ma l’ o’hara non era una linea dell’INVICTA? vedi vedi che un po’ fighetto lo eri pure tu?
io il mio INVICTA (pace all’anima sua) l’ho tenuto in vita fino alla laurea, con tanto di cuciture fai da te fatte con la spillatrice…
Zerocalcareci avrebbe fatto un libro di 120 pagine, ma ci avrebbe aggiunto anche quelli di “siamo fatti così”, più un suo conoscente che “per nascondere l’identità lo identifichiamo con un personaggio di un cartone degli anni 90”
mi rendo conto che ciò che scriverò adesso mi si ritorcerà contro a vita ( specie quando mi spaccio per una venticinquenne! ) ma il mio primo anno di scuola
mi è partito il commento anzitempo… il primo anno di scuola, dicevo, abbiamo usato l’asticciola con pennino e il calamaio era incassato nel banco nero di legno massello massiccio! lo zaino? tsè! una bella cartella di pelle, pesante un quintale, procacciava clienti scoliotici agli ortopedici.
Sei un MITO Nat, sempre più bravo diventi. Speriamo passerai per il veneto a presentare il tuo libro. Noi a Venezia usavamo la replay, con cui non solo correggevamo i compiti ma anche, con un compagno di scuola machiavellico quanto me (infatti siamo ancora amici e gli ho fatto da testimone di nozze), cancellavamo le note, le edulcoravamo e ottenuta la firma dei genitori le riscrivevamo di nuovo.
Insomma il problema del primo giorno di scuola resta l’omofobia figlia della misoginia e l’idiozia dei genitori e delle case produttrici che dividono il mondo fantastico dell’infanzia in solo due parti e contrapposte!
Istigazione a delinquere un giorno come omofobi o femminicidi!
Grazie Natangelo
Io però avevo le Bic e la Cinta per i libri!
Nude look in pratica, per il più piccolo e timido…
Beh, che c’è? La penna con gli anelli era carina! E poi questa storia che i bambini e le bambine il rosa e il blu, cosa credi? Adesso le bambine vogliono fare loro i maschiacci! Pensa a me – nel lontano 1976 – non solo c’erano le ‘austere’ Corvine ma addirittura il grembiule con il fiocco (blu) e la cartella (sì, cartella – non lo zaino, una cosa – di solito di colore rosso o marrone – con chiusura a pulsante!). Va be’…
ma l’ o’hara non era una linea dell’INVICTA? vedi vedi che un po’ fighetto lo eri pure tu?
io il mio INVICTA (pace all’anima sua) l’ho tenuto in vita fino alla laurea, con tanto di cuciture fai da te fatte con la spillatrice…
Magari fosse il primo giorno di scuola!!! Comunque grazie per il pensiero….
P.S. Sei un mito!
tornare a scuola?! anche no,,.
Zerocalcareci avrebbe fatto un libro di 120 pagine, ma ci avrebbe aggiunto anche quelli di “siamo fatti così”, più un suo conoscente che “per nascondere l’identità lo identifichiamo con un personaggio di un cartone degli anni 90”
no, ma infatti, io non mi riferivo a zerocalcare ma un mio amico che per proteggerne la privacy ho detto zerocalcare
A me piaceva andare a scuola per imparare, anche se vivere e’ un’altra storia. Bei tempi!
mi rendo conto che ciò che scriverò adesso mi si ritorcerà contro a vita ( specie quando mi spaccio per una venticinquenne! ) ma il mio primo anno di scuola
mi è partito il commento anzitempo… il primo anno di scuola, dicevo, abbiamo usato l’asticciola con pennino e il calamaio era incassato nel banco nero di legno massello massiccio! lo zaino? tsè! una bella cartella di pelle, pesante un quintale, procacciava clienti scoliotici agli ortopedici.
ah, e a quei tempi garibaldi passava per le scuole a salutare gli alunni?
ehm… garibaldi magari aveva da fare coi due mondi, ma un giovanni ventitreesimo con le carezze a distanza non ce lo facevamo mancare! 😀
Sei un MITO Nat, sempre più bravo diventi. Speriamo passerai per il veneto a presentare il tuo libro. Noi a Venezia usavamo la replay, con cui non solo correggevamo i compiti ma anche, con un compagno di scuola machiavellico quanto me (infatti siamo ancora amici e gli ho fatto da testimone di nozze), cancellavamo le note, le edulcoravamo e ottenuta la firma dei genitori le riscrivevamo di nuovo.
Grazie! magari ci vedremo in veneto
W IL PRIMO GIORNO DI SCUOLAAAA!
Insomma il problema del primo giorno di scuola resta l’omofobia figlia della misoginia e l’idiozia dei genitori e delle case produttrici che dividono il mondo fantastico dell’infanzia in solo due parti e contrapposte!
Istigazione a delinquere un giorno come omofobi o femminicidi!
Grazie Natangelo
Io però avevo le Bic e la Cinta per i libri!
Nude look in pratica, per il più piccolo e timido…
Beh, che c’è? La penna con gli anelli era carina! E poi questa storia che i bambini e le bambine il rosa e il blu, cosa credi? Adesso le bambine vogliono fare loro i maschiacci! Pensa a me – nel lontano 1976 – non solo c’erano le ‘austere’ Corvine ma addirittura il grembiule con il fiocco (blu) e la cartella (sì, cartella – non lo zaino, una cosa – di solito di colore rosso o marrone – con chiusura a pulsante!). Va be’…