Non è vero ma
Non è vero ma ci credo
#12settembre #salvini #lega #maledizione #attentato #salvinipagliaccio #linobanfi #fumettiitaliani #vignetta #fumetto #mafia #donvito #il #umorismo #satira #comics #humor #natangelo
Non è vero ma ci credo
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Sei un grande! 🙂 🙂 🙂
Molto bella !
La signorina autrice dell’aggressione è stata denunciata / espulsa ?
Fascista e razzista!
La signorina ci porta la sua cultura e le dobbiamo essere grati !!!
Interessante l’immediato accostamento nera-espulsione…
Fosse stata una bionda canadese uguale.
( certo lei non ci portava il rinascimento congolese ).
Con tutto il rispetto, trovo difficile pensare che la stessa aggressione fatta da una signora (piuttosto che ‘signorina’) bionda e canadese sarebbe stata vissuta nello stesso modo (da lei, me, la stampa e tutti quanti). Comunque l’animismo di certe culture africane (come quello dei primi cristiani) ci potrebbe solo far bene – magari lo portassero qui, io vedo solo degrado e disperazione (in Africa e Italia). La ringrazio del commento comunque e avevo intenzione di giudicare la sua posizione – la signora andrebbe denunciata ed espulsa se non ha il diritto di stare in Italia (immagino sia stata denunciata!). Ho semplicemente trovato interessante l’uso del linguaggio.
# NON avevo intenzione – lapsus freudiano? : )
Lapsus o no, noto che in Italia non c’è certezza della pena, se (stranamente ) un assassino viene ingabbiato ( dopo 40 anni di latitanza ) si parla di giustizia vendicativa. Meglio un definitivo cappio a questo punto.
Noto poi che la magistratura è esageratamente orientata a favore della sinistra e del buonismo imperante ( premetto che per me un delinquente è tale anche se della mia parte ).
Riforma della giustizia subito.
NB Non credo che la congolese avrà guai giudiziari.
A parte il cappio, sono d’accordo con lei su tutti i punti.
NB A naso non credo che nessuno possa avere ‘guai giudiziari’ per quel tipo di aggressione. Comunque non conosco le leggi in materia.
Ma se io urlando “vedrai il sangue una volta al mese, io ti maledico” strappassi la camicetta a Elena Maria Boschi, passerei dei problemi o me lo lascerebbero fare? 🙂
No perche’ nel caso…
Nel caso cerca di farcelo sapere, uno spettacolo del genere non vorrei proprio perdermelo 🙂
A furia di additare la M Etruria come esempio di bellezza, lei si convincerà di esserlo. Non è giusto nei confronti delle belle donne.
🦴
Poi ( e la faccio finita ), non sopporto che Salvini ( che considero un perfetto idiota ) venga continuamente contestato e non possa parlare in piazza.
Democrazia questa?????!
NB di tutto questo beneficerà la Meloni.
Salvini viene trattato in maniera discriminatoria e deligittimatoria dalla maggior parte dei mezzi di informazione – sono d’accordo. Non sono d’accordo sulla contestazione, e’ parte della democrazia.
La Meloni e’ molto abile ad approfittare delle debolezze di Salvini (e anche molto abile in generale, e solo il fatto che ci sia una donna a capo di un partito mi fa piacere per quanto sono lontano anni luce dalle sue idee).
La faccio finita anche io! 🙂
🙂 🙂 🙂
Pura curiosita’.
Domanda: voi votate si o no? E potreste dire perche’ in una sola frase? Prometto di non commentare 🙂
Voto SI perché Sartori e Bonino votano no.
Non li sopporto !
Voto si perche’ (sara’ anche un caffe’ al giorno), ma risparmiare 300 stipendi parlamentari son soldi, che spero possano essere spesi in modo migliore…
Buongiorno e ben ritrovato d.
Approfitto della domanda che hai posto in merito al referendum per ricomparire presso questi (e vari altri) lidi: mi sono ripromesso anni or sono di effettuare periodiche, assolute pause, rispetto all’utilizzo di qualsiasi strumento social, come sorta di autotutela al mio benessere psico fisico ed evitamento di eventuali rischi di assuefazione/dipendenza dagli stessi e continuo a rispettare rigorosamente tale auto imposizione …
Svincolato da qualsiasi posizione partitica voterò SI, fondamentalmente perchè non vedo alcun rischio per la democrazia in tale riduzione, che peraltro allinea alla media europea il numero di parlamentari nostrani in carica lungo una legislatura (mentre prima eravamo di gran lunga i più rappresentati, con il nostro migliaio scarso di onorevoli)…
Tante belle cose a tutti voi ed un caloroso abbraccio a Nat, con la speranza di essere tra i prossimi fortunati estratti e ricevere così una sua (orripilante) cartolina autovignettata.
PS Avendo sospeso sia scrittura sia lettura dei succitati strumenti social, anche la storia a puntate del nostro me la sono gustata (dalla puntata 20 in poi) tutta insieme … Bye
Ciao D.
Ho promesso che non avrei commentato, ma faccio un’eccezione per te, spero che non me ne vorrai. Lo faccio per una questione numerica.
Cio’ che dici e’ vero solo se consideri rappresentanti eletti direttamente, ma non e’ affatto vero se consideri l’intera rappresentanza. Esempio:
FRANCIA
Camera : 577
Senato: 348
Totale 925
persone/dept 72mila
INGHILTERRA
Commons: 650
Lords: 785
persone/dept 38mila
ITALIA
Camera 630
Senato 321
Totale 951
persona/dept 63mila
Perche’ non considerare i lords e i senatori francesi nel conto? Sono comunque “eletti” e comunque rappresentanti sebbene non direttamente dagli elettori ma per interporsta persona (in Francia dai rappresentati locali).
Ovviamente uno puo’ legittimamente ritenere che sia da diminuire il numero. Ma francamente ci avrebbe fatto diventare “piu’ simili agli altri” la riforma di Renzi (con un senato non elettivo) che il taglio orizzontale. E prometto che questo e’ il mio solo intervento. Bentornato.
Grazie d.
Lo confesso: la discussione sul taglio dei parlamentari mi appassiona meno di un GP corso esclusivamente da Hamilton e Vettel: non lo reputo certamente una delle priorità nazionali (benchè con il SI sarebbero comunque costretti, a partire dalla legge e dalla riformulazione dei collegi elettorali, ad avviare concrete riforme istituzionali) …
Precisando altresì come non sia (o meglio: non dovrebbe essere) certo la quantità, bensì la qualità dei rappresentanti eletti a fare la differenza, se nel conto inserisci lords e senatori francesi, dovresti pure conteggiare in Italia gli eletti nelle Giunte regionali, che sulle materie di loro competenza hanno peso legislativo assolutamente comparabili con i parlamentari nazionali (come pure i loro emolumenti), ancor più nelle Regioni a Statuto speciale (vedi le province autonome di Trento e Bolzano e/o il parlamento siciliano)…
Anch’io comunque mi fermo qui sul tema.
Al the best.
Bellissima Nat! Hai piegato un Banfi d’antan ai nobili doveri della satira… Applausi!
Voterò SI per coerenza tecnico-legislativa, perché ho votato convintamente NO al precedente referemdum.
Certo, l’ho fatto con sommo piacere aggiuntivo, visto che potevo contestualmente sfan…are Renzi. Ora userò il contesto per ridurre il numero degli sfan…abili.
Un’annotazione tecnica: il risparmio non è solo quello diretto legato al minor numero di stipendi, ma quello anche indiretto correlato al minor numero di vitalizi/pensioni da erogare in seguito.
Coerenza, si. Hai votato “no” al primo perché Grullo te l’ha ordinato e per la stessa ragione voti “si” a questo…
Ridicoli
Gentilissim* Robes,
casca male, anzi, malissimo. Ho votato, nell’arco di un quarantennio, QUASI tutti i partiti presenti nelle schede, tranne DC e MSI. Dal basso delle mie due lauree, di cui una in giursiprudenza, accompagnate da due master in ambito legale, ritengo di essere perfettamente in grado di giudicare la materia con la mia testa.
L’obbedienza, essendo stato anche ufficialmente SCOMUNICATO dalla gerarchia ecclesiastica, non mi si confà.
Saluti cordialissimi.
Hai votato Lega Nord, PCI, PSI e Forza Italia?
La stessa coerenza che dimostri nel votare SI dopo che hai votato NO. Congratulazioni.
La donna è mobile qual piuma al vento ecc………
Gentilissim* Robes,
ho superato a fatica il corso da mediatore, in quanto, anche a detta dei colleghi, cromosomicamente non particolarmente portato ai componimenti amichevoli, specie quando mi capita di ascoltare/leggere multiformi cazzate esondare con soave levità dall’interlocutore.
A maggior ragione quando si entra nell’ambito della provocazioni estemporanee, e senza alcun costrutto.
Se avesse un’età tale da aver vagliato gli accadimenti storici, economici, politici e sociali dell’ultimo quarantennio, dopo aver attentamente studiato la storia precedente, italiana e globale, sarebbe, probabilmente, meno pronto a sparare giudizi tranchant senza sapere, socraticamente, nulla… di nulla.
Aderendo modestamente al sondaggio lanciato da D., alla sua prima ho risposto argomentando solo per obiettare che le conclusioni erano arbitrarie, e non avevano costrutto, logica e fondamento.
Alla secondo replico in quanto ho compreso che si diverte così, e me ne rallegro per lei.
I miei referendari rispetti.
Nessuna Regione o Provincia autonoma può avere un numero di senatori inferiore a tre; il. Molise ne ha due, la Valle d’Aosta uno.
Un taglio di entità simile poteva essere ottenuto riducendo il numero di deputati a 315 ma le modifiche al comma 3 dell’art. 57 comportano il deliberato rimaneggiamento degli equilibri interregionali al Senato.
Ritiene che quello operato al Senato fosse il solo arrangiamento possibile ed in caso contrario offrirebbe un Suo parere sui meriti di quello scientemente scelto?
Spero consideri questa opportunità una forma più allettante di svago e La ringrazio anticipatamente per l’eventuale considerazione accordatami.
Offro solo qualche spunto di riflessione, senza alcuna pretesa di esaustività o di convincere, basandomi su atti accessibili a tutti.
L’attuale art. 57 è il risultato di numerose modifiche, a partire dalla L. costituzionale n. 2 del 1963, come può vedere dalla pagina https://www.brocardi.it/costituzione/parte-ii/titolo-i/sezione-i/art57.html
In precedenza, quando le Regione come le conosciamo ora ancora non esistevano, e per venti anni, sino alla legge 16 maggio 1970, n. 281 che ha dato inizio al decentramento amministrativo, ci si è accontentati di quanto direttamente applicabile evidenziato nella Relazione del Presidente della Commissione per la Costituzione nel 1947:
“Nella molteplice gamma delle varie soluzioni, la Commissione è stata quasi unanime nello stabilire che la seconda Camera debba aver base regionale, in rapporto alla nuova struttura che viene introdotta in Italia con la creazione dell’ente Regione. Un terzo del numero dei senatori è stato riservato quindi all’elezione da parte dei Consigli regionali. Gli altri due terzi sono, secondo il progetto, eletti a suffragio universale diretto. La eleggibilità limitata soltanto a determinate categorie e ad uomini di età più matura, che debbono essere nati e domiciliati nella Regione, e la limitazione del diritto attivo di voto a chi abbia compiuto i 25 anni di età differenziano la composizione della seconda Camera da quella dei deputati, anche a prescindere dal terzo che spetta ai Consigli regionali.”
Come si può rilevare, epoche diverse, sensibilità diverse, situazioni diverse e non immutabili, ma perfettibili. Tanto è vero che numerose leggi elettorale, ordinarie, sono state dichiarate non conformi alla Costituzione. Eppure con quelle leggi ILLEGITTIME abbiamo più volte eletto i nostri rappresentanti. Ma il sistema funziona e si regge solo su queste premesse.
Visto da lontano, il deliberato rimaneggiamento degli equilibri interregionali al Senato non mi provoca alcun anelito di rivolta, o senso di smarrimento per deficit di rappresentatività, operando per professione tra i perversi meccanismi di funzionamento degli enti territoriali, le logiche di potere ed il numero di leggi regionali dichiarate incostituzionali. Con la proposta fortunatamente bocciata nel 2016 sarebbe stato anche peggio.
Negli ultimi dieci anni sono state catapultate dalle segreterie dei vari partite figure non certo rappresentative delle Regioni, non nate, né ivi pasciute, con liste e listini, il tutto in di assenza di preferenze. A questo si unisca l’utilizzo massivo delle candidature multiple sull’intero territorio ed il quadro è completo.
Ritengo di poter esprimere maggior peso con il mio voto se la modifica, già votata dall’intera Camera ma non dai senatori (forse sottoposti ad anestesia, dalla quale si sono risvegliati in 21, rispetto ai 50 contrari in aula l’11 luglio 2019), sottoposta a conferma con il referendum, passerà.
Ho un compagno di liceo, amico carissimo, che ha fatto tutto il cursus honorum: consigliere comunale, sindaco, consigliere provinciale, attualmente consigliere regionale.
Gli mancherebbe solo l’ultimo passaggio, quello parlamentare, ed ha la necessaria preparazione e le physique du rôle. Figlio d’arte, ha iniziato con le macerie della DC, poi FI, ora Lega. Passato da don Giussani ad Alberto da Giussano.
Nonostante l’affetto e l’amicizia che ancora ci unisce, non sono mai riuscito a votarlo. Lui lo sa, ci siamo incrociati in tribunale anche giovedì, ma non me ne vuole.
Mi riconosce di essere una persona intellettualmente libera.
Sembra che anche Lei abbia difficoltà ad individuare i meriti di un deliberato rimaneggiamento il cui fine necessario ed irrinunciabile avrebbe tuttavia dovuto essere comunicato all’opinione pubblica in modo che ciascuno potesse valutarne la “proporzionalità e ragionevolezza” nel contesto di una riforma altrimenti pubblicizzata semplicemente come taglio.
La perfettibilità non sarà certo ostacolata dall’assenza di omissioni nella comunicazione giacché anche le opinioni sono perfettibili.
La nostra liberà intellettuale non è una facoltà sotto il il nostro esclusivo controllo: siamo tutti pur sempre incatenati alle informazioni di cui disponiamo e l’utilità pubblica di riferire su quell’aspetto della riforma è ragionevolmente commisurata alla necessità che hanno avuto di inserirlo.
Qualora fino all’ultimo non si rendessero conto della svista nella comunicazione offerta non possiamo che provare a fare del nostro meglio per farne a meno.
La ringrazio perciò di avermi offerto la Sua opinione.