Come non letto: Staino, il “grullo” che fa pensare
Ecco la mia rubrica “Come Non Letto” pubblicata da Il Fatto Quotidiano il 18 settembre 2025
“Nel concetto dei toscani, chi non è un uomo libero è un uomo grullo” scriveva Curzio Malaparte, pratese illustre. Una frase che ben si attaglia al toscanissimo Sergio Staino da Piancastagnaio al quale Firenze ha dedicato, in piazza Duomo, la mostra Sergio Staino, L’arte di vivere tra satira e impegno e una sala nel palazzo della presidenza.
La sua creatura più celebre è Bobo, prototipo del militante comunista: ironico, sognante ma sempre ancorato alla realtà. Con moglie e due figli, proprio come Sergio, e incazzoso come lui. Quando l’ho conosciuto io, Staino non aveva il nasone e i capelli di Bobo, ma la chioma bianca e gli occhi vitrei per la malattia che lo stava rendendo cieco.
Ho esordito su L’Unità, con lui. E ci ho litigato. Litigate furenti come solo un toscano e un campano possono fare. Perché per lui chi non era libero – della sua precisa idea di libertà – “l’è grullo”, come direbbe Malaparte. Una libertà monolitica ma cangiante a seconda del momento, che finì per coincidere con la versione peggiore della (ehm) “sinistra” italiana: Matteo Renzi. Scelta di cui poi si pentì (che sorpresa!).
La mostra fiorentina, curata da Pio Corveddu e Dario Dino-Guida e prodotta da Lucca Crea con il supporto della Regione Toscana, ci restituisce uno Staino vivo: quello che – nell’intimo del tavolo da disegno – discuteva con i suoi fogliacci di carta.
Venite a vederlo: tra le vignette esposte sentirete la sua voce baccagliare di lavoro, conflitti, ecologia, amore, famiglia. Bravi quelli di Lucca Crea che, mentre intorno c’è la corsa al fumettista con più follower, investono energie per fare cultura e celebrare un autore satirico così importante e discusso. Ho amato lo Staino di Bobo, meno il vignettista nei suoi ultimi anni, ma era un autore dannatamente vivo. E una Sala Staino mi piacerebbe fosse come lui: un posto in cui si discute e si litiga ferocemente, ma su temi civili e non fuffa. Che bello, Sergio. Grazie, Sergio.
E vaffanculo, Sergio.


https://youtu.be/T3KLtgwHZ64?si=ZRsEU32tU6HUpAa8 Infatti litigare con i napoletani non conviene!
Sono felice che si facciano mostre che celebrano i “maestri” e non si parli soltanto dei “fenomeni” del momento. C’è sempre qualcosa da imparare da chi ci ha preceduto, nel bene (grazie Sergio) e nel male (vaffanculo Sergio) 👏
Ma che bello questo ritratto!
È una bellissima iniziativa. Grazie per averne parlato
❤️