Rischio ragionato
Rischio ragionato – la mia vignetta per Il Fatto Quotidiano oggi in edicola
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Bella vignetta… speriamo sia scaramantica quanto basta!
Se lo disegnavi come Super Mario (Kart)…….. comunque mi ha fatto morire dalle risate.
L’Ingenuere si chiama così per un motivo, no?
“Ci scusi ingegnere” mi fa morire hahaha
Ahahahah non dovrei dirlo ma anche a me
Adesso aggiungiamo un enorme incendio sul tetto, osserviamo che sono solo due piani di altezza e vediamo se il rischio di spaccarsi un po’ di ossa (magari con dei cuscini a protezione, oltre al mantellino – cuscini approvati per gli under 55, anzi per tutti, anzi per gli over 60…), ma scamparla, non sembra ragionato.
Su questo è facile. Non c’è bisogno delle prossime elezioni per verificare lo 0.2% dei vivaci. Basta un mesetto dopo la riapertura. Io mo me lo segno quello che hai detto e ne ragioniamo alla fine di maggio. Non sparire.
Può darsi che la scommessa vada male, ma anche se va male non vuol dire che non valesse la pena accettarla. Rischio ragionato non vuol dire sicurezza assoluta.
Quindi che se dovemo da di’, a fine maggio? Le tue osservazioni puoi farle già oggi. Risparmiati il dies irae per un altro tema.
L’aspetto più azzardato per me è il fatto che siamo ancora indietro con la vaccinazione della fascia 70-80. La speranza è che il ritmo cresca ancora, e che le regole che accompagnano le riaperture siano comunque sufficienti a dare il tempo di coprire queste fasce più fragili.
Amico caro, ma che confidenza vuoi ispirare se già metti le mani avanti. Ti ho detto che di questo ne parliamo facilmente alla fine di maggio.
Dammi un numero ora, secondo te andrà bene al 95%? Al 99%? Al 50%? In base a questo si valuta se ne valeva la pena. Se invece andiamo a sentimento, ah, va bene.
Io non devo ispirare “confidenza” (la traduzione corretta di confidence è fiducia) a nessuno.
Non sono un epidemiologo e non ho un modello specifico per questo problema, come non ce l’hanno i detrattori delle riaperture. Quindi sì, devo parlare a sentimento come tutti e no, niente numeri a casaccio.
Il ragionamento è basato sul buon senso: considerando che quasi il 90% dei morti di covid sono ultrasettantenni, e che il governo pianifica di dare almeno la prima dose di vaccino a tutti gli over 70 d’Italia entro giugno, è lecito aspettarsi una riduzione della letalità del virus per i contagi che si verificheranno nelle settimane a venire (devo ancora capire quando potrà eseere misurabile). Il vaccino sembra efficace nel prevenire le forme gravi della malattia.
Parlare a sentimento proprio no, davvero, ma che veramente.
Rischio calcolato, calcolo, numero, è semplice.
Non ripetere cose che senti senza domandarti che significato abbiano.
Poi ti consiglierei di studiare un po di teoria delle probabilità. La definizione di intervallo di confidenza per esempio, che si chiama proprio confidenza, non fiducia. Sai com’è.
https://it.wikipedia.org/wiki/Intervallo_di_confidenza?wprov=sfla1
“Intervallo di confidenza” è un mostro lessicale che trova posto nella ricca galleria degli orrori di traduzione dall’inglese della letteratura scientifica (e spesso matematica, ahimè) italiana. Quando qualche mio professore concludeva una dimostrazione dicendo che l’ultimo passaggio era “triviale”, mi aspettavo sempre che entrassero Er Monnezza e Bombolo a terminarla fra cazzi, scoregge e vaffa.
Ogni volta che usiamo “confidenza” come “fiducia” all’infuori di quell’espressione ormai purtroppo consolidata, Dio uccide un gattino con l’hobby della linguistica.
Già detto, parlano a sentimento tutti quelli che non abbiano sotto mano una simulazione dello scenario.
Dove manca il contenuto, abbonda la forma.
Ti fissi su sciocchezze lessicali e non capisci la sostanza. Prova a dormire la notte, ricaricare il cervello e magari capisci meglio.
Permettete? Quante seghe mentali…
Peraltro, supponiamo che ti sparassi un numero, che so, 70% di probabilità di riuscita: mo’ spiegami, come la misuravi ex post, “alla fine di maggio”, la bontà della previsione, se l’esperimento non è ripetibile?
È come cercare di capire se un dado è truccato lanciandolo una volta sola…
Si misura facilmente ex post. Se mi dai un bel 95% di probabilità di successo, numero che vorrei sentire in questo caso perché non stiamo al casinò, e le cose andranno male, allora la conclusione è semplice. O sei proprio sfortunato, o non sai calcolare il rischio (o peggio ancora non sai nemmeno di che stai parlando). Vedi che il tuo 70% di probabilità di successo non è un granché di risultato, eh, considerato che quel 30% di insuccesso significa morti, misure restrittive pesanti, etc etc. Lascia perdere, veramente, la fine di maggio è vicina, ne discutiamo allora, eh.
Ieri mi sono perso un commento… anyway, il sunto era questo: 95% non è rischio ragionato, è certezza. E infatti la tua metrica era 1/0, alla fine. Grazie assai, se aspettiamo le certezze ci bruciamo un altro semestre.
Finora la massima cautela era doverosa, ma iniziano ad esserci alternative, vanno prese. Il che non è il libera tutti.
Non c’è nessuna legge che vieti di accendersi una sigaretta dopo essersi cosparsi di benzina, quindi Draghi ha pensato: “Volete riaprire nonostante tutto? Fatelo, ho calcolato che moriranno solo gli sfortunati e i cretini. Vale la pena di correre questo rischio”
Ooh, com’è bello e giusto preoccuparsi degli sfortunati e dei cretini…e com’è bello anche impipparsene allegramente di quelli che invece stentano a sopravvivere perché non possono più lavorare e/o vanno sul lastrico e magari si suicidano, oppure vengono uccisi dal riacutizzarsi o dal comparire di patologie dovute all’aumento dell’inattività forzata; o dei danni psicologici che tutti hanno, chi più chi meno, ma specialmente bambini e ragazzi, e dei problemi anche gravi che ciò può comportare ora e in futuro…
Quasi dimenticavo: la tua vignetta è molto bella
@Mauro: questo lo dici tu…
Oramai hanno quasi vinto.
Metà popolazione crede nelle chiusure ad oltranza, nella neolingua dei virologi e Draghi è un grande ( a prescindere ).
L’altra metà crede a Salvini e Meloni, fa’ un po’ te.
Grandi !
C’e’ chi crede alle pubblicazioni scientifiche, che dicono che lockdowns e NPIs hanno un impatto tra il nullo e l’incerto sul livello di contagio e morti.