Un anno fa

Un anno fa in questi giorni arrivavo in mezzo al nulla e iniziavo a pubblicare un diario chiamato ‘Niente da segnalare’: la storia di uno che si era perso – “Lattementa!” – e, in compagnia di un cane cattivo ma senza nome, ritrovava un pezzo di se stesso in un posto sperduto.
Quella ambientata a Sperdutoli era la prima storia che pubblicavo dai tempi di ‘Cenere’, uscito due anni prima. Complicatissima, piena di roba, tutto il contrario del suo titolo che prometteva leggerezza. Allora non capivo bene dove andasse, quel racconto.
Ora forse la traiettoria è più chiara.


Un anno fa… è comiciata con lo Psy, poi Sperdutoli, la Casa del Fico 🏡 Balla coi tafani 🪰 Greta 👱 Vladimiro e Stanislao🕵️🕵️
E poi il Faggio con i cugini Pino e Alberto🌳🌲 Lello e il babbo🦇🦇 la strega delle 3 🧙 la panchina, i tramonti 🌄
Nat 💙❤️ e CC🐾 e poi chissà cos’altro ho lasciato. Eh si, guarda un po’ quante cose ci sono da segnalare anche nei posti Sperdutoli… 🥲 ❣️
E Greta, ovviamente
D’altronde Michelangelo diceva che la scultura c’è, occorre solo togliere il marmo intorno.”Vado in scena che mi pare di sapere nulla ma quando attacca la musica divento Tosca, Turandot, Batterflay…”(Callas.)L’artista è così.Cosi’ anche tu il libro c’era già in testa occorreva solo mettere i punti le virgole…o no? Adesso non rimane che leggere!
poi mi dirai, cosimo!
Quanto mi ha fatto compagnia il diario da Sperdutoli!
La mattina in ufficio aspettavo la tavola quotidiana.
Ad un amico che cerca casa in Maremma, una specie Spedutoli frazione Perdilinea, ho segnalato il tuo lavoro.
Gli ho anche detto che lì il tempo viene scandito in modo…naturale… 😂
Quest’anno, invece, si aspetta settembre.
Evvabbè… sennò ci viziavi troppo!
Però dai: 160 pagine inedite!
La ricompensa dopo l’attesa…
Non vedo l’ora!
Non so se è colpa de mio telefono ma il blog mi funziona strano…
mi pare tutto in regola
Bella quella storia. Col finale a sorpresa 🤣. I miei preferiti erano Vladimiro e Stanislao.
alla fine erano diventati simpatici anche a me!
Sperdutopoli mi ha ricordato un po’ l’ambientazione del film “La casa dalle finestre che ridono”: il bar con i vecchietti, il posto spertuto, un po’ fuori dal mondo. Cmq attendo con ansia l’uscita di questo nuovo libro, come fatto per Cenere, che ho comprato doppio per regalarne una copia a un’amica carissima 🤗
Mamma mia, Roberta film terribilmente spaventoso!
Aspetto il nuovo libro!
Ho nostalgia di Sperdutoli e della sua atmosfera…
Qui il problema é che Sanchez é alla frutta e da come sta andando a Ceuta passerá a breve al caffé mentre Giorgia tra poco piú di venti giorni stabilirá il record di longevitá per un governo repubblicano e vista la situazione di grillini e sinistrati, rischia seriamente di ribattere il Berlusca come il presidente del consiglio di maggior durata in carica… sará difficile battere il record assoluto del Pelatone ma se a sinistra continua cosí il nulla assoluti, nulla é impossibile!! Dovresti farci su un racconto epico, NAT
Gentile Roberta: proprio no! È un film bruttissimo! Visto anni fa e ancora ricordo l’orrore del prete che si denuda.Sperdutopoli io la vedo come Ceglie di fine anni ’60 con vaso di basilico e di geranio davanti alle finestre,con le telecamere a circuito chiuso (cioè) le signore che sì avevano la corona del rosario in mano, ma che non sfuggiva niente! E poi il profumo del ragù (senza carne) i soldi erano pochi ma le polpette di pane non mancavano mai.A mezzogiorno chiunque si affacciasse alla porta veniva invitato ad una forchettata di orecchiette con cacio ricotta. Immagino: “tras tras uagnio’ (sarebbe Nat) accuchij c’è bel cagnul” Traduzione: entra entra ragazzo, siediti alla tavola,che bel cagnolino! (Sarebbe cc.)
Quest’anno ho avuto il privilegio di viaggiare in un posto lontano, dove ho dovuto tradurre le cose più semplici e mi sono sentita una giovane studentessa.
Di bello c’è che confrontarsi con degli “alieni” ti fa accorgere di tante cose.
Di brutto c’è che passare il tempo tradurre le cose più semplici può diventare un modo per non pensare e insomma, fuggire.
Invece, andare in mezzo al nulla, per giunta senza portarsi dietro da lavorare, costringe a stare con se stessi la maggior parte del tempo.
“Ti vieni a noia, tu e le tue sempiterne dinamiche, e la noia di sé fa benissimo, è meglio del fertilizzante” (cito a memoria dal blog di Lia, non lo trovo più)