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Come Non Letto: da Natale a Santo Stefano

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Ecco la mia rubrica “Come Non Letto” pubblicata da Il Fatto Quotidiano giovedì 11 dicembre 2025

Si avvicina il Natale e si sente di nuovo pronunciare una parola: “𝑪𝒂𝒓𝒄𝒆𝒓𝒆”. Il 14 dicembre sarà il 𝐠𝐢𝐮𝐛𝐢𝐥𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢, istituito dalla buonanima di Papa Francesco, uno che nelle carceri ci stava con più piacere che in curia: “𝑆𝑖 𝑎𝑠𝑠𝑢𝑚𝑎𝑛𝑜 […] 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑚𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖𝑎 𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑛𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑎𝑑 𝑎𝑖𝑢𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑒 𝑎 𝑟𝑒𝑐𝑢𝑝𝑒𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑓𝑖𝑑𝑢𝑐𝑖𝑎 𝑖𝑛 𝑠𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎’”, disse a maggio 2024. Ma chissenefrega del Papa, 𝐟𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞’ 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐛𝐨𝐫𝐭𝐨. O finoc*hi.

Poi la scorsa settimana, il presidente del Senato 𝐈𝐠𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐋𝐚 𝐑𝐮𝐬𝐬𝐚 ha proposto un provvedimento da approvare “𝑛𝑒𝑙 𝑐𝑙𝑖𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑏𝑜𝑛𝑡𝑎’ 𝑑𝑒𝑙 𝑁𝑎𝑡𝑎𝑙𝑒”: un mini-mini-indultino, per liberare chi sarebbe comunque uscito poche settimane dopo. 𝐍𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞: respinto dal suo stesso governo, che misura la sicurezza in base a quanti corpi tiene stipati nelle celle.

“𝑄𝑢𝑖 𝑠𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑟𝑒𝑐𝑐𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑜𝑚𝑖𝑛𝑖: 𝑓𝑒𝑐𝑐𝑖𝑎, 𝑐𝑟𝑖𝑚𝑖𝑛𝑎𝑙𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖, 𝑠𝑡𝑒𝑟𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑒, 𝑚𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑓𝑖𝑙𝑜𝑠𝑜𝑓𝑖 𝑠𝑐𝑜𝑚𝑜𝑑𝑖, 𝑟𝑖𝑣𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑟𝑖, 𝑎𝑛𝑎𝑟𝑐ℎ𝑖𝑐𝑖”: così l’attore Andrea Pennacchi introduce 𝑳’𝒆𝒓𝒈𝒂𝒔𝒕𝒐𝒍𝒐 𝒅𝒊 𝑺𝒂𝒏𝒕𝒐 𝑺𝒕𝒆𝒇𝒂𝒏𝒐, 𝒇𝒊𝒏𝒆 𝒑𝒆𝒏𝒂 𝒎𝒂𝒊 di Stefano Tamiazzo (Ultima Spiaggia, 20 euro) (complimenti all’editore per il nome azzeccato).

Il carcere di Santo Stefano è 𝐮𝐧’𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚-𝐩𝐞𝐧𝐢𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐀𝐥𝐜𝐚𝐭𝐫𝐚𝐳 costruita dai Borbone nel 1775 e attiva fino al 1975. Da allora giace in stato di abbandono e Tamiazzo la resuscita in un racconto a fumetti in 19 capitoli che ne attraversa tutta la storia, passando da Sandro Pertini (che vi fu rinchiuso) a Fra’ Diavolo. Ho divorato questo racconto – rappresentato graficamente da una lunga e claustrofobica catena – durante un viaggio in treno. Anzi, non l’ho divorato: 𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐬𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐫𝐜𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨. Non c’è salvezza, nelle tavole di Tamiazzo. Non c’è redenzione. Un’umanità perduta. E leggendolo non si può non pensare all’oggi: al 10 dicembre, 𝐢 𝐬𝐮𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐫𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝟕𝟐. E i Borbone non ci sono più, c’è solo questa pelosa pietà che dura – è proprio il caso di dirlo – 𝐝𝐚 𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨.

Falla girare!

8 commenti

  1. Alessandra 00 14 Dicembre 2025 at 10:59 - Reply

    La situazione dei penitenziari è indecente e al limite anzi, oltre il limite: si sa che sono i più disperati a soffrire del sovraffollamento carcerario, i “rubagalline” e questo mi fa inc@zzare tanto perché la legge non è uguale per tutti e ormai noi popolo lo diamo per scontato!
    C’è una frase molto citata che dice “Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo” e la trovo adattissima quando i governanti parlano di Sicurezza (con la esse maiuscola, perché per loro è argomento importante ma giusto a chiacchiere e basta).
    Mi piace “Come non letto” perché ogni settimana ci presenta un argomento affrontato in forma di fumetto. Confesso che fino a non molto tempo fa prendevo i fumetti come svago, trascurando la potenza delle arti visive e invece.. Mi sono ricreduta anche leggendo gli articoli di Natangelo.

  2. Cosimo Epicoco 14 Dicembre 2025 at 14:03 - Reply

    Alessandra 00 La Legge non è uguale per tutti! 1) perché obbliga ad avere un difensore,e quindi c’è il difensore d’ufficio e il difensore da cento euro a sillaba! 2) i tempi biblici dei processi.3) il carcere non “rieduca” affatto!” Proprio ieri sera riascoltavo il processo che riguardava Angelo Izzo ( strage del Circeo per intenderci) Giubileo dei detenuti? Figurati papa Leone 14 cosa dirà mai!

    • Alessandra 00 15 Dicembre 2025 at 10:16 - Reply

      Per togliere ogni dubbio caro Cosimo, ieri ho scritto che la legge non è uguale per tutti e ormai sembra un fatto accettato da tutti, purtroppo

  3. Donatella 14 Dicembre 2025 at 15:26 - Reply

    Questo tuo scritto mi fa venire in mente la tragedia di Antigone, il conflitto tra le leggi umane dello stato, spesso ingiuste e crudeli, e le leggi non scritte, divine o morali, che ci fanno seguire la nostra coscienza. Antigone sceglie le seconde, l’ amore fraterno, la disubbidienza al potere costituito, pone la dignità umana al di sopra delle leggi dello stato fino alla morte. È giusto quindi porre la dignità umana e i valori al di sopra delle leggi dello stato o dobbiamo soccombere e accettare tutto ciò che ci viene imposto? Questi dubbi non sfiorano Antigone (non per odiare sono nata, ma per amare), la dignità di uno è la dignità di tutti

  4. Close The Door 14 Dicembre 2025 at 17:10 - Reply

    Da brava “buonista” solidarizzo, poi mi ricordo che in prigione c’è Gianni Alemanno. Se un senatore di destra pensa a un mini-indulto quando c’entra un suo compagno di partito, viene un mini-mo di dubbio. Carceri più civili, pene più certe!

  5. Cosimo Epicoco 15 Dicembre 2025 at 08:38 - Reply

    Gentile Close the Door: poi c’è sempre il Marchese del Grillo che diceva: …” Perché io so io e voi non siete un c…!” Infatti quel tal governatore condannato ad un buon quinquennio nella patrie galere mi pare sia libero e felice; o quel tal recente buon primario che è subitamente stato relegato agli arresti domiciliari (pare si facesse pagare anche il pane) ma si sa il denaro non fa la felicità! Immaginiamo come passerà il fine anno questo (Sic!) collega di san Giuseppe Moscati. (Se qualcuno mi dice ancora che la legge è uguale per tutti mi vesto da coniglietta!)

  6. Cosimo Epicoco 15 Dicembre 2025 at 10:54 - Reply

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/12/09/arrestato-primario-di-nefrologia-mazzette/8220884/ Sarà mica che quei miseri tremila euro faranno da inizio come avvenne per “mani pulite?” Mah! Per mani pulite avvenne una “pulizia” generale! Sì! Ma per far posto ad un letamaio maggiore!

  7. Borin 16 Dicembre 2025 at 09:03 - Reply

    TANTISSIMI AUGURI DI BUON COMPLEANNO!!! Grazie per il tuo genio che mi riporta il sorriso! 😁

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