se niente nel mio cuore potrà mai sostituire la serranda del parcheggio di biciclette che si alzava e abbassava dall’altro lato del cortile ogni volta che prendevo la parola. Abbiamo riso tanto, San Donà. Evviva il Veneto, evviva le librerie ospitali, evviva la community e evviva Cenere.

Di |2024-07-15T15:50:32+02:0015 Luglio 2024|Categorie: news|9 Commenti
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