Time: never a joy

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Time: never a joy
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12 dicembre 2019.jpg
by |Published On: 11 Dicembre 2019|Categorie: satira, vignetta|tag = , |10 Commenti|

10 Comments

  1. Anonimo 11 Dicembre 2019 at 16:56 - Reply

    Bella.
    Dovresti aggiungere una didascalia per spiegare il tuo vero pensiero al riguardo : stimi la Gretina, la pigli in giro amorevolmente o hai sposato le critiche nei suoi confronti tipiche della destra più retriva e fascista? Questo ad uso di quelli delle Frattocchie ! aQv

  2. Per Elisa 12 Dicembre 2019 at 07:30 - Reply

    Quanta ingiustizia.
    Sia chiaro: io stimo Greta, ma mi chiedo: chi si ricorda di Severn Cullis-Suzuki? : Le fu forse dedicata nel 1992 la copertina del Time?!
    Riascoltiamola, amici, romani, napoletani che si spacciano per romani, concittadini!
    E pensiamo all’ingiustizia nei confronti di Severn, che diceva le stesse cose di Greta.
    https://www.youtube.com/watch?v=fL_KBeJI3h4

    Per Elisa ( Isoardi )

  3. Nasty 12 Dicembre 2019 at 10:16 - Reply

    Gia’. Nel 70 il mondo doveva congelarsi e nel 1992 il mondo stava gia’ per finire. Poi chiedono perche’ non sono credibili… Trent’anni dopo quelle parole, NESSUNA delle paure della pargola si sono avverate. Eppure c’e’ chi a Greta da ascolto.
    Avete mai notato come ogni discorso che inizia sull’ambiente termina su quanto cattivo sia il capitalismo e il nord/mondo occidentale, le frontiere e gli stati-nazione. E quanto buoni siano i poveri che condividerebbero se potessero (risate), e il mondo senza forntiere.
    E ovviamente l’attacco costantemente verte sulla classe media (che ha i TV, computer, e case).

    Dovrebbero chiamarle le angurie: verdi di fuori e rossi di dentro.
    Utili idioti.

    • Per Elisa 12 Dicembre 2019 at 12:58 - Reply

      Il cambiamento climatico è già in corso, ovviamente nessuno si aspetta da un giorno all’altro la catastrofe e questo offre a quelli come lei la possibilità di negare l’evidenza. Perché un lento degrado è di gran lunga meno allarmistico di uno scenario improvviso di crisi.
      Ma l’unica cosa che ci può suggerire il modello capitalistico è di puntare comunque sulla crescita, purché questa sia sostenibile e venga perciò supportata da una ricerca e da una susseguente adozione su scala mondiale delle tecnologie necessarie. Per il resto il capitalismo che lei difende ha solo accentuato le disuguaglianze sociali arricchendo sostanzialmente una parte minima della popolazione mondiale.
      Si tratta in fondo di capire i limiti e collocare bene gli strumenti: i processi produttivi all’interno di un’idea socialmente condivisibile di produzione, i mercati all’interno di regole che non li abbandonino a cruenti selezioni e spregiudicate speculazioni. Per lei che credo liberale, l’ottica che le suggerisco è vecchia di quasi un secolo: è l’ordoliberalismo tedesco.

      Per Elisa ( Isoardi )

      • Nasty 12 Dicembre 2019 at 14:58 - Reply

        Non mi mettere in bocca parole che non ho detto. Cosa ne sai tu del “modello di capitalismo che difendo io”?
        Sono sessanta (60) anni che “e’ quasi troppo tardi”. Allarmismo alla belino di segugio senza alcuna base scientifica.
        Sul cambiamento climatico: 1) e’ dubbio che sia vero, 2) se fosse vero e’ dubbio che sia causato dall’uomo, 3) se fosse creato dall’uomo sarebbe il caso di parlarne ai Paesi piu’ inquinanti: CINA e USA. Perche’ rompere i tortelli alla classe media Europea? Se tu non vedi un fil rouge tra l’attacco alla classe media (costante, e con metodi sempre colpevolizzanti) e il continuo arricchirsi di pochi non so cosa dirti.

        La crescita non siginifica inquinamento, e la crescita effieicnete c’e’ quando le classi medie crescono in reddito, non quando si indebitano.
        L’ordoliberalismo (un po’ come tutto cio’ che e’ prodotto dai biondi*) e’ una cagata pazzesca (non al livello di memmettari e decrescisti, ma poco ci manca).
        Con simpatia (almeno tu ti firmi).

        * Provocazione voluta, vediamo chi ci casca.

  4. ricco&spietato 12 Dicembre 2019 at 12:38 - Reply

    dai, famme una vignetta on demand: harrison ford e i suoi dodici aerei personali contro il cambio climatito.

  5. Anonimo 12 Dicembre 2019 at 13:07 - Reply

    Altra vignetta ” on demand “, la Gretina che si reca in catamarano nella Corea del Nord a chiedere rispetto per l’ambiente….( anche la Cina va bene ). Ma questa non dovrebbe andare a scuola ?

  6. Anonimo 13 Dicembre 2019 at 16:44 - Reply

    Oggi a Torino ? Sentivo qualche cosa di strano ( Venerdì 13 !!! ). Sicuro che questa non porti sfiga ? E i suoi genitori non sono in ansia ? Dai torna a casa Greta !

    • Anonimo 22 Dicembre 2019 at 07:17 - Reply

      Tra Dresda e Torino vince Torino. Che bello riavremo la d…… tra i piedi !

beh?

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