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Qualche disegnino e una risposta

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Su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi ci sono un po’ di disegnini miei (lo dico per chi volesse ritagliarseli a giocarci a – boh – un gioco di carte qualsiasi)80868099_10156536359470064_8550332785917689856_o.jpgRubo un po’ di spazio a questo post per una risposta. Chi segue questo blog sa che leggo tutti i commenti anche se non rispondo a tutti.
Oggi rispondo a un commento ricevuto ieri alla tavola in cui scherzavo sugli ‘argomenti da non scherzare’, sul fatto che spesso e volentieri mi tuffo su temi sui quali sarebbe meglio non fare vignette o battute o prendere in giro (cioè, questo post). La tavola nasce, sì, dalla tavola del giorno prima sulla questione palestinese ma anche da altre discussioni private mie.
Il commento al quale risponderò è questo:
Immagine.png
Caro Nasty, questo blog è aperto a tutti. Siamo una comunità piccola, ma ci assomigliamo. Ci divertiamo, discutiamo, litighiamo, ci facciamo compagnia. Tante persone vengono qui ogni giorno, mi scrivono il loro pensiero, hanno un nick che mi permette di riconoscerli e di inquadrarli: c’è il polemico, il collezionista, la memoria storica, il critico, il metodico, il saggio e via così. Poi ci sei tu, da un po’ a questa parte: ho letto diversi tuoi commenti e mi ero fatto una vaga idea del personaggio sbarcato sui nostri lidi. Col tuo commento ultimo lo hai confermato: Nasty, mi spiace dirtelo ma sei ‘L’imbecille’.
1) Non conosci il mio lavoro ma non devo certo stare qui a giustificarmi o mostrarti tavole o vignette passate 2) cerchi solo polemica e hai la testa piena di imbecillità. E ora non venire a fare la vergine violata, ‘accetta le critiche‘, ‘ecco i dati di quello che dico‘ oppure ‘l’offesa è l’arma di chi non sa rispondere‘. La mia non  è un’offesa o un insulto, è un’analisi clinica.
Raramente rispondo, e ancor più raramente per dare dell’imbecille a qualcuno. Ma questo è il caso. Quindi incarta, prendi, porta a casa e facci il cenone di capodanno.
Noi tutti, ci risentiamo per la fine dell’anno <3

by |Published On: 30 Dicembre 2019|Categorie: news|22 Commenti|

22 Comments

  1. Andrea 30 Dicembre 2019 at 10:26 - Reply

    E per inciso: dove sta scritto che un vignettista deve occuparsi di ogni singolo argomento che la mente umana può concepire? A parte il fatto che io qualche vignetta in tema di religione la ricordo eccome, ritengo sia l’esatto opposto: è assai più “pericoloso” occuparsi di politica attuale che delle solite questioni trite e ritrite e che si ripetono sempre identiche a sé (l’eterno ritorno, per citare impropriamente Nietzsche: preti pedofili, terroristi islamisti ecc). Penso che Nasty (nomen omen?) abbia particolarmente in odio i terroristi musulmani (e ci mancherebbe altro), facendo però di tutta l’erba un fascio (propensione ad esplodere? Per quanto spesso provengano da culture ancora arretrate, cosa verissima, i musulmani non sono un’etnia di milioni di pazzoidi, bensì coloro che per primi soffrono la violenza islamista).

    Non capisco poi l’astio nei confronti di Travaglio: di fiuto ne ha eccome, invece! Solo che, i partiti legalitari, o anche solo limpidi, in questo paese sono sempre stati in minoranza perché gli italiani “onesti” fino in fondo sono appunto una minoranza: tra IDV, 5 Stelle, partiti di sinistra veri (da Sel a Rifondazione passando per PaP), più di metà paese ha sempre scelto destra e centro, e un’altra larga fetta ha optato per il PD solo quando è diventato di destra, non già con Bersani.

    • Il Travo e la pagliuzza 30 Dicembre 2019 at 11:19 - Reply

      Il dottor Nasti crede che leggere delle scelte politiche di Marco Travaglio faccia ridere il grande pubblico o perlomeno lo interessi. Temo che si sbagli. E più in generale non sono molti i lettori in grado di apprezzare battute sulle restrizioni culinarie di una religione che non praticano o che amino intrattenersi leggendo tutti i giorni infauste vignette sulla minaccia islamica (presunta o meno). Sai che ridere il blog di Nat, se seguisse la falsariga del Nasti. Praticamente un successone.

  2. Anonimo 30 Dicembre 2019 at 11:49 - Reply

    Analisi clinica. E il vaccino contro l’imbecillità ancora non l’hanno inventato (semi cit.). Poi, porcazzozza, una per tutte: la vignetta che ti è costata la collaborazione con Famiglia Cristiana sul coro di Ratisbona (vado a memoria, manco la cerco).
    Bah… ancora ne stiamo parlando?
    Buon anno Nat. Anche a Dibla e a Cane Cattivo.
    Beppe

  3. Per Elisa 30 Dicembre 2019 at 12:01 - Reply

    Intervengo per scrivere solo che questo blog mi piace.
    Non deve necessariamente trattare tutti i temi possibili e immaginabili, e non necessariamente il punto di vista di Nat deve coincidere con quello di qualcuno di noi.
    Quando ci sono dei temi per me troppo complessi su cui esprimermi (vedi “Palestina dalla fine della II guerra mondiale”, non sono mica Di Maio che chiama un tecnico della Farnesina e questo gli appronta un dossier riassuntivo…), o vignette che mi lasciano semplicemente un “embè?”, in silenzio passo. Ma leggo quanto hanno da scrivere gli altri e talvolta, scartando insulti e provocazioni, mi arricchisco.
    Ho una fiducia (forse non sufficientemente fondata, ma è quello che credo) nella capacità di evolversi del mondo islamico purché questo non venga abbandonato a se stesso e ai suoi più feroci maestri del terrore, ma si renda conto nel tempo che possono convivere differenti esperienze di fede, e squisitamente laiche, insieme, contemporaneamente. Vabbé, pensiero mio.
    Caro Nat, doverosa (e gravosa) era la tua replica personale a Nasty, forse troppo piccata perché collegata strettamente alle accuse che ti erano state rivolte. A me farebbe piacere, in futuro, sapere di più sugli argomenti che ti ispirano, se c’è di fondo un’idea precisa, o qualche riferimento cardinale, del mondo che vorresti. Spalle larghe, mi raccomando.

    Per Elisa ( Isoardi )

  4. Anonimo 30 Dicembre 2019 at 12:42 - Reply

    A parte gli imbecilli, i disegnini sono proprio fantastici!

  5. Armando 30 Dicembre 2019 at 12:46 - Reply

    L’umorismo nero non può mica sostituire la vastità della satira: nun ja fà!

    Nel prendere atto delle opinioni più disparate si possono talvolta notare dei punti fermi, espressioni sulle quali si può essere in disaccordo “ideologicamente” ma delle quali si concorda sul significato: politicamente corretto, buonista, ecc.

    Fermo restante che le leggi possano essere democraticamente modificate, quello che vorrei capire io è come vada valutata un vignetta da un punto di vista giuridico: Leggere eventuali sentenze non mi rende in grado di valutare autonomamente una vignetta differente.

    Per esempio: quando è che una vignetta sul disastri con deceduti può essere offensiva senza che si violino le leggi sulla “Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti”?

    Il fenomeno delle vignette pubblicate su tutte le prime pagine per lapidare perché offensive “maaanche” al contempo autocelebrare la “libertà di pensiero” sono certo servite a piazzare inserzioni pubblicitarie ma non a chiarire gli aspetti giuridici.

    Esiste un vademecum giuridico per vignettisti? Ne esiste una versione a fumetti per il pubblico?

    • Imbecille 2 30 Dicembre 2019 at 13:35 - Reply

      Autocelebrare la libertà di pensiero è una frase che semanticamente non ha molto senso. Celebrare la libertà di pensiero o autocelebrarsi come alfieri della libertà di pensiero, forse. La libertà di pensiero, in quanto entità astratta, non credo sia in grado di autocelebrarsi (con una vigna, per giunta).
      A parte che anche del resto non ho capito una beata mazza, ma detto in simpatia.

      • Amando 30 Dicembre 2019 at 16:44 - Reply

        Esistono diverse concezioni circa l’esercizio della “liberà di pensiero” ed ognuna ha il suo alfiere il quale talvolta sembra ritenere che con tale espressione si faccia unicamente riferimento alla propria.

        Concretamente l’esercizio della libertà di pensiero è regolata da leggi: Ad esempio, ne esiste una che vieta “manifestazioni oltraggiose verso i defunti” (Art. 724 c.p.) ma non mi è chiaro “se e come” venga applicata all’umorismo nero.

  6. Anonimo 30 Dicembre 2019 at 17:34 - Reply

    Premesso che Di Maio segno Cancro e dal medico Non mi pare affatto carino, (a differenza di Salvini segno Pesci circondato da sardine) molto bello; se uno mi dà fastidio, prima di dargli dell’imbecille conto (almeno) fino a 3……….aQv

  7. Valah 30 Dicembre 2019 at 18:08 - Reply

    Nat, a capodanno ci risentiamo però (sappilo) io mi risento sempre un po’ anche durante tutto l’anno.
    Così, per dire.

  8. Anonimo 30 Dicembre 2019 at 18:35 - Reply

    Il tema della replica di Nat non è la minore o maggiore imbecillità di uno dei frequentatori del blog – penso che ormai abbia fatto il callo ad un certo fraintendimento delle sue vignette o dei suoi post da parte di una percentuale di lettori.
    Il motivo per cui la replica era doverosa è costituito dal fatto che detto imbecille ha posto in questione l’onestà intellettuale e le capacità dell’autore satirico, con argomentazioni logicamente inconsistenti, storicamente ingiustificate (per chi segue e capisce le vignette di Nat), o basate su convinzioni (spacciate per fatti) che sono l’antitesi degli obiettivi che Nat si pone come autore satirico.
    La satira fa tre cose:
    – il debunking dei paralogismi (ragionamenti che sembrano avere una struttura logica valida, ma sono basati su un errore/scarto logico di cui il paralogista non riesce a rendersi conto)
    – la scoperta/individuazione/sottolineatura di connessioni logiche reali ma non immediatamente visibili nei fatti su cui esercita l’attività satirica
    – fa ridere. Non basta fare le prime due cose, devi avere il dono di farlo in modo divertente, augurabilmente in maniera istericamente divertente.
    Nat fa le tre cose in maniera egregia, a differenza per esempio di quel Marione di recente notorietà, che ha idee confuse, connette i concetti in maniera erronea (odiare l’unione europea è legittimo, ma stabilire una analogia con un campo di concentramento semplicemente non sta in piedi, perchè non c’è alcun tratto comune tra i due concetti), e soprattutto NON fa ridere. Non è un caso, perchè se fallisci l’analisi della realtà poi non riesci ad individuare quei meccanismi che provocano la risata con un cortocircuito logico.

    Detto questo, NON è Nat che sta dando dell’imbecille a uno dei suoi utenti, è l’utente che sta dando dell’imbecille intellettualmente disonesto e codardo a Nat, cosa che lo ha costretto a mettere in evidenza come, oggettivamente parlando, l’imbecille è proprio l’utente stesso, come provato dalla fallacità delle sue argomentazioni.

    (No, non sono la mamma di Nat)

  9. Anonimo 30 Dicembre 2019 at 18:45 - Reply

    Maddai i polemici ci sono sempre, e’ normale, ‘sto giro sei stato un cazzone Nat

  10. Anonimo 30 Dicembre 2019 at 19:09 - Reply

    Nei tuoi segni zodiacali sei stato durissimo con la Meloni, e dolcissimo con la Maria Etruria (la ami ancora nonostante la faccia da cavallo e le continue frequentazioni “renziane” ?) Boh 🐴

  11. Valter 31 Dicembre 2019 at 16:31 - Reply

    Aggiungo un commento saggio ed equilibrato, tanto per stemperare: ma chi non gli piace la satira altrui, che se la facesse in proprio senza scassare gli zebedei alla gente!

  12. Claudio 31 Dicembre 2019 at 21:05 - Reply

    Analisi clinica ineccepibile. Dovrebbero dare a Nat una laurea ad honorem in medicina.

    • SLURPY 2 Gennaio 2020 at 14:32 - Reply

      Slurp 🙂

beh?

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