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Basta ebrei e nazisti, parliamo di Anne

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“Il Diario di Anne Frank” – Nadji, Ozanam – Star Comics

Da Il Fatto Quotidiano – 27 gennaio 2021

E’ il diario più famoso al mondo: pubblicato la prima volta nel 1947 con il titolo “Il retrocasa: annotazioni al diario dal 12 giugno 1942 al 1 agosto 1944” e conosciuto più semplicemente come ‘Il diario di Anne Frank’, arriva dalla Francia in forma di fumetto.
La storia è nota: Anne, giovane tedesca rifugiata in Olanda, resta nascosta per due anni insieme alla sua famiglia e altri clandestini in un appartamento segreto (il ‘retrocasa’, appunto) ad Amsterdam per sfuggire alle persecuzioni naziste. Morirà in un campo di sterminio ma il diario, scritto nel retrocasa e ritrovato dopo la liberazione, renderà immortale la sua storia: tradotto in quasi 70 lingue, diventa soggetto per film, cartoni animati e addirittura un musical (la povera Anne – impegnata a nascondersi dai nazisti evitando ogni rumore – che canta e balla negli spazi angusti di un nascondiglio?). Nel 2016 la ‘Escape bunker’, una sala giochi olandese, inaugurò una ‘escape room’ a tema Anna Frank: l’obiettivo del gioco era farsi rinchiudere nella riproduzione del nascondiglio dei Frank e, avendo un’ora di tempo per risolvere indovinelli e rebus, guadagnarsi la libertà.
Ecco, a parte alcune bizzarrie di questo tipo, ogni trasposizione del diario ha ridato vigore alle parole di Anna Frank, ma il fumetto rimane il mezzo che meglio permette di trasformare con precisione il testo scritto in immagini.

“Anne Frank – Diario” – Folman, Polonsky – Einaudi

Nel 2017 Ari Folman (Il regista israeliano di Valzer con Banshir) ha adattato il Diario in un graphic novel con le matite di David Polonsky e il libro ha ottenuto una nomination agli Eisner Award, gli oscar della nona arte. Un adattamento minuzioso, teso a riprodurre fedelmente il diario mostrando panorami, ambientazioni, abiti, utensili e gli utilissimi schemi per comprendere la struttura del nascondiglio. Il fumetto permette questo, certo. Ma il fumetto può fare anche di più.
Il diario di Anne Frank’ a firma di Ozanam e Nadji (il primo alla sceneggiatura, il secondo ai disegni), tradotto e pubblicato in italia dalle edizioni Star Comics, abbandona il didascalismo e preferisce destrutturare il testo. I due autori francesi non si preoccupano di ricostruire visivamente l’ambiente in cui Anne si muove: non c’è Amsterdam, non ci sono sfondi, tutto è ridotto all’essenziale con poche linee nervose. Anche la Storia, quella con i nazisti e i campi di sterminio, è fuori e lontana. L’edizione di Star Comics comprende un’appendice con molte informazioni e dettagli, ma l’obiettivo del fumetto è puntato su un altro fuoco: è dentro Anne.


Le parole si fanno da parte, spesso l’unico riferimento al diario è la data in cima a una tavola. I visi dei personaggi sono pochi tratti accennati per restituire le emozioni e non i tratti somatici, gli sfondi sono campiture di colore che raccontano la storia in modo semplice, quasi primordiale. Il bianco compare poco, all’inizio e in (pochi) altri momenti sereni: il resto sono alternanze di viola, magenta e seppia sempre più scure fino all’ultima pagina del diario che è completamente nera. Sul nero il lettore si ferma e ci si specchia. E, infine, un’ultima tavola dopo il nero. La vera tavola finale: tutta bianca, mostra il ritrovamento del diario. E la speranza che finchè questa storia sarà raccontata, il nero sarà solo una battuta d’arresto e mai la conclusione.

by |Published On: 31 Gennaio 2021|Categorie: news, recensione|3 Commenti|

3 Comments

  1. jftaron 31 Gennaio 2021 at 17:25 - Reply

    Una critica minuziosa e coinvolgente.

  2. ephraim76 1 Febbraio 2021 at 00:22 - Reply

    Comprerò sicuramente l’albo che recensisci! https://www.youtube.com/watch?v=JVfD7nwFXTI io vorrei invitarti a vedere questa produzione che lega l storia di Anne Frank con teatro, “marionette illustrate” e musica. Se non avessi letto la tua recensione avrei suggerito ad Alberto Pagliaro (autore di tutte le illustrazioni dello spettacolo) di fare il fumetto… Forse meglio non ora, forse meglio fra qualche anno, per rinfrescare ancora la memoria

beh?

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