La vignetta di Vauro sulla morte di Casaleggio è, secondo il mio gusto, giusta e azzeccata. La morte non è un tabù, specialmente per chi fa satira, e “Non si irridono i morti” é la critica più pelosa e cretina che possa farsi.
Detto ciò: le vignette piacciono o non piacciono, punto. Poi, certo, ci sono i talebani e le polemiche pretestuose (spesso sollevate ad arte) che fanno parte del mestiere e lasciano il tempo che trovano.
Per quanto mi riguarda io ho apprezzato quella vignetta di Vauro per cui, quando morirò io, irridetemi pure.
Irridetemi senza pietà.
