La cazzimma
Vauro ha scritto un libro, uscito in questi gironi per Compagnia Editoriale Aliberti, che si intitola “io sono colpevole”: è una lunga intervista, quasi flusso di coscienza, di uno che la satira in questo paese l’ha fatta in lungo e in largo. Si parla soprattutto di Gaza e Palestina e di cosa significa raccontare in vignette un dramma come quello. E c’è anche un’ampia sezione di vignette: sezione a colori, per un autore che ha sempre disegnato in bianco e nero e capirete perché specifico leggendo il libro.
C’è tanto Vauro, quello vero. Ci sono i nasi adunchi, l’antisemitismo, il 7 ottobre, le flottiglie. E poi, leggendo, arrivo a questo passaggio sulla “cazzimma”. Ecco: per me – per chi fa un lavoro come il mio – è il complimento migliore possibile. E Vauro lo capisce: è toscano, e i toscani sono come i napoletani, solo che sono antipatici. E questa è cazzimma.
Grazie Vauro. Scusa se ti ho scritto un necrologio brutto. Quando muori te lo scrivo meglio. Viva la cazzimma.
Il libro, leggetelo. Merita


In questi GIRONI… bene ma non benissimo 😀
Su Wikipedia mettono “cazzima” e “iallià” come traducenti del tedesco “Schadenfreude”, che sarebbe la gioia maligna davanti alle disgrazie altrui. Nella cazzimma (cito) ” l’altrui male e’ cagionato dall’agente e non semplicemente da questi osservato.”
…Tengo ‘a cazzimma e faccio tutto quello che mi va
Pecchè so’ blues e nun voglio cagnà’
Pino Daniele
Vauro è un maestro ed un veterano, un toscanaccio che non sa tener a freno la lingua a costo di litigare con gli amici, a volte polemico, ma per questo è Uno vero, Verace, come sanno essere i toscani ed i napoletani. A me piace molto, come non è un mistero che io adori Natangelo <3 ed complimento come quello (la cazzimma) fatto da Vauro fa un gran piacere anche a me. Bravi entrambi.
p. s. Quando muore Vauro, Badangelo dovrà trovarsi um altro anziano vignettista da prendersi in custodia 😁
La miglior satira politica… la fate voi 2!
Siete attualmente i migliori rompico….i!
A querele chi vince?
Anche Mannelli per me.
Si ma, la cazzimma cos’è?
Direttamente dal sito dell’Accademia della Crusca.
Una definizione più precisa di cazzimma ci è data però dal noto cantautore partenopeo Pino Daniele, cui dobbiamo, tra l’altro, una delle prime attestazioni di questa parola nella sua canzone manifesto A me me piace ’o blues (contenuta in un album del 1980), dove dichiara in modo provocatorio: «tengo a cazzimma e faccio tutto quello che mi va». A chi gli chiede che cosa sia la cazzimma, Pino Daniele risponde così:
Già, “’a cazzimma”. Chi non è napoletano e non ha mai avuto modo di sentire questo termine, si chiederà giustamente di che si tratti. Ebbe’, “cazzimma” è un neologismo dialettale molto in voga negli ultimi tempi. Designa la furbizia accentuata, la pratica costante di attingere acqua per il proprio mulino, in qualunque momento e situazione, magari anche sfruttando i propri amici più intimi, i propri parenti […]. È l’attitudine a cercare e trovare, d’istinto, sempre e comunque, il proprio tornaconto, dai grandi affari o business fino alle schermaglie meschine per chi deve pagare il pranzo o il caffè (P. Daniele, Storie e poesie di un mascalzone latino, Napoli, Pironti, 1994, pp. 52-53).
io non mi trovo con questa definizione di cazzimma, che secondo me è cambiata negli anni. Per me – e per come la intende Vauro, altrimenti il discorso perde significato – la Cazzimma è quella punta di cattiveria sfacciata che gode di sè stessa. Più facile spiegarla con la battuta, credo, di Siani: “Vuoi sapere cos’è la Cazzimma? Non te lo voglio dire, questa è la cazzimma”
Infatti la cazzimma descritta da Laura mi sembra più un difetto che un pregio…
Mai e poi mai e poi mai (da veneta 😅) mi sarei permessa di spiegare la parola cazzimma.
Siccome la prima volta l’ho sentita nella canzone di Pino Daniele, ho solo riportato la sua definizione.
Da quel che ho capito però è una parola con significati modificabili e interpretabili a seconda dei contesti in cuiviene usata.
Una parola dal significato “aperto”.
Giusto così Nat?
Oh ecco finalmente una definizione chiara!
Ogni volta che cercavo una spiegazione mi sembrava di capirla e poi invece mi sfuggiva via, mi dava l’idea di quelle parole in dialetto che non si riesce mai a tradurre veramente.
La battuta di Siani l’avevo pure sentita però evidentemente non l’avevo capita così bene, presentata così invece la ricorderò.
Ho sempre pensato che cazzimma sia un sinonimo di cazzuto, forse perché le due parole si somigliano. Dal vocabolario Zingarelli, Cazzuto: persona abile, capace, scaltro, che ci sa fare.
Poi può anche darsi che mi sbagli…
Post post scriptum: Gne gne gne i toscani sono antipatici gne gne gne
Accetto le critiche da toscana adulta gne gne gne 🤪 😂😂😂
la cazzimma è come la garra degli uruguaiani. appena la spieghi la perdi.
Quindi siamo dalle parti della fisica quantistica… 🙂
Su Wikipedia mettono “cazzima” e “iallià” come traducenti del tedesco “Schadenfreude”, che sarebbe la gioia maligna davanti alle disgrazie altrui. Nella cazzimma (cito) ” l’altrui male e’ cagionato dall’agente e non semplicemente da questi osservato.”