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Provocazioni

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by |Published On: 11 Giugno 2021|Categorie: satira, vignetta|tag = , , , , |12 Commenti|

12 Comments

  1. Migliore 11 Giugno 2021 at 17:03 - Reply

    Occhio !!!
    Qualcuno dirà che i salari offerti sono troppo bassi in quanto ci sono troppi lavoratori che si offrono.
    Bisogna riciclarsi in altri lavori !!!!

    Poi esce fuori un marziano ( tale Letta il Sereno ) a dire che servono i clandestini ( pardon, migranti) in quanto accettano paghe basse ed è veramente la quadratura del cerchio……

    Da : l’immaginazione al potere al potere agli idioxx.

    ( non sono dalla parte dell’altro idioxx che bazzica a Fatima e distribuisce rosari ).

  2. G.C. 11 Giugno 2021 at 17:40 - Reply

    E niente, nessuno riesce a capire il concetto fondamentale della questione: il lavoro si paga.

    Facciamo mangiare, e anche in abbondanza, questi imprenditori, che dunque facciano la loro parte: se non sono capaci di creare ricchezza e hanno bisogno di pagare una fame i lavoratori per restare imprenditori, si meritano di fallire. Bisogna anche essere capati di fare impresa, e averne la caratura morale, non basta volerlo.

    • Migliore 11 Giugno 2021 at 17:48 - Reply

      Proprio perché il lavoro si paga le recenti teorie del capopiddino fanno venire la febbre. Il PD non rappresenta le classi lavoratrici e sarebbe bello si estinguesse nel centenario della nascita del PCI.

      • Magar 11 Giugno 2021 at 18:39 - Reply

        Il PD non deve “rappresentare le classi lavoratrici”, non è un partito comunista.
        Per ora intanto a schiattare è stato il partito fondato dalle cheerleader di Lenin, Stalin e Trockij, se proprio siamo in vena di commemorazioni c’è pure il trentennale della sua dipartita da celebrare.

    • Magar 11 Giugno 2021 at 19:08 - Reply

      Il mondo del turismo e della ristorazione sicuramente è stato gonfiato a dismisura negli anni scorsi da un profluvio di offerta di manodopera, che ha permesso loro di tenerne bassi i costi senza doversi ristrutturare. Gli fa bene un po’ di scoppio della bolla, hanno poco da lamentarsi, è capitato ad altri e può capitare pure a loro.
      Non mi è chiaro però perché dovrebbe essersi acuito il fenomeno quest’anno.

      E se l’analisi delle associazioni datoriali risultasse corretta (il che non va deciso dai decibel con cui si grida una tesi o l’altra), riguardo all’impatto dei sussidi sull’offerta di manodopera, beh, al di là del valore limitato nel tempo come “scoppia-bolle”, dovremmo veramente chiederci se vale proprio la pena pagare il non-lavoro con i soldi dei contribuenti.

      (Se Barilla non si rende conto che sta per pestare un merdone del genere – lui ereditiero che ammonisce a mettersi in gioco – stia a casa a pettinare le bambole. Non abbiamo bisogno di buttare temi seri in caciara, e aizzare i cani di Pavlov della Sacra Classe Lavoratrice.)

      • G.C. 12 Giugno 2021 at 13:01 - Reply

        Non credo che il fenomeno si sia in qualche modo acuito, ma che, molto più banalmente, sia il tipico tema stagionale (tipo il presepe a dicembre), con negli ultimi tempi la variante RdC a complicare le cose. C’è molta retorica e analfabetismo sulla questione, che si sia pro o contro; spesso si ripete soltanto a vanvera quello che qualcun altro ha detto, magari al bar (e questo vale per tutte le parti, persino quella degli imprenditori).

        Per il resto, non capisco se per “sussidi” intendi quelli come il RdC o gli incentivi alle imprese. Ad ogni modo, uno o l’altro, la questione credo cambi il giusto: fatto salvo quell’assistenzialismo necessario in senso umanitario, da considerare “male minore” ed estraneo dalle questioni economiche, il sistema del lavoro non può basarsi solo su di essi, sia nelle critiche sia nel proprio sviluppo.

        Problemi sono: i Cpi con personale troppo poco numeroso e spesso impreparato, mancanza di controlli e delle giuste conseguenze a chi si comporta in modo scorretto (ma qui si scivola nella questione giustizia, che è un altro ginepraio), l’incapacità di molti imprenditori ad accettare che libero mercato vuol dire rischio e non sicurezza, e – per garantire il mio “il lavoro si paga” – un salario minimo superiore ai sussidi.

        Ovviamente, qualsiasi consiglio che possa fattualmente aiutare è ben accetto, ma la questione – come sostieni tu, giustamente – è complessa, dunque va affrontata in modo complesso: se bastasse “mettersi in gioco”, come suggerisce Barilla, sarebbe molto più facile, ma da un raccomandato nato ricco non mi aspetto che ne capisca qualcosa del lavoro.

        • Anonimo 12 Giugno 2021 at 13:46 - Reply

          Si sa che la gente dà buoni consigli
          Sentendosi come Gesù nel tempio
          Si sa che la gente dà buoni consigli
          Se non può più dare cattivo esempio

          Così una vecchia mai stata moglie
          Senza mai figli, senza più voglie
          Si prese la briga e di certo il gusto
          Di dare a tutte il consiglio giusto

  3. Anonimo 11 Giugno 2021 at 18:35 - Reply

    E’ giusto quello che dice Barilla. Rinunci a quanto ha ereditato dal padre e si rimetta in gioco

  4. Enavoss e emoele 12 Giugno 2021 at 08:55 - Reply

    Povero Sor Barilla… Cosa si deve fare per cercare di farsi dare il Cavalierato del Lavoro! Penso però che per farsi notare da chi distribuisce onoreficenze in Italia, questo non basti: bisognerebbe almeno spostare la sede legale in Olanda, così come ha fatto John il Gobbo!

    • Patty P. 12 Giugno 2021 at 21:13 - Reply

      L’ha fatto

  5. Migliore 12 Giugno 2021 at 10:44 - Reply

    In questo paese ridicolo un cavalierato non si nega a nessuno: nani e ballerine, evasori e distruttori di aziende.

  6. Anonimo 13 Giugno 2021 at 07:18 - Reply

    La verità è lieve, veloce, diretta una sola parola dove il caxxone scrive per ore.

beh?

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