Intanto, l’unione europea…

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Intanto, l’unione europea… – La mia vignetta per Il Fatto Quotidiano oggi in edicola! #unioneeuropea #sanzioni #RussianUkrainianWar #Ukrainerussiawar #vignetta #fumetto #memeitaliani #umorismo #satira #humor #natangelo

by |Published On: 24 Marzo 2022|Categorie: satira, vignetta|tag = , , |25 Commenti|

Falla girare!

25 Comments

  1. "piera 24 Marzo 2022 at 13:13 - Reply

    Nat,non scherzare su questi orrori già. successi e documentati nella seconda guerra mondiale.Non ne abbiamo bisogno

    • degiom 24 Marzo 2022 at 13:37 - Reply

      Buongiorno Piera

      Noto che, dipendesse da te, la lista su cui Nat “non dovrebbe scherzare” continua ad allungarsi: con il papa (e più in generale con la religione), con la guerra e le sue orrende conseguenze, con i lager nazisti …

      Però la satira si nutre (anche) degli orrori contingenti: “non scherzare” su un dato tema significa censurarlo e la censura è SEMPRE la soluzione peggiore …

      Una vignetta che tu, una volta che l’hai vista, consideri blasfema la puoi considerare tale proprio perché hai facoltà di vederla e di esprimere la tua opinione nel merito, di problematizzarla e condividere con gli altri commentatori il tuo pensiero; non fosse pubblicata non potresti criticarla …

      Ti fila il discorso?

      Personalmente tra le ultime pubblicate dal nostro, ho trovato disturbante (credo sia stata Claudia ad utilizzare tale termine nel suo commento e lo condivido completamente) quella in cui i due leader belligeranti si baciavano appassionatamente sulla bocca (facendo il verso ad una nota opera di street art).

      Come avrei dovuto commentare? “Nat non scherzare con quelli che si stanno facendo la guerra: sai bene di quali orrori siano entrambi capaci e non ne abbiamo bisogno” …

      Spero tu comprenda che non ne usciremmo.
      IMHO

      Un saluto.

    • Dedication 24 Marzo 2022 at 14:49 - Reply

      La guerra di PierA (sulle note di DeAndre):
      “..ti spedirono in guerra a pedate,
      ti insegnarono a lanciar le granate,
      ma tu contavi troppo piano…
      e te ne esplose una in mano

      così fasciato eri in trincea
      e come gli altri con la diarrea,
      ti lanciasti all’assalto, anche se malato
      ma andasti verso un campo minato

      e ti gridarono:
      “Fermati, Piero! Fermati, Cazzo!
      Non far, ti prego, un altro passo
      Se vai lì sopra potresti morire”
      Chi mi ridarà le mie mille lire?”

      Si scherza Piera.

      • degiom 24 Marzo 2022 at 15:31 - Reply

        Ehi D

        Carina la tua reinterpretazione … ;-D

        Nel ringraziarti per la spiegazione girata a Piera sull’acronimo, con l’occasione ti offro banale suggerimento per superare l’assonanza e continuare in rima:

        “Fermati Piero! Fermati, Cazzo!
        Non far, ti prego, mossa da pazzo” …

        Mentre all’ultimo verso, per evitare ripetizione tutt’altro che lirica, mi concederei licenza poetica:

        “Chi ridarammi le mille lire?”

        Alla prossima
        Bye

        • Claudia 26 Marzo 2022 at 15:44 - Reply

          “credo sia stata Claudia ad utilizzare tale termine”
          Sai che non me lo ricordo?
          ‘spetta che mo chiedo ad Armando…

    • natangelo 24 Marzo 2022 at 23:49 - Reply

      Cara piera, hobbes ha sempre turbato le coscienze

  2. Cosimo Epicoco 24 Marzo 2022 at 13:33 - Reply

    Mariolino: è satira certamente! Ma noi umani siamo così! Cito alla Totò:” homini hominis lupi!?” (Il mio essere credente mi aiuta sennò non vorrei neanche vivere…) Voto vignetta 9+

  3. Dedication 24 Marzo 2022 at 14:45 - Reply

    Bruciare burocrati europei per scaldarsi potrebbe essere una buona idea per rimpiazzare il gas, in effetti.

  4. "piera 24 Marzo 2022 at 14:45 - Reply

    Scusa cosa vuol dire IMHO?

    • Dedication 24 Marzo 2022 at 14:50 - Reply

      In My Humble Opinion.

      E ora vi lascio.

  5. "piera 24 Marzo 2022 at 14:52 - Reply

    Sei un vero Lord

  6. edoloz 24 Marzo 2022 at 15:44 - Reply

    Non l’ho capita… le contromisure della Russia sarebbero? La sparata del pagare il gas in Rubli?

  7. Suppiluliuma III 24 Marzo 2022 at 17:29 - Reply

    Me-ra-vi-glio-sa-a-a-a

  8. Giuseppe Vasta 24 Marzo 2022 at 19:02 - Reply

    Ma guardate che verosimilmente (in base ai reperti che abbiamo) lo stato di natura non era così feroce. Sono stati molto più feroci fasi successive della civiltà umana…

    • Per Elisa 24 Marzo 2022 at 20:08 - Reply

      Secondo Aristotele o Aristoteles (non ricordo),
      lo stato di natura non è mai esistito.
      In arcaico dialetto napoletano lo scrisse chiaramente a De Crescenzo.
      O antropòs phyiusis zoon policòn.
      Tradotto: L’homm, de soja natura, è nu zoo politico.
      E difatti esistono le città, i talkshow, i blog: zoo politici per la superscimmia.

      p. E. ( Isoardi )

      • Giuseppe Vasta 24 Marzo 2022 at 22:32 - Reply

        Be’, questo vale anche per gli animali non umani, anche loro sono sociali. Ma anche per le piante, verosimilmente, anche loro interagiscono con l’intorno. Quindi secondo questa lettura lo “stato di natura” non esisterebbe per nessuno e quindi sarebbe un concetto vuoto. Possibile. Più banalmente, con questo termine si intende una condizione umana precedente l’attuale civilizzazione. Dove forse non si passava il tempo a massacrarsi, questo è il punto. Cordialità

        • Per Elisa 25 Marzo 2022 at 01:28 - Reply

          Beh, evitando le “banalità” (servirebbe un etologo a garantire che tutti gli animali e tutte le piante sono sociali e che non vi sono rilevanti differenze in questa loro “socialità”), anche un concetto inesistente sul piano ontologico …ma perché buttarlo via?
          Della filosofia, come del maiale, non si butta via niente.

          Io, ad esempio, lo uso come lo svizzero che russò tranquillo mentre l’Italia mancava di qualificarsi contro la Macedonia. E questo “Russò” ne fa esperimento logico, ipotesi astratta.

          Immaginiamoceli questi bingobongo nelle caverne a cercare di sopravvivere e fare più bungabunga possibili.
          Più indipendenti loro rispetto a noi interdipendenti.

          E lo svizzero che russava si chiese: “E perché mai vollero rinunciare alla loro indipendenza, allo stato di natura, per vincolarsi in un patto sociale?”
          E si rispose: “Rinunciarono all’indipendenza per guadagnare, attraverso l’interdipendenza, la libertà”.

          Io lo trovo più affascinante della spiegazione più “banale”.
          La libertà è un prodotto del vivere in società.
          La libertà (tutte le libertà-di e tutte le libertà-da) viene guadagnata proprio rinunciando all’indipendenza.
          Ah, condivido certe seghe mentali dell’elvetico!

          p. E. ( Isoardi )

        • Per Elisa 25 Marzo 2022 at 01:37 - Reply

          P.S.
          (cit.) “Dove forse non si passava il tempo a massacrarsi”?
          Attento a non cascare nel mito del buon selvaggio. Pesa bene il tuo “forse”.

          I bambini nascono egoisti o solidali?
          Se un bambino italiano piange è più probabile che pianga perché vuole un nuovo giocattolo o per la guerra in Ucraina?

          Ci distanziamo a fatica dalla giungla, imho.

          • Giuseppe Vasta 25 Marzo 2022 at 15:29 - Reply

            Mah, come dice Norman Lewis, non c’è mito più dimostrato di quello del buon selvaggio. Nel senso che non è un mito, ma una considerazione storica reale di un filosofo francese a scoprire che i nativi americani (incontrati non mi ricordo più se sul molo di Brest o di qualche altro porto dove erano stati portati) non erano affatto “selvaggi”, ma pacifici e civili (pur non essendo stati raggiunti dalla Rivelazione… e questo faceva a pugni con le diffuse credenze di allora). Certo, inutile parlare della “totalità” degli esseri viventi (di cui alcuni teorizzano comunque qualche forma di coscienza). Il punto è che il passaggio da un ipotetico stato “non sociale” a uno “sociale” per la specie umana verosimilmente non c’è mai stato, perché anche i nostri progenitori lo erano. Piuttosto chiediamoci perché siamo passati da società di cacciatori/raccoglitori (quando si è formata la nostra fisiologia) ad agricoltori. Abbiamo iniziato a vivere meglio? I resti fisici sembrerebbero dimostrare di no. Comunque chi viveva nelle caverne era sostanzialmente uguale a noi, non era un “bingobongo”.

          • Giuseppe Vasta 25 Marzo 2022 at 15:49 - Reply

            Ah, e sull’altruismo “innato” o “appreso”: sono stati ritrovati resti di uomini delle caverne con gravi malformazioni congenite che ne avevano impedito l’uso delle gambe fin dalla nascita, ma cresciuti fino all’età adulta grazie evidentemente all’aiuto degli altri componenti della comunità. L’altruismo sembrerebbe quindi innato (come mostrano le ricerche ben descritte ad esempio in “Uccideresti l’uomo grasso?”). Ma anche appreso (come mostra bene ad esempio”Uomini comuni” di Browning). E quindi è un po’ come il canto degli uccelli o il linguaggio per noi umani, un po’ innato e un po’ coltivato (non tutti cantano uguale).

            • Per Elisa 25 Marzo 2022 at 20:31 - Reply

              Leggerò con curiosità il libro di Edmonds (Ah, Nat non si lamenti se con questi dialoghi sul suo blog si finisce per acquistare altri ebook / libri rispetto al suo…).

              En passant, “bingobongo” non intendeva arrecare offesa, era solo assonante con “bungabunga” e ciò mi divertiva.

              “Uomini comuni” non mi impressiona poi molto avendo nel mio bagaglio pillole di psicologia sociale. E’ parzialmente strano (parzialmente perché un simile punto di vista può derivare solo dalla lettura) che tu citi un testo che si interroga su come mai uomini “comuni” parteciparono a commettere lo sterminio degli ebrei durante la II guerra mondiale (e lì, ripeto, mi bastano gli esperimenti di psicologia sociale per trovare una risposta, per citarne uno: l’esperimento di Zimbardo della prigione di Stanford) ma tu citi quel libro per rintracciarvi la risposta opposta: l’altruismo può anche essere appreso. Curioso.

              Io sono di parte, caro Giuseppe. Forse, probabilmente, per poche letture.
              Per me la risposta è netta: la solidarietà si apprende, fondamentali sono i modelli educativi e quelli prevalenti di riferimento, quelli cioè cui il bambino e poi l’adolescente attribuisce autorevolezza.
              E solidarietà per me non vuol dire, voglio precisarlo, azzerare, in un facile quanto fragile buonismo, le differenze.
              Gli uomini mi risultano nella storia sacrificabili o quando sono marginali (René Girard ha indagato il concetto di capro espiatorio) o quando sono vite uguali, replicabili e non piuttosto uniche, irripetibili (e qui mi viene alla mente Fromm e quelle pagine di Fuga dalla libertà nelle quali l’uomo è intercambiabile solo sul piano economico, dove “vale” esattamente quanto vale il denaro che intende spendere o la merce che intende vendere, mentre l’etica sboccia altrove, dal rispetto dell’individuo e della vita dell’individuo per la sua unicità).
              Nella sintesi di Cicerone, cosa si deve apprendere?
              Honeste vivere, Alterum non laedere, Suum cuique tribuere.
              Per me tre concetti non separabili. Violato uno, si infrangono i restanti.
              Dubito, dubito, dubito che non si debba uscire da uno stato di minorità per cogliere appieno tale fusione.
              Che vi riuscissero anche i nostri antenati, come scrivi?
              E’ qualcosa di bello su cui confidare. Una bella saggezza antica. Da animale sociale.
              Ma non sappiamo, io non so “chi” forniva questo aiuto. E “chi” veniva educato a fornirlo.
              E’ prei-storia, materiale difficilissimo per me. Senza scritti, senza testimonianze degli eventi.
              Allora concludo con l’esperimento della bambola di Bandura: quanto sono plagiabili i figli della superscimmia. Pronti a imitare.
              I nostri antenati erano migliori di noi?
              Non difenderò qui l’evoluzione. Con la selezione naturale, sono più le specie che si sono estinte che quelle che sono sopravvissute. Molti più i casi di fallimento che di successo.
              Se allontanandoci dalle caverne non siamo davvero riusciti a realizzare di meglio, per cui – mi pare di capire dal tuo ragionamento – era meno bestiale l’uomo primitivo di quello civilizzato, stiamo regredendo verso la scimmia.
              Ma peggio della scimmia, nell’antropocene, con tutta la nostra tecnica e con tutta la nostra miopia nelle priorità, apprenderemo che sono possibili ecosistemi senza di noi.

              p. E. ( Isoardi )

              • Giuseppe Vasta 25 Marzo 2022 at 23:16 - Reply

                Interessante. Zimbardo lo conosco. Ho citato Uomini comuni perché l’unico che si è rifiutato di ubbidire all’ordine di uccidere gli ebrei (come il diritto militare tedesco peraltro consentiva) lo spiega così: è il mio lavoro che mi ha insegnato a ragionare con la mia testa, gli altri facevano un lavoro che insegnava a fare le stesse cose del gruppo. L’altruismo quindi credo che si lo coltivi, più che apprenderlo per via culturale, in senso lato (è un punto cruciale che viene spesso trascurato). Non mi trovo invece con l’affermazione secondo cui “La libertà viene guadagnata proprio rinunciando all’indipendenza.” Mi suona molto cattolica, stile Calderon della Barca e vita che è solo un sogno. Personalmente sono più ottimista. Cordialità

              • natangelo 26 Marzo 2022 at 08:00 - Reply

                No vabbè non lo so venite anche a vendere i libri di Gramellini, allora, mentre il mio langue nei magazzini

    • Per Elisa 24 Marzo 2022 at 20:09 - Reply

      policòn politicòn

beh?

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