Oggi in edicola!
La scorsa settimana, nella mia rubrica “Come Non Letto” su Il Fatto Quotidiano, mi sono occupato del caso della vignetta di Charlie Hebdo sul dramma di Crans-Montana e di cosa la satira possa o non possa fare. Ho ricevuto tantissime reazioni e commenti, tutti molto interessanti, e vi ringrazio tanto! Su Il Fatto Quotidiano oggi in edicola ho risposto alla lettera di Angelo Iorlano: potete leggere il nostro scambio sul giornale in edicola o nell’edizione online!


Forse Angelo temeva che Nat si fosse un po’ arreso e stancato di fare satira. Meno male che la risposta ha tolto ogni dubbio, ma io non ne avevo, caro Nat. Anche perché altrimenti noi come faremmo senza??
(evviva la candela!) 😉
Fenomenale!!!!!!avevo scambiato la quarta persona (per via del naso e non solo per pinocchio e invece ,visti i tacchi alti,dovrebbe essere una donna che non conosco…..ma fa niente
Mah, per me la satira è quella di chi deride i potenti.
Le vignette di C.H. su Rigopiano, Amatrice o Crans Montana non trovo che siano satiriche ma solo spiacevoli e offensive come le risate di quelli che vedono un poveraccio scivolare e cascare per terra.
Nat, a te quelle vignette hanno davvero fatto ridere ?
Per me non hanno alcuna valenza se non quella di voler fare indignare qualcuno che poi attacchi Charlie Hebdo. “L’ importante è che si parli di noi”.
Trovo quasi più simpatico quello che aveva incontrato per strada Capezzone e gli aveva tirato un cazzotto.
Almeno se l’ ha presa con un deputato, uno assai più potente di lui.
Attenzione: il sottoscritto non giustifica la violenza nei confronti di qualsivoglia potente di qualsiasi colore politico. Quando hanno tirato il duomo in faccia a Berlusconi mi è dispiaciuto molto.
Mi viene da citare – per proprietà transitiva – un maestro caro al Nat :
“…tanto ci sarà sempre, lo sapete
un musico fallito un pio un teorete
un Capezzone o un prete
a sparare cazzate…”
@Bongo
Conosco bene lo stile di CH e raramente mi ha fatto ridere. Quando tutti in Italia si stracciavano le vesti “Je suis Charlie”, sapevo che il 99,9% di loro non aveva mai letto nessuna vignetta; sapevano solo che CH se la prendeva con gli islamici. Infatti, quando sono arrivate le vignette su Amatrice ecc., gli stessi bravi italiani che predicavano la libertà di satira sugli “altri” hanno invocato punizioni esemplari e raid diplomatici…
Il punto è che CH fa del sarcasmo, non dell’umorismo.
Da qualche parte ho letto che l’umorismo per definizione fa ridere tutti, anche il bersaglio della battuta.
Il sarcasmo invece è aggressività mascherata da risata, quindi il bersaglio, di solito, non ci trova proprio niente da ridere.
Bongo: Non sono assolutamente d’accordo! Chi ha detto che le vignette debbano per forza far ridere, anzi.Devono scuotere le coscienze! Se qualche volta hai letto il Vangelo, Gesù si serve non della satira ma di esagerare gli eventi proprio come la satira.Anche il capo dei pubblicani Zaccheo promise di restituire 4 volte le sue “ruberie” mascherate da tasse.Ma ci sono tanti altri esempi di “satira” nel Vangelo.A mio parere le vignette (quelle “intelligenti”) fanno capire subito il problema senza leggere lunghi e a volte farraginosi articoli di giornali.Un cordiale saluto!
Sono di questo parere anch’io, Cosimo.
Cari Close the Door e Cosimo:
siamo tutti d’accordo che le vignette “satiriche” non necessariamente debbano fare ridere ma riflettere. Anche Nat, che è un grande umorista, realizza molto spesso delle vignette molto amare, ma che hanno sempre un bersaglio o un fine facilmente identificabile.
Siamo anche tutti d’accordo che oltre all’ ironia e all’ umorismo anche il sarcasmo sia uno strumento della satira.
Quello che volevo dire è che nelle vignette di C.H. oggetto di analisi, non è chiaro il bersaglio.
Quale fine si propongono ?
Quali i mores da castigare ?
Gli sciatori brules sono una critica alla Svizzera ed ai suoi amministratori ?
Le penne al sugo e gratinate di Amatrice sono una critica al sistema italiano ?
Quando per giustificare una tua vignetta ne devi fare dopo un’ altra per spiegare cosa volevi dire forse la prima poteva anche rimanere dentro la penna.
Va anche detto però che io nella mia vita sono cresciuto leggendo solo Il Male, Cuore e Satyricon quindi probabilmente non ho i mezzi per apprezzare una satira raffinata come quella francese.
Bongo: Certamente il vignettista ha le sue “regole” altrimenti sarebbe un’ imbratta tele! Ripeto la vignetta deve colpire il bersaglio come un’ articolo di giornale, se poi fa anche sorridere meglio! Non dimentichiamo che il vignettista è un professionista.Poi possono anche non piacere,le vignette non sono dogmi.Un cordiale saluto.
Ciao Cosimo, quei pirla francesi non meritano oltre la nostra attenzione. Stammi bene e spero non arrivi anche da voi il ciclone spaccamaroni che è passato qui.
W la Puglia anticiclonica 👋