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La cazzimma

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Vauro ha scritto un libro, uscito in questi gironi per Compagnia Editoriale Aliberti, che si intitola “io sono colpevole”: è una lunga intervista, quasi flusso di coscienza, di uno che la satira in questo paese l’ha fatta in lungo e in largo. Si parla soprattutto di Gaza e Palestina e di cosa significa raccontare in vignette un dramma come quello. E c’è anche un’ampia sezione di vignette: sezione a colori, per un autore che ha sempre disegnato in bianco e nero e capirete perché specifico leggendo il libro.
C’è tanto Vauro, quello vero. Ci sono i nasi adunchi, l’antisemitismo, il 7 ottobre, le flottiglie. E poi, leggendo, arrivo a questo passaggio sulla “cazzimma”. Ecco: per me – per chi fa un lavoro come il mio – è il complimento migliore possibile. E Vauro lo capisce: è toscano, e i toscani sono come i napoletani, solo che sono antipatici. E questa è cazzimma.
Grazie Vauro. Scusa se ti ho scritto un necrologio brutto. Quando muori te lo scrivo meglio. Viva la cazzimma.
Il libro, leggetelo. Merita

by |Published On: 5 Dicembre 2025|Categorie: news|17 Commenti on La cazzimma|

Falla girare!

17 commenti

  1. Antonio Somma 5 Dicembre 2025 at 11:58 - Reply

    In questi GIRONI… bene ma non benissimo 😀

    • Close The Door 6 Dicembre 2025 at 19:31 - Reply

      Su Wikipedia mettono “cazzima” e “iallià” come traducenti del tedesco “Schadenfreude”, che sarebbe la gioia maligna davanti alle disgrazie altrui. Nella cazzimma (cito) ” l’altrui male e’ cagionato dall’agente e non semplicemente da questi osservato.”

  2. SonOfaBit 5 Dicembre 2025 at 12:42 - Reply

    …Tengo ‘a cazzimma e faccio tutto quello che mi va
    Pecchè so’ blues e nun voglio cagnà’

    Pino Daniele

  3. Alessandra 00 5 Dicembre 2025 at 12:50 - Reply

    Vauro è un maestro ed un veterano, un toscanaccio che non sa tener a freno la lingua a costo di litigare con gli amici, a volte polemico, ma per questo è Uno vero, Verace, come sanno essere i toscani ed i napoletani. A me piace molto, come non è un mistero che io adori Natangelo <3 ed complimento come quello (la cazzimma) fatto da Vauro fa un gran piacere anche a me. Bravi entrambi.
    p. s. Quando muore Vauro, Badangelo dovrà trovarsi um altro anziano vignettista da prendersi in custodia 😁

  4. Laura 5 Dicembre 2025 at 13:17 - Reply

    La miglior satira politica… la fate voi 2!
    Siete attualmente i migliori rompico….i!
    A querele chi vince?

    • Claudiofinotello 5 Dicembre 2025 at 18:38 - Reply

      Anche Mannelli per me.

  5. edoloz 5 Dicembre 2025 at 14:54 - Reply

    Si ma, la cazzimma cos’è?

    • Laura 5 Dicembre 2025 at 15:41 - Reply

      Direttamente dal sito dell’Accademia della Crusca.
      Una definizione più precisa di cazzimma ci è data però dal noto cantautore partenopeo Pino Daniele, cui dobbiamo, tra l’altro, una delle prime attestazioni di questa parola nella sua canzone manifesto A me me piace ’o blues (contenuta in un album del 1980), dove dichiara in modo provocatorio: «tengo a cazzimma e faccio tutto quello che mi va». A chi gli chiede che cosa sia la cazzimma, Pino Daniele risponde così:
      Già, “’a cazzimma”. Chi non è napoletano e non ha mai avuto modo di sentire questo termine, si chiederà giustamente di che si tratti. Ebbe’, “cazzimma” è un neologismo dialettale molto in voga negli ultimi tempi. Designa la furbizia accentuata, la pratica costante di attingere acqua per il proprio mulino, in qualunque momento e situazione, magari anche sfruttando i propri amici più intimi, i propri parenti […]. È l’attitudine a cercare e trovare, d’istinto, sempre e comunque, il proprio tornaconto, dai grandi affari o business fino alle schermaglie meschine per chi deve pagare il pranzo o il caffè (P. Daniele, Storie e poesie di un mascalzone latino, Napoli, Pironti, 1994, pp. 52-53).

      • natangelo 5 Dicembre 2025 at 16:50 - Reply

        io non mi trovo con questa definizione di cazzimma, che secondo me è cambiata negli anni. Per me – e per come la intende Vauro, altrimenti il discorso perde significato – la Cazzimma è quella punta di cattiveria sfacciata che gode di sè stessa. Più facile spiegarla con la battuta, credo, di Siani: “Vuoi sapere cos’è la Cazzimma? Non te lo voglio dire, questa è la cazzimma”

        • Claudiofinotello 5 Dicembre 2025 at 18:35 - Reply

          Infatti la cazzimma descritta da Laura mi sembra più un difetto che un pregio…

          • Laura 5 Dicembre 2025 at 19:28 - Reply

            Mai e poi mai e poi mai (da veneta 😅) mi sarei permessa di spiegare la parola cazzimma.
            Siccome la prima volta l’ho sentita nella canzone di Pino Daniele, ho solo riportato la sua definizione.
            Da quel che ho capito però è una parola con significati modificabili e interpretabili a seconda dei contesti in cuiviene usata.
            Una parola dal significato “aperto”.
            Giusto così Nat?

        • Gocciadichina 5 Dicembre 2025 at 20:47 - Reply

          Oh ecco finalmente una definizione chiara!
          Ogni volta che cercavo una spiegazione mi sembrava di capirla e poi invece mi sfuggiva via, mi dava l’idea di quelle parole in dialetto che non si riesce mai a tradurre veramente.
          La battuta di Siani l’avevo pure sentita però evidentemente non l’avevo capita così bene, presentata così invece la ricorderò.

    • Alessandra 00 5 Dicembre 2025 at 17:17 - Reply

      Ho sempre pensato che cazzimma sia un sinonimo di cazzuto, forse perché le due parole si somigliano. Dal vocabolario Zingarelli, Cazzuto: persona abile, capace, scaltro, che ci sa fare.
      Poi può anche darsi che mi sbagli…

  6. Alessandra 00 5 Dicembre 2025 at 16:01 - Reply

    Post post scriptum: Gne gne gne i toscani sono antipatici gne gne gne
    Accetto le critiche da toscana adulta gne gne gne 🤪 😂😂😂

  7. la cazzimma è come la garra degli uruguaiani. appena la spieghi la perdi.

    • Riccardo 6 Dicembre 2025 at 01:58 - Reply

      Quindi siamo dalle parti della fisica quantistica… 🙂

  8. Close The Door 6 Dicembre 2025 at 19:32 - Reply

    Su Wikipedia mettono “cazzima” e “iallià” come traducenti del tedesco “Schadenfreude”, che sarebbe la gioia maligna davanti alle disgrazie altrui. Nella cazzimma (cito) ” l’altrui male e’ cagionato dall’agente e non semplicemente da questi osservato.”

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