Niente da segnalare: Appunti da un autunno
Ed eccoci all’ultimo episodio del mio diario “Niente da segnalare – appunti da un’estate”. Il numero 29 dal titolo “appunti da un autunno”. Grazie per avermi seguito fin qui.
C’è ancora qualcosa da dire a Sperdutoli (una scena post-credit? l’episodio 29+1? una live?): lo vedremo la settimana prossima. Ma intanto, questo è il finale.
Se avete domande o commenti scrivetemeli.
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Ehi, un momento…doppia C ha un nome?
😱
Questo finale mi ha evocato ‘Il nome della rosa’ di Eco. Per la scritta sulla lettera e per la tristezza che traspare dalla scena.
In realtà mi aspettavo qualcosa di diverso ma non so neanche io cosa. Però mi ha fatto tenerezza, mi sembrano lacrime di delicata commozione quelle di Greta.
Comunque sia, Niente da segnalare è finito con un colpo di scena, una svolta imprevista.
Complimenti a Nat, sa sempre come sorprenderci!
https://share.google/images/Z2nrx66eazjXpg4GO
Stupefacente che il vento di Sperdutoli scuota le fronde a faccia cadere foglie ancor verdi e non abbia spostato la busta di carta con indicato come destinataria Greta.
The wind can read.
Nat ? hai dato un nome dall’etimo russo al tuo cane?
Io adoro il vento, e ci ho pensato subito anche io. Ma i colori sono così belli e la scena così dolcemente malinconica e poetica, che la logica della realtà non può entrarci. 🙂
p s.Non so se il vento sappia leggere ma sicuramente può parlare, o almeno con il suo suono ogni tanto sembra provarci.
parliamo della questione vento sulla quale anche io mi sono interrogato. COME SI VEDE LA BUSTA E’ ATTACCATA CON DELLO SCOTCH E ANZI E’ IL SUO VIBRARE NEL VENTO CHE ATTIRA L’ATTENZIONE DI GRETA
Beh sì è vero, ma quando soffia il vento (almeno quello che conosco io che vengo da una terra di vento), altro che pezzettino di scotch trasparente per tenere qualcosa.😅 Ma in questo caso doveva trattarsi di una dolce brezza.
Come non detto, tutto torna!
Piuttosto io mi chiederei della Greta ; chè una panchina sa giá di possibilità o di incontro . Esiste ?
Forse lo scotch americano industriale resiste qualche minuto attaccato alle pietre di una panchina…
Ma le piogge ed i venti della tarda estate cancellano il dolore e rafforzano la dolcezza malinconica di ricordi che più che attaccati a una panchina saranno scolpiti nel cuore…
Accidenti, ma quanto deve essere brutto il vero nome di Doppia C!
Scherzi a parte, è una fine che non mi sembra una fine. E così mi pare di capire anche da alcune evidenti tracce.
A questo punto aspetto la live per maggiori chiarimenti, per conoscere magari qualche retroscena sul processo creativo, su come nasce l’ispirazione, su quanta realtà o invenzione c’è dentro il racconto, su quanto aver accesso ai pensieri dei lettori influenzi o meno l’andamento della storia…
Intanto Grazie di avermi fatto volare su quell’aquilone fino a Sperdutoli quest’estate, è stata una bellissima avventura!
è un nome bellissimo
Come ne La Storia Infinita?
La lacrimuccia vale più di tante parole….
Fido?
Bubi?
Snupy?
Ciarli?
Liutprando?
Dibladue?
Marcotravaglio?
La busta, proprio per il vento, risulta fissata con nastro adesivo…
Bellissimo finale, un po’ malinconico. ❤️
E così, io resto qui
A darle i mie pensieri, a darle quel che ieri avrei affidato al vento
Cercando di raggiungere chi
Al vento avrebbe detto sì.
Anche per te.
Bello, bimbo bimbo blue
Ok tutto molto bello…ma adesso vogliamo il nome.
Mi sa che glielo dobbiamo dare noi..
Tutti i commenti sono molto…..direi filosofici. Io invece ti dico: quando non sai cosa fare vai a sperdutoli, loro ti aspettano…….
In quella piccola lacrima che solca il volto di Greta ognuno di noi può intingere la propria penna e, attingendo al proprio intimo che rappresenta infine la somma delle nostre esperienze di vita, una personale conclusione di questo stupendo finale… interiore e crepuscolare.
Chiuderei qui, in bellezza, lasciando magari spazio a nuove avventure , tutte ancora da immaginare.
Will the wind ever remember
The names it has blown in the past?
And with this crutch
Its old age and its wisdom
It whispers, “No, this will be the last”
And the wind cries
…..
( Jimi Hendrix )
Il vento ricorderà mai
i nomi che ha soffiato in passato?
E con questo sostegno
La sua vecchiaia e la sua saggezza
Sussurra: “No, questa sarà l’ultima”
E il vento piange
…..
Non avevo mai commentato finora perché non sono abituato a farlo in generale, ma ti seguo da tanto tempo. Niente da segnalare è stato un bellissimo viaggio per me, così come tutti quelli precedenti, piccoli o grandi che fossero. Fai un lavoro splendido, grazie.
Enrico, grazie
Perché quella lacrimuccia? Forse c’è scritto: “Tardi t’amai bellezza antica e sempre nuova.”
Ecco, oltre al cruccio sul vero nome di Sperdutoli adesso supercruccio sul vero nome di CC…
Hai fatto caso come sia tutta una storia di nomi? E come lui non dica a lei il suo vero nome?
Mi permetto di replicare. Considerato che a tuo dire i nomi giocano un importante ruolo, qualcuno (oltre a me) ha forse notato qualche similitudine tra “Greta” (5 lettere) , “Elena” (5 lettere) ed “Irina” (5 lettere), tutte così simili nella loro eterea e fugace presenza e i loro capelli d’oro? …. Non sembrano tutte impersonare il rimpianto per parole non dette e per occasioni perdute ? Caro Artista, un vecchio e saggio cinese uscito dalla penna di un tuo collega disse una volta all’ eroe che scrutava pensoso l’orizzonte: “qualunque cosa tu stia cercando, sbrigati a trovarla prima di scoprire che forse non esiste”
Bella davvero. Potrei sapere chi sarebbe il collega? A me come personaggio cinese, viene in mente solo il nanerottolo di Bonvi in Nick Carter.
Hugo Pratt in una tavola avente per soggetto Corto Maltese; ho definito Pratt ‘collega’ per semplicità anche se si muovono su segmenti diversi, ma credo che la poesia sia sempre poesia, in qualunque forma la si esprima.
Natangelo ha una sua espressività intensa, “ruspante e non patinata” ma personalissima e che -pian piano- mi ha catturato.
Ma qual è il vero nome di ognuno di noi?
È una domanda che mi è stata rivolta per ben 2 volte, in angoli opposti e fra loro lontanissimi del mondo da 2 persone che più diverse non potevano essere ma che parlavano la stessa lingua universale del mondo…
È passato tanto tempo, ma l’accenno di Nat ai nomi me l’ha fatta tornare alla mente.
In sostanza, riassumendo, ognuno di noi ha almeno 3 nomi.
Quello legale, che ci danno alla nascita ed è scritto sui documenti ed è quello che il mondo conosce di noi.
Quello “d’affetto”, il cosiddetto soprannome, quello che ci danno gli amici o i colleghi. Potrebbero anche essere più di uno, a seconda di ambienti o occasioni ma solo uno è quello che dice chi siamo davvero.
Poi c’è il nome segreto, nascosto, il “nome della terra” dicevano entrambi i miei interlocutori ed è quello che cantano il vento, la pioggia, il mare, il sole, la neve, campi e montagne quando veniamo al mondo. A noi non è dato conoscerlo ma a quanto pare ci accompagna e ci guida silenziosamente nel corso della nostra vita e la sua influenza su di noi sembra molto dipendere dalla nostra spiritualità e dal nostro rapporto con natura e animali…
Lei,
forse sara’ la prima che io non potro’ dimenticar,
La mia fortuna o il prezzo che dovro’ pagar, Lei, la canzone nata qui, che ha gia’ cantato chissa’ chi,
L’aria d’estate che ora c’e’ nel primo autunno su di me..
Lei, la schiavitu’ la liberta’, Il dubbio la serenita’
Preludio a giorni luminosi oppure bui,
Lei, sara’ lo specchio dove io riflettero’ progetti e idee
Il fine ultimo che avro’, da ora in poi
(C. Aznavour)
.. Con Niente da segnalare ci sono venute in mente tante canzoni..
Che peccato… è finito questo diario che ci ha tenuto compagnia per 1 mese circa.
L’attesa della nuova tavola era un’abitudine… una bella abitudine.
Ora attendiamo la tavola +1 .
Sarebbe bello poter avere il diario in carta come ricordo di questa estate 2025.
Magari una raccolta… che comprenda anche i diari precedenti.
Ci hai mai pensato Nat?
E si scoprì essere una d*ckpic
Nat? spero che Mariolino abbia messo i calzini prima di ripartire con l’aquilone. A me è piaciuta tanto questa cronaca delle tue vacanze, ricca di autoironia e di dettagli sensibili ed intelligenti.
Tento, per gioco, di indovinare il nome del cane. Tu sii onesto e se lo indovinassi/imo non cambiarlo celiando con noi.
Ritenendo per certo che il nome ce l’ha da sempre, che ha paure e morde come te, penso che è l’hai chiamato con il nomignolo affettuoso con cui ti chiamava tua madre.
Grazie.
Sono contento che ti sia piaciuto 🙂 il nome del cane è in realtà molto più semplice ma solo chi lo conosce può arrivarci
Unico?
Massì, diamo libero sfogo alla Fantàsia:
Cave Canem
Corpus Christi (gnamen)
Cotto (e) Crudo
Colpo (in) Canna
E Choppy Chop
Nat, sei un grande. Riesci a toccare corde profonde come nessun altro, leggere le tue tavole giorno dopo giorno è un toccasana per la mia anima. Il finale è delizioso, delicato, bello. Grazie. Non so se abbia senso provarci, ma se hai ereditato l’indomita fantasia di amato padre il nome di C.C. potrebbe essere “cane”. Un abbraccio.
Ahahahahahaha amato padre lo avrebbe appunto chiamato “cattivo”. Chiamarlo semplicemente cane sarebbe stato troppo anche per lui.
In un giorno ventoso e con le foglie che svolazzavano, due anni fa se n’è andata la nostra amata Cuba, corso femmina, chiamata così in onore del Che, paralizzata di colpo, operata senza risultati e poi, dopo un mese in cui non ci sentivamo pronti a lasciarla andare per egoismo nostro, abbiamo dato il via libera all’ eutanasia. Dopo sei mesi di accese discussioni sul riadottare un cane (sempre adottati i nostri in canile o abbandonati) eccoci di nuovo alle prese con una cucciola di corso tigrata, pazza da legare, vivacissima, ribelle, che in canile chiamavano Yuma. Ma tanto lei non rispondeva, non si girava nemmeno, si faceva gli affari suoi. Piano piano però ha cominciato ad adattarsi a noi e alla nuova situazione e, pur essendo sempre agitata, era diventata affettuosissima. Eravamo già nel pieno dell’ orrore di Gaza e così abbiamo iniziato a chiamarla Amal, che in arabo vuol dire speranza, come augurio che questo genocidio finisse presto. Il nome del cane però non ha fatto nessun miracolo, il genocidio sta assumendo contorni da inferno, ma lei in compenso ora è finalmente “addomesticata” e ci riempie la vita. È poca cosa di fronte all’umanità che sta dando il peggio di sé, però per noi è una consolazione. Grazie Nat per il tuo diario, anche questo in parte ci riempie la vita
A me capita spesso di pensare alla triste fine che avranno fatto anche tutti i pets di Gaza. Pure là ci saranno stati cagnotti con cui i bambini giocavano, gatti che dormivano sui letti dei loro familiari. Nei filmati di quei posti non se ne vede neppure uno (a differenza della “martoriata ucraina…). Inorridisco al pensiero delle mie due cagnotte, che si terrorizzano al rumore di un semplice acquazzone, per non parlare delle saette! Nel tepore della mia camera, tranquillizzando con la mano il loro muso tremebondo e adoperandomi per evitare baruffe fra i nove gatti, sulle coperte alla ricerca dell’angolo più tiepido, penso a come è diversa l’esistenza in un mondo violento, di sopraffazione, di bombe, di fame, di morte rispetto alla fortuna di essere nato in un posto in cui quel tipo di cultura è stato sconfitto tanti anni fa. Forse troppi, per cui se ne sta perdendo la memoria. P.S. non sono “gattaro”, ma non me la sono sentita di cacciare una cucciolata che mi sono trovato davanti al cancello.
Emozionante
Sarebbe bello se durante l’inverno ogni tanto il protagonista pensasse a Sperdutopoli
https://youtube.com/shorts/rZAw_RJrThA?si=tOc30JAhpdtaunqQ paolino,mi è assai piaciuto il tuo commento e ti dedico questo video.
Grazie Mimmo, a volte un animale può essere motivo di sopravvivenza. Purtroppo, come dicevo sopra, quando la barbarie prende il sopravvento, i vincitori non hanno pietà per i più fragili.
Bella, mi ricorda l’ultima slitta per Dawson di Don Rosa… Anche se in questo caso la lettera è stata letta…