Ritorno al futuro!

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24 giugno 2020 ineditaRitorno al futuro! #grillo #m5s #casaleggio #dibattista #dimaio #fumettiitaliani #vignetta #fumetto #umorismo #satira #humor #natangelo

by |Published On: 24 Giugno 2020|Categorie: satira, vignetta|tag = , , |12 Commenti|

12 Comments

  1. Anonimo 24 Giugno 2020 at 07:40 - Reply

    Hah, splendida. Giusto in tempo per la stagione finale di Dark

  2. Antonio B. 24 Giugno 2020 at 08:24 - Reply

    Il Movimento 5 stelle nasce per il semplicissimo motivo che nell’arco degli anni, dall’insediamento di Berlusconi, il PD è diventato peggio di democrazia cristiana e partito socialista messi insieme. Moltissimi elettori del pd avrebbero votato Belzebù pur di non votare più Veltroni e D’Alema. Quindi anche un Movimento improvvisato senza nessuna bussola politica e che ignora perfino la differenza tra destra e sinistra (sic!), ha potuto, nello spazio di pochi mesi diventare il PRIMO PARTITO ITALIANO! Ma è stato un consenso da ribellione, non da costruzione. Infatti assistiamo adesso al suo discioglimento, causato ovviamente dal suo pressapochismo ideologico e dalle infinite contrapposizioni derivanti da soggetti che spingono in direzioni diametralmente opposte. Cosa nascerà dall’implosione di questo movimento? Magari finalmente si costruirà un SERIO partito di sinistra che sappia dare voce a tutti quelli che oggi non ce l’hanno. E che non faccia come il PD, occupato solo ad acchiappare poltrone e corteggiare banchieri e industriali.

    • Anonimo 24 Giugno 2020 at 08:57 - Reply

      Un serio partito di sinistra non può certo nascere dall’implosione di un movimento poco serio, tra l’altro solo parzialmente sovrapponibile all’elettorato di sinistra.
      No, la questione è quale altra forma prenderà lammmerda tanto cara a Natangelo (come espressione, intendo)

    • Armando 24 Giugno 2020 at 09:09 - Reply

      Sai cos’è il sincretismo politico? è l’opportunità di fare cose di destra dichiarandosi di sinistra (e viceversa).
      La sinistra non la prende sul serio quasi nessuno e gli italiani non sono sinistri: hanno mani e piedi solamente destre,

      • Tharon 24 Giugno 2020 at 13:29 - Reply

        Non si chiama sincretinismo ? 😉

        Seriamente, la sinistra non esiste più da parecchio, e in nessuna parte del mondo. E’ morta nel momento in cui ha abdicato alla lotta al classismo sociale basato sul lavoro e sul patrimonio per sposare acriticamente le lotte tra poveri, più facilmente smerciabili e populiste. Tanto chissenefrega della gente che muore di fame o che è imbrigliata in lavori degradanti, molto meglio occuparsi di #metoo, #blacklivemattermasololeloroeh e #LGBTSEQUOIA.
        Poi vai a spiegargli che in realtà le donne nere gay e ricche guarda caso problemi di quel genere non ne hanno. Perchè se sei ricco puoi avere anche la pelle a pois e fare sesso con in set Lego e nessuno ti giudica. Però sei oppresso/a comunque, magari da un laureato in chimica disoccupato che ha la sfiga di essere nato bianco, maschio e pure etero (la trinità demoniaca), quindi oppressore de facto!

        (specifico perché serve : ho volutamente esagerato per iporbole e tutto questo senza nulla togliere alle giuste lotte per i diritti di chiunque, magari in paesi dove questi diritti sono effettivamente negati e di cui, guarda caso, la sinistra si dimentica spesso e volentieri).

        • Armando 24 Giugno 2020 at 14:40 - Reply

          Lotta al classismo? (sic) In effetti per una cosa del genere ci voleva un iporbole (sic) mica una sineddoche. il classimo è concezione politica, economica e sociale, propria della dottrina marxista-leninista [3ccani]…

          PS: Il sincretismo riguarda anche il fascismo dunque può dare certe impressioni. 😛

        • Antonio B. 24 Giugno 2020 at 15:42 - Reply

          Caro Tharon, fino a quando esisterà un padrone, e un dipendente che lavora per lui, esisterà SEMPRE una destra e una sinistra!

          • Armando 24 Giugno 2020 at 17:14 - Reply

            Esistono vincoli che influenzano le dinamiche interne che talvolta neanche conosciamo: sono il prodotto dell’impegno pluridecennale di menti raffinatissime che hanno intessuto una trama di leggi e trattati internazionali dalla quale non è semplice potersi liberare (per es. a causa di conseguenze economiche significative, o anche perché difficile stimare le conseguenze).

            Per es. (per non parlare della gig economy) fino a che punto i sindacati di due nazioni europee possono cooperare quando il mercato unico e la delocalizzazione consentono alle multinazionali di negoziare le condizioni quasi come se fosse un’asta al ribasso? Quando gli amministratori dichiarano di voler chiudere fabbriche in un paese e di aprirne in altri?

            PS: la logica dell’asta a ribasso parla di “efficienza” perché c’è qualcuno che è disposto a produrre ad un costo minore. Poi ci sono i trattati di libero scambio con paesi che non rispettano i diritti dei lavoratori. Altra parola magica è “governabilità” che per adesso ancora non significa monopartitismo…

            https://www.ituc-csi.org/ituc-global-rights-index-2020
            https://trade.ec.europa.eu/tradehelp/free-trade-agreements

            Sono sicuro che Fusaro lo spiega meglio… 😛

          • Armando 24 Giugno 2020 at 18:56 - Reply

            Sussistono numerosi vincoli che garantiscono lo status quo, talvolta creati in svariati decenni con trattati internazionali, leggi, azioni diplomatiche, investimenti (e debiti).

            Bisognerebbe confrontare lo “ITUC Global Rights Index 2020” con la lista dei trattati di libero scambio dell’Unione Europea e chiedesi se coloro che hanno la possibilità di influire siano “de sinistra” (qualunque cosa significhi), sappiano come fare ed abbiano mai occasione per farlo.

  3. Per Elisa 24 Giugno 2020 at 21:48 - Reply

    Quando il ricco, spietato e ostracizzato Beppe Grillo presentò al popolo zen (https://www.youtube.com/watch?v=IPDfBMMLoIc) il suo “mojito” cinque stelle fatto di stravecchia “terza via” tra destra e sinistra addizionata con una sfumatura ingannevole di società civile intesa come il buon selvaggio che avrebbe salvato con il suo candore la Patria, forse il buon Travaglio, dipietrista fino ad allora ma liberale solo prestato alla sinistra, passò notti omonime, ossia notti travagliate, prima di decidersi a sposare la proposta grillina.
    Infatti, se c’è un legame tra élite ed elezione, come può – si chiese probabilmente il nostro – il ceto barbone, od il ceto operaio, o persino il ceto medio che se la cavicchia, si arrangia, tra un concorso mille amicizie cento partite di pallone (https://www.corriere.it/scuola/17_marzo_27/poletti-mandare-curriculum-meglio-giocare-calcetto-7dadec68-131a-11e7-be9a-6ca09ed8307d.shtml), esprimere una classe dirigente?
    Fosse stato di sinistra, la questione sarebbe stata riformulata nel seguente modo: se il ceto di riferimento non ha coscienza d’ensemble, ma nasce cresce sopravvive lotta e si fotte in una spietata guerra tra poveri, e tra bande e bande, può la selezione in tale stato di natura esprimere opportunamente una classe dirigente?
    Intanto il Grillo mandava “pizzini” rassicuranti: 1) amici degli altri partiti, tranqui funky!!!, anzi ringraziateci perchè noi teniamo calmo il popolo (https://www.primocanale.it/notizie/grillo-ci-dovrebbero-ringraziare-perch-stemperiamo-la-tensione–123135.html); 2) la mafia aveva una morale, andrebbe quotata in borsa (https://www.ilgiornale.it/news/politica/grillo-choc-palermo-mafia-aveva-morale-andrebbe-quotata-1062867.html). Insomma il movimento non aveva intenzione di destabilizzare molto.
    Alla prima esperienza con il Parlamento, scelsero di chiamarsi “cittadini”. Appellativo che ricordava la Rivoluzione Francese in un Paese davvero non molto esperto di rivoluzioni quale il nostro. Quella rivoluzione “borghese”, come la definì qualcuno a suo tempo. Ai giorni nostri giunse alfine l’esperienza di governo e quel ceto medio, uso ad arrangiarsi e galleggiare, che vi prese parte ne fu lusingato, quasi come a suo tempo avvenne a Tommaso Aniello per sua sventura.
    Il movimento post-ideologico di Grillo deve consenso alla crisi della sinistra? E’ scandaloso affermare che il progetto gramsciano di egemonia culturale passa anche necessariamente attraverso il controllo dell’istruzione, della magistratura, il rapporto col potere economico e finanziario, come interpretato dal Pd e da Iv? E poi, la sinistra italiana del 2020 chi vuole esattamente tutelare, facendo maturare in questi una coscienza di classe e una mutua assistenza: i pischelli che si fumano la maria tra una lezione universitaria e l’altra e cazzeggiano sulla rete quando non fanno i fighetti in discoteca, gli emarginati, il proletariato, le pmi e le libere professioni o chi altro?
    E’ la coscienza di classe oppressa unita alla solidarietà che fa la sinistra.
    E’ l’esperienza del deserto, o quella della giungla, che fa la destra.

    p. E. ( Isoardi )

  4. Anonimo 25 Giugno 2020 at 11:20 - Reply

    Il problema della democrazia è che qualunque idiota ha diritto di parola. Ma non è un’autocritica.
    🐖🐖🐖🐖🐖

    • Armando 25 Giugno 2020 at 11:51 - Reply

      Se fossero in grado di fare autocritica non passerebbero per idioti. (Dunning-Kruger Effect) ma se hanno anche inclinazioni fasciste… 🥕🥕🥕🥕🥕

beh?

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