Irridetemi

La vignetta di Vauro sulla morte di Casaleggio è, secondo il mio gusto, giusta e azzeccata. La morte non è un tabù, specialmente per chi fa satira, e “Non si irridono i morti” é la critica più pelosa e cretina che possa farsi.
Detto ciò: le vignette piacciono o non piacciono, punto. Poi, certo, ci sono i talebani e le polemiche pretestuose (spesso sollevate ad arte) che fanno parte del mestiere e lasciano il tempo che trovano.
Per quanto mi riguarda io ho apprezzato quella vignetta di Vauro per cui, quando morirò io, irridetemi pure.
Irridetemi senza pietà.


In linea di principio sono d’accordo con te, ma il punto sta nella mancanza di coerenza del personaggio Vauro, oltre al fatto che la sua vignetta è brutta, squallida, di cattivo gusto, e non fa ridere. Tu stesso hai pubblicato oggi una vignetta sullo stesso argomento che ho trovato deliziosa, dimostrando che si può anche sorridere (più che ridere) anche di fronte allamorte, purchè con garbo e ironia.
Volevo scrivere, più o meno, quello che hai scritto te, Marco ….. mi hai preceduto.
Non vedo la mancanza di coerenza, il punto è semplicemente che a te non piace la battuta. Il buon gusto non è mai stato e non sarà mai un criterio per giudicare la satira, al contrario, è solo un pretesto dei censori.
il “garbo” è più roba da democristiano o bacia-tonaca. La satira non deve essere deliziosa né garbata né umana (come ho letto in un altro messaggio) ma è tanto più potente quanto più è violenta, irriverente e disumana.
Vauro non mi piace ma devo ammettere che è uno dei pochi a non avere peli sulla lingua e a spaziare su tutti i temi, morte inclusa.
La vignetta di Natangelo, stavolta, la ritengo poco efficace perché – a mio insindacabile giudizio – troppo lunga. Sarebbe stato meglio mettere solo l’ultima scenetta, rischiando però di presentarla come la versione soft di quella di Vauro. Ha ragione…stavolta i suoi colleghi son stati più veloci di te.
Errata-corrige
Vauro non ha peli “di detra” sulla lingua
Egr. Beppe G
A mio modesto parere:
Violenta, ci sta, irriverente eccome!
Ma disumana… mi pare eccessivo, pur parlando laicamente di satira.
Comunque, personalmente ho apprezzato sia la vignetta di Vauro che quella di Nat (sarà perché non appartengo alla setta pentastellata?)…
Sostanzialmente il significato (o almeno la mia interpretazione) è simile, ma espressa visivamente in modo alquanto differente.
All the best
La vignetta di Vauro la trovo vecchia e acida. Tuttavia, mostra coraggio e ha il dono della sintesi.
La vignetta di Nat la trovo dolce e mi ha fatto sorridere.
Prima aspettavo le 23 per vedere da Santoro la chiusura di Vauro, ora non mi perdo un post del tuo blog.
Sono d’accordo che la morte non debba essere un tabù, ovviamente, e non posso che rispettare il tuo gusto di “giusta e azzeccata” (de gustibus…) pur se il mio gusto è diverso.
Vauro è stato uno dei tuoi maestri (si dice così? o forse “fonte di ispirazione”) e i maestri si rispettano sempre, ma per me hai raggiunto una raffinatezza notevole tutta tua, e da molto tempo.
Condivido quello che dici, ma se confronto la tua vignetta “In morte di Casaleggio” con quella di Vauro dite tutti e due la stessa identica cosa, ma la tua é molto più umana e riesce a trovare un lato divertente anche in un evento triste come la morte. Complimenti.
🙂
È difficile interpretare il pensiero altrui.Forse Casaleggio era considerato l’anima(tore) del Movimento e Grillo può sentirsi incapace di muoversi senza di lui?Mi riferisco alla vignetta di Vauro,che apprezzo. Tu sei sempre bravissimo e basta.