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abbattere statue
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by |Published On: 12 Giugno 2020|Categorie: satira, tavola|tag = |11 Commenti|

11 Comments

  1. Anonimo 12 Giugno 2020 at 18:56 - Reply

    Come ti capisco…

  2. ricco, spietato e ostracizzato 12 Giugno 2020 at 21:22 - Reply

    non lo so se è razzista. ma quanto al film in sé posso dire che è sullo stesso piano della corazzata kotiomkin?

    (e poi a me clark gable me sta sui cosi. se ce mettevano james stewart o henry fonda magari se ne poteva parla’)

  3. doctarblog 13 Giugno 2020 at 00:56 - Reply

    Ho sempre creduto fosse “Via, in convento!”

  4. Per Elisa 13 Giugno 2020 at 05:32 - Reply

    Mi spiace essere arrivato tardi all’appuntamento del salotto culturale dedicato alle facce di marmo (o ai colossi dai piedi d’argilla o alle facce a la Irene Pivetti, non so).
    Solo due passaggi mi hanno stimolato, ora, a scriverne.

    Il primo che hai in casa, e hai letto, e mai vorresti vedere bruciato il Mein Kampf, caro Natangelo.
    Io in casa ho il Manifesto del Partito Comunista, Silvio Berlusconi Editore, l’ho trovato una leggera lettura, palesemente propagandistica, e anch’io non lo vorrei vedere bruciato pur se, in caso di catastrofe e di tempo limitato per salvare il salvabile, lo abbandonerei piuttosto serenamente.
    Letture diverse perché inevitabilmente ciascuno di noi deve fare una selezione (gli scrittori sono tanti).
    Io ho avuto il conforto di un prof, alla scuola di Ilvo Diamanti, che durante una lezione in aula rivoluzionò ai presenti il punto di vista: “voi non siete socialisti perché avete letto Marx, voi leggete Marx perché siete socialisti”. Frase rasserenante per uno come il sottoscritto che si fa “du palle” solo ad immaginare di aprire quel volumone de’ “Il capitale”.
    Ma sto divagando. Perdonami.
    Tu scrivi che vorresti che il Mein Kampf “fosse studiato e conosciuto perché il male non si ripeta”.
    Qui mi si accende la lampadina delle ca**ate. Anche quando ti gusto intellettuale, ti riveli ingenuo.
    Hitler era un politico ed era un figlio dei suoi tempi e della Germania.
    Non ho purtroppo più memoria esatta del titolo e dell’autore del saggio storico in mio possesso, e che ho letto, sulle origini culturali del nazismo. Probabilmente George Mosse, ma non ci giurerei. Nel libro si risaliva fino al tardo Ottocento citando diverse personalità ed il loro pensiero, antecedente al nazionalsocialismo.
    Ti suggerisco anche di ascoltare con attenzione “Ausmerzen” laddove si sottolinea che gli scienziati che si dilettavano di eugenetica sotto il nazionalsocialismo mica erano degli esaltati, erano stimati tra i più autorevoli al mondo.
    Ti cito ancora due americani: un grande imprenditore come Henry Ford che sostenne Hitler, anche finanziariamente, nell’ascesa al potere in Germania e anche dopo che Hitler assunse la guida di quella Nazione, che fu autore del libretto “The International Jew: The World’s Foremost Problem” – di ispirazione per Hitler -, che fu insignito nel 1938 Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Tedesca; il secondo è uno – ancora oggi – dei più autorevoli politologi statunitensi, Charles Edward Merriam Jr., che dopo aver finanziato attraverso la Rockefeller Foundation Benito Mussolini, nel suo testo “The Making of Citizens” del 1934 lodò apertamente i nazionalismi sovietico, quello nazista e quello fascista.
    Anche il predecessore di Churchill, Arthur Neville Chamberlain, fu estremamente tiepido di fronte al nazifascismo, voltando le spalle ai suoi “affari interni” innanzitutto ma anche ricercando accomodamenti davanti alla sua bellicosità in politica estera.
    Davvero sei serio quando scrivi che il Mein Kampf dovrebbe essere “studiato e conosciuto perché il male non si ripeta”?!? Come se la questione si risolvesse tutta lì! Non trovi che sia più onesto riconoscere che il male è semplicemente più fluido, se non vi si oppongono ostacoli, rispetto al bene, in quanto è sempre stato più banale, più semplice, più vile distruggere rispetto a costruire?

    Il secondo riguarda il progresso a piccoli passi.
    Che io ho scoperto in “Miseria dello storicismo” di Popper e per le poche pagine che ho sfogliato de’ “L’uomo in rivolta” di Camus, comunque sufficienti ad elevarmi in importanza il concetto di ribellione individuale – il primo “no” dopo tanti “si” che definisce l’essenziale, che stabilisce un limite invalicabile.
    E tuttavia, data la storiella che per i cinesi crisi vuol dire sia pericolo che opportunità, ti segnalo un articolo: http://www.bloomberg.com/opinion/articles/2020-04-11/coronavirus-this-pandemic-will-lead-to-social-revolutions.
    Chissà se avrà ragione Ligabue che “questa ***** intorno sempre ***** resterà” o avrà ragione Vasco che “se si girano gli eserciti e spariscono gli eroi, se la guerra poi adesso cominciamo a farla noi, etc. etc. etc.”
    Ad ogni modo non concluderò il mio intervento intestandomi l’invettiva “che Dio vi fustighi”.
    Dio è morto – se si ha fede in Nietzsche – o si è comunque dato per assente da molto tempo. E questa novella si è già largamente diffusa.
    Sono rimasti i suoi sacerdoti.
    Usi ad assolvere e a celare. Le str***ate del popolo e del potere.

    Statte buo’ Nat!

    p. E. ( Isoardi )

  5. Armando 13 Giugno 2020 at 12:35 - Reply

    C’è chi l’antivaccinismo lo studia con l’intenzione di comprenderne le dinamiche ed individuare risposte adeguate al fenomeno: Come potrebbero farlo se tutte le cassate di tale fattura fossero state cestinate?

    Anche gli antivaccinisti “studiano” e lo fanno a loro modo con risultati che si possono osservare.

    Saranno anche “figli” di questi tempi ma non sono gli unici e potrà anche sembrare che fossero “predestinati” a sragionare in certi modi, ma ciò non significa che non avrebbero potuto conseguire ben altri risultati se solo non fossero stati lasciati rovinare per la serietà delle loro lacune.

    Anche l’intolleranza e la violenza vengono studiate: a maggior ragione perché non c’è scarsità di casi.

    Purtroppo non tutti i progressi del sapere possono essere condivisi con facilità come si fa con oggetti tecnologici ma il loro effetto complessivo invece deriva da quanto siano diffusi.

    Talvolta il valore di una informazione può essere valutata solo alla prova dei fatti: Oggigiorno le considerazioni di tal dr. Semmelweis sull’importanza dell’igiene per la prevenzione di infezioni appaiono scontate ma al tempo fu ostracizzato dai colleghi che non ritennero necessario mettere alla prova una tale “ipotesi” (con conseguente aumento della mortalità).

    Il conformismo reca benefici laddove si condividono informazioni benefiche ma genera disastri laddove si diffonde altro.

    PS: In ogni caso pensate quanti millenni sono occorsi al genere umano per capire le conseguenze della scarsa igiene e valutate il risultato di lasciare che le molti debbano provare a scoprire informazioni cruciali senza alcun aiuto…

    • ricco, spietato e ostracizzato 13 Giugno 2020 at 22:57 - Reply

      quando si scrive un trattato al posto di un commento si è responsabili anche della sua edizione. chi sarebbero “le molti”?

      …ma non c’hai un blog tuo? aprilo, invece di spaccare i coglioni a noi poveri stronzi che veniamo qui a farci due risolini con le vignette di nat.

      (vale anche per quell’altro poveretto sopra, il “per elisa”)

      • Anonimo 14 Giugno 2020 at 07:03 - Reply

        Se ti interessano solo i due risolini, dovresti fermarti alle vignette invece di leggere i commenti.

      • Armando 14 Giugno 2020 at 07:21 - Reply

        Me se a te t’hanno già mannato a fa’ ‘n blogge perché vie’ qua giù a fa er soprano?
        PS: Ma se ‘a vignetta tié scritto “tenebrorum” riesci a ride o ce perdi er sonno? 😀

      • Per Elisa 14 Giugno 2020 at 09:24 - Reply

        Ogni poveretto sceglie come impiegare come interrompere e come sprecare il proprio tempo: aprendo un blog, guardando vignette (di questo o quell’altro autore), scrivendo o reagendo a commenti e parti di commenti (finché gli viene permesso e ha voglia di farlo), etc.
        In generale anch’io non amo le chiacchiere, perché penso che esistano al mondo fin troppi beoti che apprezzano i contenuti solo di chi gli viene presentato come autorevole. Come dire, è l’abito che fa …il poveretto.
        In generale coltivo inoltre la teoria che chi si spacca i maroni (o ama affermarlo) suppone (purtroppo erroneamente) che quelli degli altri siano invece infrangibili.
        Non ho altro da scriverti.

        p. E. ( Isoardi )

  6. Anonimo 13 Giugno 2020 at 12:44 - Reply

    Una volta pensavo che Degiom fosse troppo prolisso. A lui le mie scuse sincere ! 🧄

    • Armando 13 Giugno 2020 at 12:54 - Reply

      Tutta colpa del deep state! 😛

beh?

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