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Un incubo chiamato editoria

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oggi, giovedì 22 maggio, su Il Fatto Quotidiano c’è la seconda puntata di “Come non letto”, la mia nuova rubrica dedicata a fumetto, fumettisti, libri, editori, graphic novel e questo mondo qui. La trovate in edicola ogni settimana, in controcopertina, alle spalle di sua editorialità. 

In quest’uscita vi racconto cos’è successo nel numero 464 di Dylan Dog in edicola questo mese: potete leggere la puntata completa su Il Fatto Quotidiano, in edicola e online. 

Sempre Come Non Letto: autori e storie da non lasciar scorrere via. 

In edicola, ogni giovedì.

by |Published On: 22 Maggio 2025|Categorie: news|7 Commenti on Un incubo chiamato editoria|

Falla girare!

7 commenti

  1. Alessandra 00 22 Maggio 2025 at 09:23 - Reply

    Una settimana fa, all’annuncio della rubrica ‘Come non letto’, ho pensato che ‘Alle spalle di Sua Editorialità’ sembra un complotto ordito da Dibla&Nat. Mi vedo la scena: i due gaglioffi (cit. PdP :-*)che studiano un golpe in redazione, alle Sue spalle 😂😂😂
    .. mie bischerate a parte, Nat sei forte anche come articolista!

  2. drantonialini 22 Maggio 2025 at 10:03 - Reply

    Con te Nat o mi diverto o imparo.
    A fronte della crisi della carta,non sarebbe possibile che tu intanto realizzassi degli stickers ologrammi ( anche con CC o con l’ impronta del tuo indice, numerati) delle copie
    cartacee e telematiche delle tue opere?
    Costano pochi centesimi.
    Tu sei personalità pubblica.

    • Claudio 24 Maggio 2025 at 12:44 - Reply

      Giuro che non ho capito niente

  3. Titty Drew 22 Maggio 2025 at 11:50 - Reply

    Quindi dopo Miyazaki, anche Dylan Dog sarà disegnato dall’intelligenza artificiale?

  4. Massimiliano 22 Maggio 2025 at 13:32 - Reply

    Nemmeno a farlo apposta, nel post precedente dedicato ai fumetti era stato richiamato Giorgio Cavazzano. Ne approfitto per ricordare che una delle sue più interessanti collaborazioni esterne al mondo Disney si è svolta proprio con Tiziano Sclavi, sceneggiatore di Dylan Dog. Si tratta di una scalcinata coppia di investigatori, Altai & Jonson, di cui seguii le prime pubblicazioni (parliamo del 1975). Date loro un’occhiata, se non li conoscete. Capisco poi il problema dell’editoria: leggo che questa serie durò fino al 1985 (chissà se Sclavi la abbandonò proprio per seguire il progetto di Dylan Dog, nato nel 1986), ma in pratica dopo il primo anno avevo perso l’interesse immediato per il mondo dei fumetti in generale, pur leggendoli con occasionale assiduità. Anche su Dylan Dog, diversi miei amici che ne erano appassionati e lo acquistavano sistematicamente quando erano sulla trentina, arrivati alla quarantina l’avevano ormai abbandonato (eh sì, ho una certa età: posso anche dare esempi sulla cinquantina e sulla sessantina, ma qui mi fermo). Per riprendere una terminologia già ricordata da qualcuno, l’editoria è un orrido bestio …

    • Riccardo 23 Maggio 2025 at 03:06 - Reply

      Conosco Altai & Jonson e approvo la terminologia “Orrido Bestio”, che propongo di usare più spesso e possibilmente proporre all’Accademia della Crusca

  5. Gocciadichina 22 Maggio 2025 at 16:06 - Reply

    Uno si aspetta che i riflettori siano puntati tutti su un mitico personaggio del fumetto italiano, e invece ci si trova a leggere un’interessante osservazione che solleva riflessioni ben più ampie. In primis la crisi economica del nostro paese che investe e trascina tutto, anche gli eroi dei più fantasiosi sogni di carta (in questo caso più incubi🙃).
    In Italia si leggerà pure poco però se non si investe mai per incentivare alla lettura, ma anzi si creano le condizioni per spingere alla creazione di prodotti editoriali sempre più di nicchia e acquistabili solo in rete, lo scenario che ci aspetta è davvero ben più inquietante di qualsiasi avventura di DD.

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