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L’ultimo disegnatore di Corto Maltese ha scatenato un casino. Oggi, giovedì 9 ottobre, su Il Fatto Quotidiano c’è “Come non letto”, la mia rubrica che racconta l’attualità attraverso il fumetto. La trovate in edicola ogni settimana, in controcopertina, alle spalle di sua editorialità. Questa volta vi racconto del ritorno di Corto Maltese e della storia complicata del suo ultimo disegnatore. 

Potete leggere la puntata completa su Il Fatto Quotidiano, in edicola e online.

Sempre Come Non Letto: autori e storie da non lasciar scorrere via.

In edicola, ogni giovedì.

by |Published On: 9 Ottobre 2025|Categorie: come non letto, news|4 Commenti on In edicola!|

Falla girare!

4 commenti

  1. Alessandra 00 9 Ottobre 2025 at 08:57 - Reply

    Viva il giovedì di Nat!
    .. Sempre alle spalle di Sua Editorialità..

  2. Claudiofinotello 9 Ottobre 2025 at 12:31 - Reply

    Certo che Vivès da quel poco che sono riuscito a capire è un personaggio…

  3. Claudiofinotello 9 Ottobre 2025 at 17:17 - Reply

    Però, qui mi sa che sei a fare colazione e non alle spalle del Capo in redazione…

  4. Riccardo 10 Ottobre 2025 at 20:22 - Reply

    Un annetto fa a Genova ho seguito ARF-Festival del fumetto GEN e ho comprato la graphic novel di Corto Maltese “Oceano Nero”, con dedica degli autori Martin Quenehen e Bastien Vivés.
    Avevo già sentito qualcosa riguardo le sue controversie, e durante uno degli incontri di ARF, Vivés ha accennato a una assurda situazione in cui è venuto a trovarsi, per la quale ha rischiato di non poter più lavorare. Poi gli è capitata l’occasione di Corto Maltese.
    Non sapevo adesso ci fosse anche un processo; che la giustizia faccia il suo corso, ma spero che alla fine Vivés ne esca bene, perché oltre all’indubbio grande talento, ad ARF mi ha fatto una buona impressione.
    Io non ho avuto occasione di leggere le opere “incriminate” – come probabilmente la maggior parte di coloro che lo attaccano – però ho sempre distinto tra vita reale e finzione. Come ti comporti nella vita e cosa racconti in una storia non dovrebbero necessariamente seguire le stesse regole. Anni fa ho letto fumetti come Berserk e Preacher: mi dicevo che se io fossi un autore non scriverei cose così toste e potenzialmente disturbanti; ma anche che era un bene che lo si potesse fare. Ovviamente poi si è liberi di non fruirle, disprezzarle etc., ma la cosa non credo dovrebbe avere ripercussioni su un autore se non causa danni nella realtà. Qui il problema è che si parla di argomenti particolarmente taboo… Ma perché tutto ciò che contiene ingiustizie, violenze, ammazzamenti vari, etc. etc. è meno controverso? Non è che siano meno gravi.
    Il problema insorge quando qualche pazzo/criminale prende spunto dalla finzione per fare del male nella realtà! Ma per evitare questi rischi dovremmo rinunciare a praticamente tutto! Sempre per restare al fumetto, addio Diabolik, Dylan Dog e compagnia (primi nomi che mi vengono in mente)…
    Comunque quel poco che so del “caso Vivés” viene principalmente da qui, per chi volesse approfondire (è in francese): https://www.actuabd.com/Le-cas-Vives

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