Ecco la mia rubrica “Come Non Letto” pubblicata da Il Fatto Quotidiano venerdì 19 giugno 2026
Cos’è un vignettista sparato in un parcheggio? 𝗨𝗻 𝗯𝘂𝗼𝗻 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼. Ahahaahah! Questa potrebbe essere una storiella buona per questi tempi, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗮 𝗘𝘀𝘁. Ma andiamo ai fatti.
Biala Podlaska, Polonia, al confine con la Bielorussia. Alle dieci meno dieci del 15 giugno, due uomini sparano due colpi di pistola a distanza ravvicinata contro un uomo appena uscito di casa. L’uomo cade morto, altri tre colpi al cadavere e i due si danno alla fuga. 𝗟𝗮 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗲’ 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁 𝗞𝗼𝘂𝘇𝗼𝘃𝗸𝗼𝘃, 43 anni, caricaturista russo noto con lo pseudonimo di Semyon Skrepetsky.
Tre giorni prima, il 12 giugno, 𝗮𝘃𝗲𝘃𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝘂𝗻’𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗺𝗯𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗿𝘂𝘀𝘀𝗮 a Berlino: bardato di colbacco e spillette, aveva esposto un dipinto satirico raffigurante Stalin che culla Putin. Poche ore prima della sua morte aveva denunciato su Telegram di stare ricevendo 𝗺𝗶𝗻𝗮𝗰𝗰𝗲 per quell’azione. Poi lo hanno ammazzato fuori casa.
La notizia, qui da noi, è stata: “𝙐𝙘𝙘𝙞𝙨𝙤 𝙤𝙥𝙥𝙤𝙨𝙞𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙋𝙪𝙩𝙞𝙣”, che è un po’ “𝘤𝘢𝘯𝘦 𝘮𝘰𝘳𝘥𝘦 𝘶𝘰𝘮𝘰”. L’europarlamentare 𝗣𝗶𝗻𝗮 𝗣𝗶𝗰𝗶𝗲𝗿𝗻𝗼 ha scritto su X: “𝘓𝘦 𝘴𝘶𝘦 𝘤𝘢𝘳𝘪𝘤𝘢𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘭𝘱𝘪𝘷𝘢𝘯𝘰 𝘗𝘶𝘵𝘪𝘯, 𝘒𝘢𝘥𝘺𝘳𝘰𝘷 𝘦 𝘓𝘶𝘬𝘢𝘴𝘩𝘦𝘯𝘬𝘰, 𝘵𝘳𝘢𝘴𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘭’𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘪𝘯 𝘶𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘳𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘥𝘦𝘯𝘶𝘯𝘤𝘪𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘭’𝘢𝘶𝘵𝘰𝘳𝘪𝘵𝘢𝘳𝘪𝘴𝘮𝘰 […] . 𝘕𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘶𝘭𝘵𝘪𝘮𝘪 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘢𝘣𝘣𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘢𝘴𝘴𝘪𝘴𝘵𝘪𝘵𝘰 𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘭𝘶𝘯𝘨𝘢 𝘴𝘦𝘲𝘶𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘢𝘷𝘷𝘦𝘭𝘦𝘯𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘰𝘮𝘪𝘤𝘪𝘥𝘪 𝘦 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘰𝘱𝘱𝘰𝘴𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘊𝘳𝘦𝘮𝘭𝘪𝘯𝘰”.
A questa storia, però, 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝘇𝘇𝗼. Vero, Kouzovkov era fiero avversario di Putin, ma non solo: come tutti i veri satirici, era 𝘂𝗻 𝗮𝗻𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝗰𝗼 sul quale nessuno può mettere il cappello (o il colbacco). 𝗖𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮𝘃𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗼𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗿𝘂𝘀𝘀𝗮: Alexej Navalny, il dissidente avvelenato nel 2024, e i suoi sostenitori. E poi, sì, sosteneva la resistenza ucraina, 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗭𝗲𝗹𝗲𝗻𝘀𝗸𝘆, tanto da guadagnarsi un posto nel database ucraino 𝙈𝙮𝙧𝙤𝙩𝙫𝙤𝙧𝙚𝙩𝙨 (“il pacificatore”, nomen omen), un 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗮𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 di persone considerate ostili agli interessi dell’Ucraina.
Un personaggio 𝗽𝗶𝘂’ 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘁𝗼𝗻𝗱𝗼 del “nemico di Putin”, una storia che finisce con il fermo di due cittadini bielorussi accusati dell’omicidio: il nome del mandante probabilmente non lo sapremo mai. 𝗦𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗶’, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗮 𝗘𝘀𝘁. Ma di certo so una cosa. Se un giorno dovessero spararmi in un parcheggio, 𝘁𝗲𝗻𝗲𝘁𝗲 𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗲 𝗹𝗲 𝗣𝗶𝗰𝗶𝗲𝗿𝗻𝗼. Già morire fa schifo, essere sparati è peggio, ma essere 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘀𝗹𝗼𝗴𝗮𝗻 è davvero gramo.
