“Lavita va, è un biglietto scaduto
La vita va, forse un treno mancato, chissà
È un bagaglio che viaggia così, senza destinazione (…)
E tu sei qui, straniero sei qui
Disilluso se mai, ma sconfitto non sei
La gente va, un’occhiata e poi via
Ma dentro di sé vorrebbe essere te! (cit.)
🍀🫶🏼
Ho una canzone di Renato per ogni occasione.
Come ho sempre una vignetta di Natangelo da far conoscere o ricordare.
Due mie grandi passioni.. in questo sono simile a Sua Editorialità 😉
Nat, ultima foto dell’ anno in stazione, io la prima, l’ho fatta pure in stazione, come disse qualcuno più che la meta è importante il viaggio…Ancora Buon Anno a tutti..
E per un istante ritorna la voglia di vivere a un’ altra velocità (grande Battiato). Buon viaggio ovunque tu stia andando o verso chi tu stia tornando. L’ importante è che questo senso di solitudine sia solo un’impressione, un’ immagine catturata ma soltanto esclusivamente un’ immagine. Buon anno Nat
La panchina di una stazione ferroviaria, metafora dalla vita e del tempo.
Scattata da qualcuno che sta su un treno, forse in attesa di partire. Qualcuno che ti osserva, ma che tu non osservi, né saluti.
Bella immagine, piena di suggestioni
Eh, ringrazia chi te l’ha scattata. E’ davvero una bella foto. Non costruita, ma spontanea.
Poi, quel che pensavi in quel momento , solo tu lo sai.
Ti aiuta non dimenticarlo.
E un po’, anche a me ha ricordato la stessa citazione di Alessandra. Potrebbe essere l’incipit di una storia, di un film, e allo stesso tempo, la sua conclusione.
Ma io ho una fantasia fervida..
🤗
Questa foto a me piace perché è in attesa.
Di partire, di arrivare, comunque in viaggio.
Orizzonti ancora da vedere, passi ancora da fare. L’importante è provarci sempre ad andare da qualche parte. Per i come, quando e perché ci sarà tempo, saranno i giorni a venire a rivelarlo.
E dopo Zero e Battiato ci vogliamo mettere Baglioni? Anche se il poster alle tue spalle non è simile a quello della canzone e la giornata non è grigia, ma splende un bel sole.
L’impressione è che non parti per un lungo viaggio, ma per tornare in un posto a te caro, magari Napoli.
Laura & già Laura: l’incipit potrebbe essere: il ragazzo lo sapeva da sempre che quel momento sarebbe arrivato inesorabilmente,il biglietto era di solo andata ma i suoi occhi si erano esauriti a guardare in quella direzione…continuate voi
Caro Cosimo, un gioco molto carino ( in inglese “carry on” in italiano prosegui) che facevo quando ero più giovane,, è quello della costruzione corale di un racconto. In cerchio seduti in gruppo, uno inizia una storia e gli altri via via la proseguono secondo le loro idee e fantasie. Molto carino e piacevole…
proseguirei così ” ..la sua attenzione era stata catturata da una strana comitiva di persone, che trascinavano su un carrettino colorato un alberello di Natale con le lucine accese : alla base del carretto un piccolo presepe in cartapesta e quattro microscopiche valigie. Ma ancora più curioso era l’aspetto delle quattro persone che avanzavano nella sua direzione… chi vuol proseguire?
…al ragazzo pensoso guardando quella scena gli occhi si facevano più profondi e un vago luccicore affiorò alle palpebre,quella scena curiosa gli ricordava quando da bambino i suoi genitori ma la mamma di più su di un carrettino improvvisato portava i doni a Maritie’ non erano mai quelli che desiderava, ma il fischio materno che annunciava quello strano carrettino era unico! Il fischio orrendo di un TGV in arrivo a tutta velocità lo distolse…continua
…solo per un attimo, perché intorno al carretto c’erano, vestiti da Re Magi, Sua Primapaginità, Amato Padre e Cosimo, mentre Dibla, vestito da cammello tirava il carretto
“Lavita va, è un biglietto scaduto
La vita va, forse un treno mancato, chissà
È un bagaglio che viaggia così, senza destinazione (…)
E tu sei qui, straniero sei qui
Disilluso se mai, ma sconfitto non sei
La gente va, un’occhiata e poi via
Ma dentro di sé vorrebbe essere te! (cit.)
🍀🫶🏼
Non la conoscevo, bella. Di Renato Zero ne tiri fuori sempre una adatta. 🙂
Ho una canzone di Renato per ogni occasione.
Come ho sempre una vignetta di Natangelo da far conoscere o ricordare.
Due mie grandi passioni.. in questo sono simile a Sua Editorialità 😉
Nat, ultima foto dell’ anno in stazione, io la prima, l’ho fatta pure in stazione, come disse qualcuno più che la meta è importante il viaggio…Ancora Buon Anno a tutti..
Può essere una situazione poetica
La stazione – Wisława Szymborska « Poesia in rete https://share.google/0b8ThzIHDctWMeNuK
“La Solitudine dei Numeri Primi” , che si dividono solo per uno e per sé stessi….
E per un istante ritorna la voglia di vivere a un’ altra velocità (grande Battiato). Buon viaggio ovunque tu stia andando o verso chi tu stia tornando. L’ importante è che questo senso di solitudine sia solo un’impressione, un’ immagine catturata ma soltanto esclusivamente un’ immagine. Buon anno Nat
https://share.google/LcNVllMINgV90UEaH Caravaggio: “giovane pensoso”
https://youtu.be/CZkpP7jcYMM?si=G7mOxqkz7UJJeapS pensoso sì! Ma nei treni si fanno anche incontri galanti!
Oh no, incontri galanti ho decisamente dato
Mai negarsi all’abbraccio del fato…
Soprattutto sui treni secondari…
Puoi trovare mondi da esplorare che nemmeno immaginavi esistessero…
Seeeee vabbè, vedremo al prossimo diario di viaggio…
Mai dire “ho chiuso”. È proprio allora che accade, inaspettatamente..
La panchina di una stazione ferroviaria, metafora dalla vita e del tempo.
Scattata da qualcuno che sta su un treno, forse in attesa di partire. Qualcuno che ti osserva, ma che tu non osservi, né saluti.
Bella immagine, piena di suggestioni
Ecco, fino a prima di leggere il tuo commento non avrei saputo dire perché mi piaceva questa foto: ora si. Grazie
Eh, ringrazia chi te l’ha scattata. E’ davvero una bella foto. Non costruita, ma spontanea.
Poi, quel che pensavi in quel momento , solo tu lo sai.
Ti aiuta non dimenticarlo.
E un po’, anche a me ha ricordato la stessa citazione di Alessandra. Potrebbe essere l’incipit di una storia, di un film, e allo stesso tempo, la sua conclusione.
Ma io ho una fantasia fervida..
🤗
Questa foto a me piace perché è in attesa.
Di partire, di arrivare, comunque in viaggio.
Orizzonti ancora da vedere, passi ancora da fare. L’importante è provarci sempre ad andare da qualche parte. Per i come, quando e perché ci sarà tempo, saranno i giorni a venire a rivelarlo.
https://youtu.be/pdpVSPg0nNg?si=FSKnE3et3bKQVhIk Gocciadichina: O già!
Cosimo, perfetta! 🙂
E dopo Zero e Battiato ci vogliamo mettere Baglioni? Anche se il poster alle tue spalle non è simile a quello della canzone e la giornata non è grigia, ma splende un bel sole.
L’impressione è che non parti per un lungo viaggio, ma per tornare in un posto a te caro, magari Napoli.
Eh già, ci sta benissimo.. . Seduto con le mani in mano sopra una panchina fredda del metro’ 🥹
Laura & già Laura: l’incipit potrebbe essere: il ragazzo lo sapeva da sempre che quel momento sarebbe arrivato inesorabilmente,il biglietto era di solo andata ma i suoi occhi si erano esauriti a guardare in quella direzione…continuate voi
Caro Cosimo, un gioco molto carino ( in inglese “carry on” in italiano prosegui) che facevo quando ero più giovane,, è quello della costruzione corale di un racconto. In cerchio seduti in gruppo, uno inizia una storia e gli altri via via la proseguono secondo le loro idee e fantasie. Molto carino e piacevole…
proseguirei così ” ..la sua attenzione era stata catturata da una strana comitiva di persone, che trascinavano su un carrettino colorato un alberello di Natale con le lucine accese : alla base del carretto un piccolo presepe in cartapesta e quattro microscopiche valigie. Ma ancora più curioso era l’aspetto delle quattro persone che avanzavano nella sua direzione… chi vuol proseguire?
Buon anno, Nat!
“Che ci faccio qui ? ” (cit.)
😂
SonOfaBit: fai la volontà di Dio! La quale “si compie sempre” Direbbe san Tommaso d’Aquino.
…al ragazzo pensoso guardando quella scena gli occhi si facevano più profondi e un vago luccicore affiorò alle palpebre,quella scena curiosa gli ricordava quando da bambino i suoi genitori ma la mamma di più su di un carrettino improvvisato portava i doni a Maritie’ non erano mai quelli che desiderava, ma il fischio materno che annunciava quello strano carrettino era unico! Il fischio orrendo di un TGV in arrivo a tutta velocità lo distolse…continua
…solo per un attimo, perché intorno al carretto c’erano, vestiti da Re Magi, Sua Primapaginità, Amato Padre e Cosimo, mentre Dibla, vestito da cammello tirava il carretto