Regeni, Dieci anni

Il 25 gennaio 2016 scompariva un ragazzo di 28 anni: Giulio Regeni, ricercatore al Cairo. Nove giorni dopo fu ritrovato morto ai lati della strada che collega la capitale ad Alessandria, con segni di tortura sul corpo. Oggi, dieci anni dopo, la verità su Giulio non c’è ancora mentre il regime di Al Sisi è ancora al suo posto e l’Italia al suo fianco. I governi italiani in questi dieci anni non sono riusciti a ottenere nulla e oggi Regeni rischia di essere solo una causa dimenticata.
A maggio del 2016 partii per il Cairo: volevo vedere i luoghi dove Giulio era stato e raccontare un pezzetto microscopico di quella realtà incomprensibile. Ne nacque un reportage a fumetti, pubblicato da Il Fatto Quotidiano il 22 maggio 2016.
E’ un lavoro al quale voglio ancora bene e non mi sembra invecchiato male (anche se si perdono alcuni riferimento all’attualità, come quello del volo EgyptAir 804, precipitato in mare pochi giorni prima del mio rientro in Italia dall’Egitto).
Non dimentichiamo Giulio Regeni, raccontiamo la sua storia.
Per Giulio, Paola e Claudio, i suoi genitori.
Se volete leggere il mio racconto, lo trovate a questo link.


Grazie per aver ricordato Giulio Regeni, per tenere alta l’attenzione sulla vicenda e grazie per i tuoi reportage, Mario Natangelo.
Avevo letto il tuo racconto su Regeni e già allora mi era piaciuto il tuo modo delicato di raccontare l’ indicibile. ( Poi ti guardavo ogni tanto sul fatto ma la passione è nata con Cenere.) Comunque grazie per aver ricordato un omicidio con annessa tortura che i nostri politici non sono o non hanno voluto risolvere con l’Egitto del bastardo dittatore, anzi gli hanno sempre fornito armi e fatto con lui affari di ogni genere. Tutto come nella norma, come col genocidio dei palestinesi e con tutto il porcume che continuano a fare col resto del mondo. Un abbraccio ai genitori di Giulio
Ecco! Cosa è capace di fare un vignettista (bravo), chi mai avrebbe letto un pomposo editoriale magari di due pagine su questa triste vicenda?Io no certamente.
Caro Nat ti apprezzo sempre moltissimo e oggi che ricorrono dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni l’hai voluto ricordare con la tua solita delicatezza. Non dimentichiamolo.
Grazie Lidia
Grazie per quello che hai fatto.
Dopo tanto anni nessuna verità. O meglio, la verità sta nell’omissione.
Non dimentichiamo neanche che Al-Sisi è lì dopo un colpo di stato che ha annullato l’ esito delle elezioni vinte dai Fratelli Musulmani, che sono stati incarcerati, torturati e uccisi – non c’ è solo Giulio Regeni insomma. E perché l’ Europa non si indigna? Perché Trump non manda un commando a catturare il dittatore? Che domande…
È davvero doveroso e anche doloroso ricordare Giulio Regeni. Sarà molto difficile che i colpevoli siano puniti come meritano, però anche fare luce sulle responsabilità “extra-egiziane” non sarebbe male.
Chiaro che il governo egiziano non intende rendere pubbliche le reali responsabilitá. Sarebbe piú che altro interessante capire le motivazioni del delitto, anche se da quel che se ne sa sembra che Reggeni abbia disturbato qualche trafficone egiziano con il suo reportage e questi ha decretato la sua condanna… Per sapere i colpevoli alla prossima rvolta