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La prima cartolina del 2021

Del 2020 ognuno trarrà i bilanci che crede. E’ stato un anno difficile, ce lo siamo detti tutti. La retorica dell’anno nuovo col 2020 è stata più stucchevole delle solite tiritere da capodanno. Chiunque si è ritagliato i suoi 5 minuti da reduce di chissà che guerra, come se tutti avessimo attraversato questi ultimi 365 giorni strisciando pancia a terra sotto le bombe e medicando cadaveri con garze strappate coi denti. Mentre invece stavamo riprendendo con lo smartphone il mondo andare in fiamme, per dirette social che non interessano a nessuno.

In realtà la gran parte di noi – io che scrivo di certo, e spero molti di voi che mi leggerete – siamo dei privilegiati. Non che bisogni chiamarsi Ferragni per esserlo, eh? Diciamo che lo siamo se abbiamo conservato un lavoro, nonostante tutto. Se siamo in salute e se i nostri cari stanno bene, magari privilegiati come noi. Se ci permettiamo il lusso di pensare che questa crisi passerà e poi ripartiremo. Ecco, vi auguro un 2021 da privilegiati.

Se lo sarete, ma ancora di più se qualcosa dovesse andarvi storto, i miei pupazzetti non mancheranno: siamo qui per farci due risate e (lo scrivo spesso, lo so) teniamoci stretto chi ci fa ridere. Io ad esempio tengo stretto voi, che spesso mi fate ridere.
Nel 2020 abbiamo giocato insieme con le ‘cartoline brutte’. Ecco l’ultima cartolina del 2020, e voglio che sia la prima del nuovo anno. Me la spediscono Luciano e Daniela: ‘una cartolina bella’ – scrivono – per ringraziare delle risate regalate.

Grazie a voi, tutti, privilegiati e non. Che sia un anno di Cartoline belle e risate.

Anzi sentite ridere? È già iniziato.

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