Ecco la mia rubrica “Come Non Letto” pubblicata da Il Fatto Quotidiano il 25 settembre 2025
In Italia “𝑆𝑐𝑎𝑣𝑜𝑙𝑖𝑛𝑖” vuol dire cucina, “𝐵𝑎𝑟𝑖𝑙𝑙𝑎” pasta, “𝐵𝑒𝑟𝑙𝑢𝑠𝑐𝑜𝑛𝑖” bunga bunga e “𝑆𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑎𝑛𝑑𝑎” diario scolastico. E trovando la Smemo in cartoleria, come sempre negli ultimi 46 anni, non immaginerete mai che negli ultimi anni è morta, 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐨 𝐳𝐨𝐦𝐛𝐢𝐞 ed è risorta. Soprattutto perché è successo senza mai far saltare un’edizione.
Breve storia: nel 1979 un gruppetto guidato dal duo di autori Gino e Michele inventa un’agenda “𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎” raccogliendo testi, vignette e contributi di scrittori, fumettisti e musicisti. È un successo che negli anni 90 vende 𝐝𝐮𝐞 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐩𝐢𝐞. Poi qualcosa s’è rotto. Certo, la concorrenza. E poi sì, la sfida digitale. Ma i problemi iniziano quando il management tenta “𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖” – diciamo – azzardate acquisendo marchi di cartoleria (non andrà bene) o lanciando addirittura una tv (Zelig tv, chiusa nel 2022) poi annuncia lo sbarco in Borsa (mai realizzato) e tutto mentre 𝐥𝐞 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨. Il Covid, con le scuole chiuse, è stato solo il chiodo finale su 𝐮𝐧𝐚 𝐛𝐚𝐫𝐚 𝐠𝐢𝐚’ 𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐭𝐭𝐚𝐭𝐚. Arriviamo all’edizione zombie del 2023-24: Smemo, virtualmente morta, è affidata a Giochi Preziosi per garantirne la presenza in cartoleria (mentre lavoratori e collaboratori 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐭𝐢). Tra licenziamenti e disastri vari si arriva al gennaio 2024: la testata viene messa all’asta e l’asta va deserta. Sembra il 𝐷𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑢𝑛𝑑𝑖𝑠.
E invece un mese dopo c’è la resurrezione: 𝐚𝐝𝐝𝐢𝐨 𝐆𝐢𝐧𝐨 𝐞 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞, Smemo viene rilevata dal marchio Santoro con alcuni degli ex lavoratori e diversi collaboratori. 𝐇𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐨 a questa storia, dal 2010 fino a oggi. Quando Caterina Balducci, una delle vere anime di Smemo, nel 2024 mi ha chiamato e mi ha detto “𝑅𝑖𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜?” avevo dubbi e risentimenti, ma non ho saputo dire di no. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞’ 𝐞’ 𝐥𝐚 𝐒𝐦𝐞𝐦𝐨. 𝐄 𝐒𝐦𝐞𝐦𝐨 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨. L’edizione 25-26 è la Smemo di sempre: fa ridere e fa pensare, perché ha cervello. E da quest’anno torna anche con molto cuore.
