Lettera aperta a Giorgia Meloni
(𝑃𝑟𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑛 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑢𝑏𝑟𝑖𝑐𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑒 𝑁𝑜𝑛 𝐿𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑎𝑝𝑒𝑟𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑚𝑖𝑒𝑟 𝑀𝑒𝑙𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝐼𝑙 𝐹𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑄𝑢𝑜𝑡𝑖𝑑𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑙 13 𝑓𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎𝑖𝑜 2026).

𝘾𝙖𝙧𝙖 𝙂𝙞𝙤𝙧𝙜𝙞𝙖,
scrivo a te direttamente. Giorni fa, per difendere il comico Andrea Pucci – l’invitato a Sanremo scappato dopo le accuse di sessismo e simpatie fasciste – hai deciso di 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗼𝗻𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝘃𝗶𝗴𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮.
Ma guarda un po’: di tutti i vignettisti che ci sono in Italia te la prendi sempre con me!
Ma mi sta bene: libero Stato, libera satira e libera pure la critica.
Il fatto è che hai elencato una per una le mie vignette che meno ti sono piaciute e 𝗾𝘂𝗲𝗶 𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝘁𝗶 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶 hanno iniziato a portarle in giro per social e trasmissioni tv. Ovviamente sempre trasmissioni in cui gli ospiti sono lì per denigrare il mio lavoro e io vengo 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝘂𝗺𝗮𝗰𝗶𝗮, ma di questo non hai colpa. L’altra sera 𝗗𝗼𝗻𝘇𝗲𝗹𝗹𝗶 ha addirittura stampato i miei disegni e li ha portati in una trasmissione serale su Rete 4, mostrandoli con una faccia seria seria: giuro che non si capiva quale – fra quelle sui fogli e quella seduta sulla sedia – 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮. Per far ridere ancora più delle mie vignette, mi ha accusato di aver fatto divorziare tua sorella e tuo cognato! 𝗖𝗼𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝗴𝗻𝗲𝘁𝘁𝗮! Mi ha scritto mia zia da Napoli – che, poveretta, guarda Rete 4 – preoccupata per quello che “𝘴𝘵𝘢𝘷𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘣𝘪𝘯𝘢𝘯𝘥𝘰”.
Ma la domanda, Giorgia, è: 𝗰𝗵𝗲 𝗰’𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗣𝘂𝗰𝗰𝗶?
Poniamo che siamo 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗺𝗯𝗶 𝘀𝗲𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗶, che lui è di destra e io di sinistra: uguali ma contrari, ok? 𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 𝗵𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗲 𝘃𝗶𝗴𝗻𝗲𝘁𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗮𝗹𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼𝗻! Le mie cose le guardano i poveri cristi che comprano questo giornale, nessuno – 𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘋𝘰𝘯𝘻𝘦𝘭𝘭𝘪 – le ha portate in tv. Il paragone con Pucci non regge.
Ma sai che ti dico? Per me va bene essere 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗲𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼, la tua bestia nera (𝘱𝘪𝘶’ 𝘣𝘦𝘴𝘵𝘪𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘦𝘳𝘢, 𝘮𝘦 𝘯𝘦 𝘥𝘢𝘳𝘢𝘪 𝘢𝘵𝘵𝘰): 𝙡𝙖 𝙨𝙖𝙩𝙞𝙧𝙖, 𝙨𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙛𝙖 𝙞𝙣𝙘𝙖𝙯𝙯𝙖𝙧𝙚 𝙣𝙚𝙨𝙨𝙪𝙣𝙤, 𝙣𝙤𝙣 𝙚’ 𝙨𝙖𝙩𝙞𝙧𝙖. E comunque preferisco essere il cattivo di questa storia, visto il livello dei buoni.
Però, me lo fai un favore? 𝗠𝗶 𝗳𝗮𝗶 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗦𝗮𝗻𝗿𝗲𝗺𝗼?
Sai zia come sarebbe contenta…

https://youtu.be/DAry49ewPok?si=gIk24zrILe0MH7Di Voterà No anche l’avvocato prof.Coppi, che spesso ha difeso Berlusconi;comunque Nat a Sanremo non sfigureresti! Certo non cantando! Ma disegnando i vari episodi della serata come faceva Vauro nella trasmissione di Santoro (adesso mi sfugge il nome.)
Il livello di vigliaccheria di questi politicanti da strapazzo è allucinante. Stanno istigando la popolazione alla violenza. A Monferrato, subito dopo l’assassinio di Zoe Trinchero, stava per scapparci un altro morto innocente, un ragazzo di colore accusato, pare dagli amici dell’ assassino, di essere il colpevole. La gente stava per linciarlo.
Meno male che la polizia e la magistratura hanno ancora la mente ragionevolmente lucida per non farsi influenzare da questo clima avvelenato.
Cosa c’azzecca????
Il fatto che il pdc faccia collezione di bersagli? E che gran parte del sistema mediatico abbia come principale obiettivo l’esasperazione degli animi?
Nat si difende bene. Altri purtroppo no
Ps E metticelo qualche punto interrogativo
Lascia Sanremo ai pagliacci come loro. Ieri vedevo su la 7 una brava ragazza, ex pallavolista, laureata, che non riesce a tirare avanti la famoglia senza l’aiuto dei suoi genitori visto che il lavoro decente, pagato il giusto, e’ ormai merce rara.
Proposta per i politici al governo: invece di andare a fare i pagliacci su Rete4, a Sanremo o da Vespa cercate di lavorare una volta tanto e risolvete i veri problemi della gente, che ce ne sono, eccome.
Dipende in cosa é laureata… se ha fatto lettere antiche o psicologia, inflazionatissima, posso anche capire la disoccupazione. Se poi non fosse disposta a spostarsi, peggio ancora!
😂😂😂😂😂😂😂😂
Scritto con fine ironia, parole come stilettate pungenti ma divertentissime (pure giochi come ‘s’offrono’ 😄), però, però, però…
Questo modo poco rispettoso di rivolgersi alla pdc, tipico di chi è sessista, non è tollerabile.
Ma che si scrive ‘cara Giorgia’??? No ma dico io, che è la tua zia preoccupata?
La forma esigeva: ‘carO Giorgia’
Le basi proprio, eh!
Ahahahahaha Già! Un po’ di rispetto per la famosa Etichetta perdinci!!
Giusto Alessandra! È tutta una questione di linguaggio ed etichetta. 😁
Come l’etichetta da sessista che hanno appiccicato alle vignette per nascondere e manipolarne il significato.😉
Risposta sublime all’ atteggiamento intimidatorio ‘ora ti scateniamo contro tutti i nostri camerati’. E il peggio è che i decerebrati alla Barro eseguono gli ordini, ciecamente. Io mi arrabbio ma come Qualcuno mi ha suggerito, è molto meglio deriderli, giustamente! Ariannina 🙄 dovrebbe ringraziare se Nat le ha fatto aprire gli occhi su chi aveva in casa e Puccipicci e Sanremo stanno a Natangelo come il cavolo sta alla merenda, il vero “conico” è quello difeso da Gioggia! Comunque tutti gli insulti e la polemica scatenata dai Poponiani…
..Sono benzina, tutta benzina nel serbatoio di Nat (semi cit. da pag 93 di Cenere)
Questa lettera è un capolavoro.
C’è tutto… ironia, verità, sintesi e perfino “conicità”!
Tua zia deve essere fiera di te!
Bravo nat, non accettare compromessi, sei una persona in gamba…. Avanti con la democrazia!!!
Ti adoro.
GRANDE.
Anche io sarei contenta.
Divertente e coraggiosa. Non guardo il festival di Sanremo, ma se ti chiamano prometto di incrementare l’audience.
Di’ alla zia di non guardare rete 4, campo di gioco di porro, del debbio, ecc la crema della disinformazione berlusconiana del capostipite fede.
Rete4: se la conosci la eviti.
Anche secondo me va chiamata al maschile, CarO Giorgia, SignOr Presidente. Poi mi dovranno spiegare come mai qui il Gender Fluid va bene.
Grande Nat!
Credo che essere additato da Donizetti come il male sia il miglior segno che il tuo lavoro sia ben fatto.
Io lo inserirei a curriculum…
Ola Nat
La miglior replica che tu potessi produrre: sul pezzo, sintetica, decisamente NON volgare.
No other words …
Chapeau
Grazie degiom
voli troppo alto per questa gente… non ti segue
Sarebbe la volta che guardo Sanremo…
Manifestazione che almeno un merito l’anno scorso lo ha avuto, almeno per un breve periodo: il nome “Giorgia” è tornato a riferirsi alla nostra miglior cantante – come dovrebbe essere – e non a un politico (al maschile come da di lui preferenza)