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È morto uno dei più grandi sostenitori di Trump, ed è un vero peccato. Oggi, giovedì 26 febbraio, su Il Fatto Quotidiano c’è “Come non letto”, la mia rubrica che racconta l’attualità attraverso il fumetto. La trovate in edicola ogni settimana, in controcopertina, alle spalle di sua editorialità.

Questa volta vi racconto la parabola di Scott Adams e della sua geniale creatura, Dilbert.

Potete leggere la puntata completa su Il Fatto Quotidiano, in edicola e online.

Sempre Come Non Letto: autori e storie da non lasciar scorrere via.

In edicola, ogni giovedì.

by |Published On: 26 Febbraio 2026|Categorie: news|10 Commenti on In edicola!|

Falla girare!

10 commenti

  1. Cosimo Epicoco 26 Febbraio 2026 at 10:25 - Reply

    Ho letto da poco quell’ articolo,pur essendo amaro mi è venuto da sorridere quando hai scritto: ..” il paziente è morto chissà”…

  2. Massimiliano 26 Febbraio 2026 at 10:28 - Reply

    Al di là delle sue idee e opinioni, la sua striscia è stato un non trascurabile contributo alla descrizione del mondo di fine XX secolo, e è interessante notare come una persona attenta a cogliere certi aspetti sociologici possa poi divergere verso forme di fanatismo. Ma ne approfitto per consigliare un altro autore secondo me meritevole di richiamo, ossia Frank Dickens (1931-2016), con il suo personaggio Bristow, impiegato dell’Ufficio Acquisti. È ambientato nell’era pre-informatica, ma le dinamiche che descrive sono forse anche più radicate e profonde di quelle di Adams (e non lo dico solo perché fu il primo Oscar del Fumetto che mio padre mi regalò quando avevo undici anni …).

    • SonOfaBit 26 Febbraio 2026 at 11:21 - Reply

      “Il Grande Disastro del Carrello da Thè” …. 😂

      • Massimiliano 26 Febbraio 2026 at 15:27 - Reply

        Evento la cui dinamica rimane tuttora misteriosa …

  3. Alessandra 00 26 Febbraio 2026 at 11:38 - Reply

    La storia di Adams sembra proprio il declino degli Usa accellerato dall’ effetto Trump.

    • Sandro 26 Febbraio 2026 at 15:12 - Reply

      Adams era innovativo e divertente agli inizi poi, come è naturale, la creatività e’ andata esaurendosi e la arteriosclerosi avrà fatto il resto. Non tutti avevano il Talento e il Genio di Watterson per ritirarsi al Top.

  4. Cosimo Epicoco 26 Febbraio 2026 at 12:17 - Reply
  5. Close The Door 26 Febbraio 2026 at 20:04 - Reply

    Io ho il suo “Dilbert’s Principle” e anche “Win Bigly”, che è dedicato proprio a Donald Trump. Però non voglio spoilerare 🙂

  6. Luke 26 Febbraio 2026 at 23:52 - Reply

    Bristow e Dilbert…
    In stretto ordine alfabetico e di nascita…
    Due personaggi che ho adorato (assieme ad altri che poi citerò)
    Due facce complementari del mondo del lavoro, simili ma diversissimi…
    Uno 100% British, dalla bombetta al the (con relativo, mitico disastro del carrello…), con humour sottile e pungente…
    L’altro 100% American, della generazione successiva al primo, con humour più diretto e tranciante…
    Uno pigro e fannullone totale con un capo dispotico che però non riesce a scalfirlo…
    L’altro, ingegnere, che cerca di produrre e completare i progetti assegnati dal capo più incompetente dell’universo.
    Senza perdersi in analisi sociologiche troppo approfondite, diciamo che entrambi rappresentano perfettamente lo spaccato di un mondo del lavoro malato e, nonostante le idee degli autori, politicamente indifferenti perché saranno sempre e comunque delle vittime.
    Temporalmente accanto a Bristow c’erano Beetle Bailey, soldato pacifista e fannullone e Doonesbury, striscia troppo “americana” per l’epoca in cui qui da noi di politica mondiale si parlava poco o nulla…
    Accanto a Dilbert, invece hanno prosperato e si sono radicati nel mio cuore, Calvin di Bill Watterson e soprattutto Opus il pinguino con i suoi amici di Bloom County di cui ancora conservo gli albi originali americani.

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